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Biotestamento, seppur in ritardo, la politica onora la sua funzione

Il testamento biologico è legge, una scelta di civiltà

Una gran bella notizia, una scelta di civiltà, un provvedimento che ci riguarda tutti da vicino. Finalmente, dopo tanto ostruzionismo da parte delle forze più conservatrici, il Parlamento ha varato un’altra di quelle riforme che caratterizzano una intera legislatura: la legge sul testamento biologico. Viene introdotto nel nostro ordinamento il consenso informato ai trattamenti sanitari e si prevede la possibilità di dettare in anticipo le proprie convinzioni sui trattamenti a cui essere sottoposti nelle fasi finali della propria vita. Si tratta di una norma che assicura il rispetto della dignità delle persone fino all’ultimo. Per questo ho, a più riprese, ribadito che è una misura di civiltà e di grande attenzione per la persona umana. Non si è introdotta l’eutanasia, come i più critici hanno sostenuto, ma semplicemente la possibilità, per chi lo voglia, di poter lasciare questa vita senza ulteriore dolore e inutili accanimenti terapeutici. per maggiori informazioni (link) Condividi

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La ripetitività dei casi di femminicidio desta meno allarme sociale e crea assuefazione

Questo 25 novembre ci insegna che non è “facile” neppure essere vittime

E’ vero serve un cambiamento culturale che riguarda la società intera, non solo gli uomini violenti. Lo hanno ribadito anche i Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna in occasione dell’ultimo femminicidio avvenuto in ordine di tempo, quello di Budrio. I media, ancora una volta, hanno parlato di uno “scatto d’ira” come causa scatenante dell’omicida, quando, invece, nella stragrande maggioranza dei casi le violenze contro le donne non sono un episodio isolato, ma il frutto di un atteggiamento vessatorio reiterato. In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, le statistiche, sia nazionali che locali, ci ricordano che non stiamo parlando di casi isolati, ma di una vera e propria piaga sociale. Nel 2016, in Italia, sono morte ammazzate 149 donne, 111 di questi delitti sono avvenuti in ambito familiare. Nei primi dieci mesi del 2017, in Emilia-Romagna, sono state 3.139 le donne che hanno subito violenza: una media di 8,6 donne al giorno. Ad oggi nelle strutture regionali sono ospitate 3.506 donne: 1.497 italiane e 821 straniere. La violenza contro le donne, e a maggior …

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Per non dimenticare quelle 26 ragazze

Per non dimenticare quelle 26 ragazze

Al massimo, un titolo di spalla. 26 ragazze morte, 26 cadaveri di giovanissime tra i 14 e i 18 anni, ma erano nigeriane, viaggiavano sull’ennesimo barcone e, quindi, sembra non scattare l’orrore accorato che la fine prematura di tante giovani vite dovrebbe naturalmente far nascere nelle coscienze. Vince, invece, la paura dell’invasione, il sentimento di accerchiamento, l’incognita di un futuro incerto. Il fenomeno migratorio, l’insicurezza delle periferie, la disillusione verso la politica saranno i grandi temi che accompagneranno le prossime campagne elettorali, peraltro sempre più disertate se le percentuali di voto in Sicilia possono essere un indicatore. Ricette salvifiche non esistono, solo il pragmatismo di una comunità solidale e coesa potrebbe costruire un percorso di azioni, progetti e politiche. Condividi

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Quegli sbarchi tra pietà, paure e speranze

La strage di Lampedusa, memento della necessità di gestire al meglio i rapporti con l’Africa

Sarebbe stata una maglietta intrisa di kerosene e accesa come mezzo di segnalazione a spaventare la massa di eritrei assiepati sull’imbarcazione che, spostandosi improvvisamente, hanno provocato il ribaltamento del mezzo e il tragico naufragio. Morirono in 368, ci vollero giorni ai lampedusani per recuperare dal mare tutti i cadaveri. In 155 furono tratti in salvo. Sono passati quattro anni, da quel 3 ottobre 2013, ma il Paese sembra avere poca voglia di ricordare la strage di Lampedusa. Secondo alcune stime, sarebbero ormai all’incirca 15mila i migranti morti nella traversata del Mediterraneo alla ricerca di un approdo in Europa, soprattutto quella del Nord. Un numero enorme, una strage silenziosa che purtroppo non riscalda le coscienze, già impaurite dalla crisi e propense a leggere la recente ondata di profughi e di richiedenti asilo come una “invasione”. Paura sembra infatti essere la parola chiave. Le incertezze che, nonostante i segnali di timida ripresa, gravano ancora sulle famiglie a quasi dieci anni dall’avvio della crisi globale, pesano nella comprensione e nel governo di un fenomeno che tutti gli analisti …

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Non si gioca sul significato delle parole, in particolare a scuola

Non si gioca sul significato delle parole, in particolare a scuola

Un uso volutamente distorto di parole – che hanno significati precisi – per sottendere azioni che contrastano con i principi sanciti dalla Costituzione. Ecco perché ho sottoscritto una interrogazione al ministro dell’Istruzione Fedeli e al ministro dell’Interno Minniti, presentata dai colleghi Piazzoni e Zan, sulla iniziativa denominata “Il bus della libertà”, promossa dall’associazione Generazione Famiglia e dalla fondazione CitizenGo. Questo bus sta facendo tappa nelle principali città italiane e dove si ferma rinfocola polemiche. Perché? Il titolo della campagna è “Basta violenza di genere”, quindi sembra fare apparente riferimento alla violenza contro le donne. Chi non sarebbe d’accordo nel dire “Basta alla violenza contro le donne”?! Ma c’è un sottotitolo che chiarisce il senso della campagna: “I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. La natura non si sceglie. Stop gender nelle scuole!”. Ecco contro chi si muove questa nuova campagna: non contro chi brutalizza una donna – sconosciuta o compagna di vita – bensì contro chi è omossessuale, transessuale o in cerca di una propria identità sessuale. Tutti costoro sono di fatto “fuori”, ostracizzati …

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Il lavoro delle donne tra sessismo e gap stipendiale

Il lavoro delle donne tra sessismo e gap stipendiale

Per fare girare un’azienda ci vuole un uomo, non importa se solo virtuale, i clienti si rassicurano e gli affari decollano. E’ la paradossale, ma anche emblematica, conclusione a cui sono arrivate due giovani intraprendenti americane fondatrici di un sito di e-commerce. Facendo firmare e-mail e proposte da un fantomatico Keith, le risposte fioccavano veloci e nessuno si permetteva battute su inviti a cena o il benevolo appellativo di “ragazzo”. Il sessismo nel mondo del lavoro continua a essere una pratica consolidata, nonostante le battaglie condotte dalle donne e gli indubbi passi avanti compiuti negli ultimi decenni. Complice anche la crisi economica globale che ha reso più precarie le vite nelle fabbriche come negli uffici, il gap di genere nel mondo del lavoro si è allargato e l’Italia non fa eccezione. Secondo il World Economic Forum, che ha steso l’ennesimo “Gender gap index”, nel 2016, l’Italia è scivolata al 50esimo posto (su 144 Paesi presi in considerazione) per le disparità di genere in senso lato, ma nello specifico del mondo del lavoro rotoliamo al 117esimo …

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Barriere architettoniche, rifinanziare il Fondo per eliminarle

Barriere architettoniche, rifinanziare il Fondo per eliminarle

L’ascensore non è un orpello di lusso, ma, sempre più spesso, è lo strumento concreto che consente libertà di movimento ad anziani, invalidi e disabili. E’ per questo che, insieme ai colleghi Davide Baruffi, Edoardo Patriarca e Giuditta Pini, sosteniamo convintamente la campagna lanciata dall’associazione di volontariato e promozione sociale Auser Emilia-Romagna dal titolo “L’ascensore è libertà”. Purtroppo il tema dell’eliminazione delle barriere architettoniche sembra aver perso appeal a livello nazionale. Con legge del 1989 era stato stabilito di sostenere interventi di eliminazione delle barriere architettoniche stanziando risorse a fondo perduto. Dal 2004, però, il Fondo apposito non è più stato rifinanziato e, presso i Comuni, si vanno allungando le graduatorie e accumulando le richieste di finanziamento di chi ha avuto necessità di intervenire sugli immobili. La Regione Emilia-Romagna è intervenuta per tamponare la situazione istituendo un apposito Fondo regionale e introducendo criteri per le graduatorie comunali che tenessero conto anche della situazione economica del nucleo familiare. Con il tempo sono stati erogati oltre 40 milioni di euro di contributi ai privati a cui si …

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