Anno: 2009

“Le donne sfatano il tabù del Nobel”, di Gabriele Beccaria

Jack Szostak deve farsene una ragione. Da ieri è un Nobel, ma il suo viso simpatico resta oscurato da un evento storico: a vincere con lui il premio per la Medicina sono due donne, anche loro americane, Elizabeth Blackburn e l’ex allieva Carol Greider. Non era mai successa un’accoppiata simile e ora quelli con il dente avvelenato verso i giurati di Stoccolma, da sempre accusati di maschilismo scientifico, devono ricredersi. E ieri il giorno della rivincita femminile è stato ancora più dolce per la professoressa Blackburn. Nel 2004 aveva firmato un editoriale al vetriolo sul «New England Journal of Medicine», in cui raccontava di essere stata licenziata dal comitato sulla bioetica e l’uso delle staminali, perché le sue idee contrastavano con la linea conservatrice dell’allora presidente George W. Bush. Ora l’assegno da 1 milione e 400 mila dollari del Nobel che dividerà con i colleghi è la prova che lei vedeva lontano e i politici avevano la vista corta. Al cuore delle ricerche di questo trio c’è il mondo delle staminali e molto di più: …

“La differenza tra eguali e diseguali”, di Michele Ainis

Oggi la Consulta inforca un paio d’occhiali per esaminare il Lodo Alfano. In una Repubblica ideale questo giudizio si consumerebbe nel silenzio degli astanti. Nella nostra Repubblica reale è accompagnato viceversa da boatos, dichiarazioni sempre un po’ sopra le righe, sit-in di protesta preventiva, addirittura la minaccia d’elezioni anticipate. Sicché spegniamo l’audio, e proviamo a raccontare i termini giuridici su cui è chiamata a esprimersi la prossima decisione di legittimità costituzionale. L’oggetto, innanzitutto: e dunque il Lodo. Figlio a sua volta del Lodo Schifani (legge n. 140 del 2003), che circondava di una speciale immunità le cinque più alte cariche dello Stato, e che fu poi decapitato dalla mannaia della Consulta (sentenza n. 24 del 2004). Tornando nella stanza dei bottoni, il centrodestra l’ha riapprovato in una nuova edizione (legge n. 124 del 2008), escludendo dal beneficio il presidente della Corte costituzionale, dichiarando il beneficio stesso rinunziabile a domanda dell’interessato, infine ponendo un limite di tempo alla sua fruizione. Ne rimane tuttavia invariata la sostanza: ovvero la sospensione di ogni processo sui reati comuni del …

“Iscritti a scuola, mai così tanti ma avranno 4mila classi in meno”, di Salvo Intravaia

Aumentano gli alunni ma diminuiscono le classi. In calo anche le sezioni di scuola materna che prolungano le lezioni nel pomeriggio e le classi di scuola media a tempo prolungato. Il tutto, mentre gli studenti delle superiori sono costretti a seguire le lezioni in classi, molte delle quali fuorilegge, sempre più affollate. Ecco un primo bilancio dell’anno scolastico appena iniziato. Le riforme messe in cantiere dal governo Berlusconi sulla scuola hanno fatto sparire in un solo anno quasi 28 mila cattedre e 15 mila posti di personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) in organico di diritto. Il resto è stato cancellato in organico di fatto ma ancora i dati non sono disponibili. Tra le poche note positive che è possibile registrare c’è l’aumento del tempo pieno, più volte sottolineato dallo stesso ministro Mariastella Gelmini, nella scuola primaria. Questa volta i dati sono affidabili, certificati e non lasciano spazio a dubbi. Li ha forniti lo stesso ministero dell’Istruzione, compreso quello che mette a nudo il secco “no” delle Regioni italiane, e il conseguente flop del governo, …

“Belle parole, fondi agli sgoccioli, ma forse ne valeva comunque la pena”, di Giorgio Genta*

Se non altro per confrontarsi e far capire una volta di più che non si intende delegare a nessuno “fuori di noi” la soluzione dei problemi delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Parliamo della Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche di Disabilità di Torino, andata in archivio nella prevista indifferenza generale degli organi d’informazione, tra i fischi al ministro Sacconi – intervenuto solamente con un videomessaggio registrato – e la consapevolezza che le belle parole non mancano, a differenza dei fondi… Fischi a Torino per il ministro Sacconi, presente solo con un videomessaggio registratoInnanzitutto vale la pena riprendere quanto aveva scritto qualche giorno fa da queste pagine il nostro direttore responsabile Franco Bomprezzi (il testo integrale di quell’intervento è disponibile cliccando qui): «Temo che anche questa volta, come nelle Conferenze precedenti, saranno le edizioni locali dei quotidiani a raccontare la Conferenza, con l’aggiunta delle agenzie di stampa, di qualche giornalista “di nicchia”, e poco più». Una profezia purtroppo sin troppo facile, dal momento che è proprio quello che è successo, con risonanza forse addirittura …

“La crisi erode anche la libera scelta”, di Alessandra Ricciardi

È una semplice legge di assestamento di bilancio. Ma quest’anno più che mai -visto il dispiegarsi degli effetti della riforma della scuola e dei tagli a risorse e personale decisi con il decreto legge 112/2008 dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti- ha tutto il sapore di una mini manovra. Spulciando le tabelle della legge n. 121/2009 sull’assestamento del bilancio dello stato per l’anno finanziario 2009, quelle riferite al ministero dell’istruzione, università e ricerca, si scopre infatti che non c’è solo un taglio -di 577 milioni di euro- ai fondi regionali per i contratti a tempo determinato (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di giovedì scorso e gli approfondimenti nelle pagine a seguire di AziendaScuola), ma anche alla religione cattolica e alle materie ad essa alternative. Per altri 145 milioni di euro circa. In verità più alle materie alternative che non alla Irc, giacché per questa disciplina è previsto un ruolo di docenti ad hoc assunti a tempo indeterminato. Nel mirino sono finiti i capitoli di spesa delle scuole superiori, che vedono ridotte le risorse a disposizione …

Con il sì irlandese riparte l’Europa

Crisi economica, ambiente e immigrazione saranno affrontate con il trattato di Lisbona. Fassino: “Un voto di speranza e fiducia”. Con la schiacciante vittoria del si nel referendum irlandese sul Trattato di Lisbona l’Europa può finalmente ripartire, con più forza e strumenti più efficaci. Gli irlandesi, che nel giugno 2008 avevano bocciato il Trattato di Lisbona con un 53% di no, hanno cambiato idea, e al secondo tentativo lo hanno approvato con un clamoroso 67% di sì. Commenta Piero Fassino, responsabile esteri del PD: “E’ un voto che restituisce speranza e fiducia nell’Europa , che soltanto se saprà parlare con una voce sola e agire unita potrà far fronte alle sfide della globalizzazione e corrispondere alle attese dei cittadini. Decisivo adesso è che il cammino per l’entrata in vigore del trattato di Lisbona sia rapido e determinato, dando così un segnale forte alle opinioni pubbliche dell’intero continente della volontà di dare all’Unione Europea forza, solidità ed efficacia”. ”Il voto positivo degli irlandesi fa ripartire il processo di rafforzamento delle istituzioni europee – commenta David Sassoli, Capodelegazione …

“Grecia, exit poll: il partito socialista verso vittoria netta”, di Gabriel Bertinetto

La destra di Costas Karamanlis subisce una pesante sconfitta nelle elezioni parlamentari e cede il governo della Grecia ai socialisti di George Papandreou. L’esito del voto era ampiamente previsto dai sondaggi. L’incapacità dell’esecutivo ad affrontare la crisi economica e i frequenti scandali in cui sono rimasti coinvolti alcuni suoi esponenti, ne aveva eroso i livelli di popolarità in maniera irrecuperabile. A PARTI INVERSE Stando agli exit-poll ed ai primi conteggi il Pasok potrebbe avere conquistato la maggioranza assoluta dei seggi, fra 155 e 160 su un totale di 300. La percentuale di consensi si aggira intorno al 43%. Nea Demokratia crolla invece dal 41,8% ottenuto nel 2007 al 36,4% e ottiene fra 90 e 100 deputati. Sostanzialmente, se i dati degli exit-poll saranno confermati nei conteggi ufficiali, i due massimi partiti ellenici si scambiano le parti. Nel Parlamento uscente i conservatori avevano 152 seggi ed il Pasok 102. In campagna elettorale Papandreou ha lanciato il progetto di un pacchetto di stimoli statali alla crescita economica attraverso investimenti per 3 miliardi di euro. Per dare copertura …