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Carpi, 900mila euro per gli affreschi di San Niccolò

Carpi, 900mila euro per gli affreschi di San Niccolò

Il 2017 si chiude con un’altra bella notizia per Carpi e il suo patrimonio monumentale sfregiato dal terremoto. La Commissione per la selezione degli interventi relativi al progetto governativo “Bellezza@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” ha concluso, in questi giorni, la propria attività, selezionando 273 progetti, tra le migliaia di segnalazioni provenienti da tutta Italia. Spettava, infatti, ai cittadini segnalare al Governo un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. Tra i progetti finalisti, c’è n’è uno solo modenese: il restauro degli affreschi della chiesa carpigiana di San Niccolò, lesionati dal sisma del 2012. A questo obiettivo vengono destinati 900mila euro. Ancora un preciso segnale di attenzione da parte degli Esecutivi a guida Pd verso il nostro patrimonio storico e culturale, per salvaguardare quella “grande bellezza” che è una delle vere ricchezze di questo nostro Paese Condividi

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Le zone franche urbane, obiettivo raggiunto

Sisma, ecco tutte le nuove norme approvate

Con il Dl Fisco, ma soprattutto con la Legge di Bilancio, grazie a specifici emendamenti presentati da noi parlamentari modenesi del Pd (con i colleghi Davide Baruffi e Stefano Vaccari in primis) sono state introdotte importanti novità per le zone colpite dal sisma del 2012, alle prese con la ricostruzione. Ancora una volta, come è avvenuto in questi cinque anni dal sisma del maggio 201, la collaborazione stretta tra le comunità colpite, gli Enti locali e la Regione ci ha permesso di formulare in Parlamento proposte chiare e condivise, per ottenere così risposte efficaci alle esigenze delle comunità del cratere sismico. Il ventaglio di norme approvate è variegato e prevede risposte sia per le Amministrazioni che devono portare avanti il corposo lavoro della ricostruzione, sia per i cittadini e le imprese che hanno subito danni. Casi di cronaca hanno portato alla ribalta, in questi mesi, specifiche vicende di disagio di piccoli imprenditori e proprietari di immobili. Le proroghe delle zone franche urbane, della sospensione del pagamento dei mutui e dell’Imu per le case inagibili vengono …

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Concordati, al lavoro perché ci sia attenzione specifica

Sisma, ecco la nuova proroga per i mutui

E’ stato approvato, stanotte, in Commissione Bilancio l’emendamento presentato da me e dal collega Baruffi (fatto proprio dal relatore Boccia), con alcuni subemendamenti, sul sisma. Si aggiunge alle norme già contenute nel testo della Legge di bilancio e a quelle aggiunte nel primo passaggio al Senato. In particolare qui alla Camera siamo riusciti ad ottenere ulteriori 20 milioni di euro da destinare alla prosecuzione dei contratti, delle convenzioni, del pagamento degli straordinari per tutto il personale e le risorse impegnate nella ricostruzione; uniti a quelli del Senato, assicurano alla gestione della ricostruzione ulteriori e complessivi 55 milioni. C’è poi nell’emendamento la proroga per un altro anno della sospensione dei mutui per le abitazioni, laddove non sia stata completata la ricostruzione: ci eravamo impegnati in questo senso ancora pochi giorni fa, a fronte di un fatto di cronaca emerso e siamo lieti di poter confermare tale disposizione anche per il 2018. Infine, con un subemendamento presentato proprio ieri, abbiamo ottenuto una significativa proroga del termine per il recupero dei materiali da demolizione: si tratta di una …

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Contribuzione universitaria, riprendiamo da dove abbiamo lasciato

Dl Manovra, misure utili per il nostro territorio

Dopo che il Governo, ieri, aveva posto la fiducia, in mattinata la Camera dei deputati ha dato il via libera alla conversione in legge della manovra di aggiustamento dei conti pubblici. Il provvedimento, grazie anche ad emendamenti presentati da me e dal collega Davide Baruffi, contiene diverse misure che hanno ricadute specifiche sul nostro territorio. Il dl Manovra contiene, innanzitutto, un nuovo pacchetto di norme a sostegno della ricostruzione post-sisma in Emilia: in particolare sono stati previsti specifici finanziamenti (200 milioni di euro) da indirizzare alla ricostruzione pubblica. Sono previsti, inoltre, maggiori spazi finanziari per la realizzazione di investimenti, misure a sostegno del recupero dei centri storici, nonché la possibilità di accelerare i pagamenti alle imprese subappaltatrici e fornitrici impegnate nella ricostruzione privata, qualora l’appaltatore sia coinvolto in procedure concorsuali. Il Governo si è infine impegnato a prorogare il regime fiscale agevolato per i contratti di locazione nell’area del sisma (cedolare secca al 10%). Una risposta, ancorché parziale, arriva anche all’allarme sui conti pubblici delle Province, lanciato, tra gli altri, dal presidente della Provincia di …

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Concordati, al lavoro perché ci sia attenzione specifica

Sisma, nuove misure per la ricostruzione

Un altro pacchetto di misure a favore dei Comuni e del territorio colpiti dal sisma dell’Emilia arriva a cinque anni esatti dai tragici eventi del 20 e 29 maggio 2012. Gli emendamenti al decreto 50/2017 approvati oggi dalla Commissione bilancio della Camera, a firma mia e del collega Baruffi, prevedono tra le altre cose nuove risorse per la ricostruzione pubblica pari a 200 milioni, maggiori spazi finanziari per la realizzazione di investimenti, misure a sostegno del recupero dei centri storici, nonché la possibilità di accelerare i pagamenti alle imprese subappaltatrici e fornitrici impegnate nella ricostruzione privata, qualora l’appaltatore sia coinvolto in procedure concorsuali. Misure dunque che rispondono alle necessità della ricostruzione pubblica con maggiori risorse e più ampi margini di manovra, nonché a quella privata grazie ai pagamenti per le imprese impegnate nei lavori e il recupero dei centri storici. È positivo, a cinque anni esatti dal sisma poter accompagnare le importanti iniziative di commemorazione in corso con nuove misure a sostegno della ricostruzione. Anche stavolta la filiera istituzionale tra Comuni, Regione, Parlamento e Governo …

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Quattro anni fa il "nostro" terremoto

Sisma, a cinque anni da quel terribile 20 maggio

Che la parete destra della vostra camera da letto possa ricordarvi il terremoto ogni volta che vi si posa lo sguardo potrebbe apparire strano, ma è quanto capita a me. Quel muro (peraltro sconosciuto perché il 19 maggio 2012 fu per me anche giorno di trasloco) che oscillava paurosamente nel cuore della notte del 20 maggio fu la prima cosa che individuai, mentre il frastuono assoluto che ci aveva strappato al sonno rendeva il tutto ancora più incomprensibile. Ciascuno di noi ha il “proprio ricordo” di quei lunghi secondi di paura pura: non si appannano con il passare del tempo. A 5 anni di distanza hanno la stessa cristallina limpidezza del loro formarsi. Hanno perso semmai la coltre di paura (beh, non proprio tutta) che li ha ammantati a lungo, levata dalla voglia di andare avanti, a riprenderci il futuro. 5 anni sono un periodo adeguato per fare un bilancio di quanto fatto dal sisma: le regioni e gli altri enti territoriali coinvolti stanno mettendo in fila quanto fatto e di certo si può dire …

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Perchè manca l'antisismica?

Post-sisma, questi cinque anni visti “da fuori”

A volte può essere utile sapere come ci vedono da fuori, per inquadrare i nostri problemi, che comunque rimangono, in un più ampio spettro di esperienze e comparazioni. Si avvicina il quinto anniversario dal terribile sisma del 20 e 29 maggio 2012 che devastò le nostre terre, con un carico di morti e danni che ancora pesano sui nostri cuori e sulle nostre braccia. Il quotidiano La Stampa ha mandato un inviato a verificare il percorso della ricostruzione post-sisma: cinque anni sono un tempo ancora corto, ma comunque significativo in caso di calamità naturali. Il giornalista elenca i risultati non scontati dell’opera di ricostruzione: nessuno vive più nei Map, i moduli abitativi temporanei; non c’è più cassa integrazione da post-sisma; 9 famiglie su 10 sono rientrate nelle loro abitazioni; ricostruite il 60% delle abitazioni private. E’ evidente che dalla famiglia sulle dieci ancora fuori casa, o dal titolare e dai lavoratori dell’impresa o dell’ufficio a cui non sono ancora arrivati i fondi pubblici per ripartire (o che hanno chiuso dopo il sisma, per non riaprire …

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