Tutti gli articoli relativi a: pari opportunità | diritti

Le bambine con il grembiule bianco, le lotte femminili e gli stereotipi di genere mai sconfitti

Le conquiste, anche quelle più battagliate, non sono per sempre. E’ quanto ho immediatamente pensato leggendo il commento di Silvia Dai Pra’ su l’Unità dal titolo “La libertà delle bambine”. Il suo è solo apparentemente un argomento e un argomentare leggero: le bambine di una scuola, vicino a casa sua, indossano di nuovo il grembiule bianco, senza che nessun genitore abbia obiettato, e con un consenso abbastanza unanime (“Sono così carine in bianco…”). Quelli della mia generazione, quelli che sono andati alla scuola elementare sul finire degli anni ’60, sono stati testimoni di un passaggio, solo apparentemente formale. Le bambine avevano un grembiulino rosa o bianco fino alla seconda elementare, e poi dalla terza, tutti uguali, maschi e femmine, con il grembiule nero, meno sporchevole e più pratico. Perché il bianco per le femmine? Perché si diceva (ed evidentemente lo si pensa ancora) che siano, per natura, più calme, più posate, dedite a giochi non forsennati, per cui il grembiule poteva, ma soprattutto “doveva” come raccomandava la mamma, per adeguarsi a un ruolo, rimanere immacolato. …

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La vicenda umana di Bettamin e il percorso parlamentare del biotestamento

Davanti alla sfida finale della vita, aveva scoperto che il suo terrore non era di morire, ma di morire soffocato: così, con lucidità, racconta la moglie, ha chiesto di andare incontro alla fine dormendo profondamente, senza staccare le macchine, ma anche senza ulteriore dolore. La vicenda umana del macellaio 70enne di Montebelluna, che da ben 5 anni lottava con la Sla, ci mette di fronte a un tema inevitabile per tutti noi, quello della fine della vita. Tema difficile da affrontare, per ragioni etiche e religiose, soprattutto in una società che fa dell’edonismo e del successo vincente la cifra della felicità e della riuscita dell’individuo. La “scelta” di Bettamin avviene in concomitanza con il rush finale, in Commissione Affari sociali, alla Camera, della discussione sugli emendamenti al provvedimento sulle Dat, cioè le Dichiarazioni anticipate di trattamento – meglio conosciuto nelle nostre terre, anche grazie alle battaglie dell’associazione Libera Uscita, come Biotestamento (per chi fosse interessato a questo link si trova l’iter parlamentare del provvedimento con il testo base e gli emendamenti in discussione http://www.camera.it/leg17/126?tab=4&leg=17&idDocumento=1142&sede=&tipo= ). Quello …

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Donne e ragazze nella scienza, un rapporto contrastato dall’infanzia fino all’età adulta

Se Trump impone il nuovo dress code (dress like a woman, vestiti come una donna ovvero con gonna e tacchi) e le donne statunitensi insorgono, ci sono stereotipi di genere meno evidenti, ma che dovrebbero farci insorgere con lo stesso impeto, qui, in Italia. Uno di questi è la convinzione che le scienze non siano materia di studio per cui le donne sono naturalmente portate, con tutti i suoi addentellati, compresa, come denunciava lunedì La Repubblica, la scarsa presenza femminile ai vertici del mondo scientifico. L’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza. Il problema è che se sta aumentando il numero di donne e ragazze che studiano le cosiddette Stem, ovvero Science, Technology, Engineering and Mathematics (anche grazie ad azioni e progetti promossi dal Ministero dell’Istruzione), quando si entra nel mondo del lavoro e della ricerca, man mano che si salgono i gradini delle gerarchie, la presenza delle donne si fa sempre più rarefatta. Tra i rettori delle Università e alla guida degli Istituti di ricerca le donne …

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6 febbraio, Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

Secondo una credenza della Costa d’Avorio il clitoride femminile racchiuderebbe in sé un grande potere, per questo va tolto e donato agli spiriti. Questa è una delle presunte giustificazioni della brutale usanza della mutilazione dei genitali femminili: una spiegazione ammantata di mitologia per una pratica violenta ed estremamente dolorosa per la vittima con cui l’uomo, in molte nazioni, cerca di controllare la sessualità femminile “estirpandola”. Il 6 febbraio è la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. Il taglio del clitoride e delle grandi labbra, o addirittura l’infibulazione, riguardano – si calcola – tra le 46mila e le 57mila donne immigrate nel nostro Paese. E’ una usanza antichissima che, purtroppo, nonostante le proteste, le denunce e l’opera di informazione, persiste e continua ad essere inflitta sul corpo delle bambine. In Italia è fuorilegge (e c’è chi la pratica illegalmente), ma ci sono ancora tante famiglie che, approfittano del periodo di vacanze, tornano nei luoghi di origine per far “tagliare” le bimbe. Con il dente di leone viola messo sulla copertina della mia pagina Fb, simbolo …

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La ripetitività dei casi di femminicidio desta meno allarme sociale e crea assuefazione

Accoltellate, strangolate, percosse, sparate e ustionate: l’orrore con cui gli uomini – mariti o ex – si accaniscono contro le loro donne si arricchisce sempre di nuove, e più terribili, sfaccettature di ferocia. Ma come per ogni forma di violenza, anche quella contro le donne sta, purtroppo, creando assuefazione, nonostante il fenomeno sia sempre in continua crescita. La conferma nella ricerca condotta da Swg dal titolo “PoliticAPP, speciale “Emergenza femminicidi”. I femminicidi, nel nostro Paese, negli ultimi dieci anni sono stati 1.250. Secondo l’Istat sono 3 milioni le donne vittime di stalking, mentre crescono esponenzialmente, ma non ci sono ancora statistiche in merito, gli episodi di cyberbullismo e revenge porn (le modalità con cui avviene l’altrettanto devastante gogna mediatica sul web e sui social). Solo nel 2015 il fenomeno era avvertito come un’emergenza sociale dall’82% della popolazione, oggi siamo scesi di dieci punti percentuali. I più freddi sembrano essere i più giovani, quelli che hanno tra i 18 e i 24 anni, soprattutto i maschi. Perché? Difficile dare una risposta univoca. Forse l’essere costantemente bombardati …

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Centro Italia, parlamentari Pd “No allo sciacallaggio politico”

Il coraggio dimostrato a dispetto delle difficoltà materiali, fisiche e psicologiche, l’incessante voglia di lottare frammisto a umano scoramento e dolore delle popolazioni del Centro Italia meritano il nostro rispetto e il nostro sostegno. Insieme ai colleghi modenesi del Pd Davide Baruffi, Maria Cecilia Guerra, Edoardo Patriarca, Giuditta Pini, Matteo Richetti e Stefano Vaccari, vogliamo stigmatizzare coloro che, in queste ore drammatiche per il Centro Italia, invece approfittano per fare squallido sciacallaggio politico sulla disperazione di intere popolazioni. Lo sforzo messo in campo dalla Protezione civile, dal commissario Vasco Errani, dall’Esercito, dalle Amministrazioni centrali e locali è immane. La contemporaneità di eventi calamitosi, il rinnovarsi delle scosse di terremoto e l’imponente nevicata, hanno creato condizioni oggettivamente eccezionali. L’impegno del sistema nazionale di Protezione civile e della Struttura commissariale per il sostegno ai terremotati viene portato avanti con rinnovata determinazione e competenza, un’opera di valore e di enorme complessità. A Curcio e a Errani può andare solo il nostro plauso e il nostro incoraggiamento. A Salvini, ma anche a detrattori malpancisti come Bertolaso, consigliamo di provare …

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Seconde generazioni, approvare la legge per la cittadinanza italiana ferma al Senato

Sono giovani che parlano la nostra lingua con i nostri stessi accenti dialettali, sono i compagni di classe e di università dei nostri figli, sono gli apprendisti nelle fabbriche e negli uffici. Sono giovani italiani a tutti gli effetti, tranne uno, ma fondamentale: non sono (ancora) cittadini italiani. Perché questo accada ho firmato l’appello al presidente del Senato Grasso, promosso dai parlamentari Chaouki e Santerini, affinché venga approvato, entro la fine della legislatura, il disegno di legge che prevede la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana da parte dei figli delle famiglie immigrate, nati e cresciuti in Italia. Alla Camera il provvedimento lo avevamo già licenziato il 13 ottobre del 2015, ma ora è necessario accelerare l’approvazione in via definitiva al Senato. Gli appartenenti alle cosiddette “seconde generazioni” (si stima che in Italia siano quasi un milione di giovani) devono poter diventare cittadini a tutti gli effetti, per potersi costruire un percorso di vita sereno e contribuire alla crescita del nostro Paese, che è anche il loro. Condividi

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