Anno: 2009

Dario Franceschini a Modena

Il segretario del Pd sarà domani alla Festa di Ponte Alto intervistato alle 21 dal direttore del Tg3 Antonio Di Bella. Sarà Antonio Di Bella, direttore del Tg3, a intervistare il segretario del Partito democratico Dario Franceschini alla Festa del Pd di Modena. L’appuntamento – il primo di una lunga serie di incontri con i “big” del partito – è per domani, domenica 30 agosto, alle 21, sul palco dell’Arena del lago a Ponte Alto. Tema centrale dell’intervista il congresso del Pd e i compiti dell’opposizione di fronte alle politiche del governo di centrodestra. Dario Franceschini, 51 anni, ferrarese, è entrato a far parte del secondo Governo D’Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Riforme Istituzionali, incarico riconfermato poi dal successivo Governo Amato. E’ stato vicesegretario nazionale del Partito democratico (sotto la segreteria di Walter Veltroni) dal 27 ottobre 2007 al 21 febbraio 2009. A seguito delle dimissioni di Veltroni, è stato eletto segretario nazionale del partito. Il primo atto, dopo l’elezione, è stato il giuramento su una copia della Costituzione Italiana …

“Spezzatino d’Italia”, di Michele Ainis

L’Italia ha le traveggole, verrebbe da pensare. Perché i due temi che campeggiano nel nostro dibattito pubblico, anzi la doppia polemica che ci avvolge come una nuvola di smog reca in sé un ossimoro, una contraddizione. Eppure in entrambi i casi a darle corpo sono i fatti, non una chiacchiera sotto l’ombrellone. È un fatto, in primo luogo, che il Belpaese è ormai uno spezzatino. Nei suoi simboli identitari, dato che la Costituzione rimane un oggetto misterioso, dato che l’inno nazionale è stato messo in discussione, dato che c’è chi vuol affiancare al tricolore le bandiere regionali, dato infine che persino la lingua ci divide, con l’idea dei dialetti obbligatori nelle scuole. Nei valori della fede, benzina per la guerra in corso tra guelfi e ghibellini, ora per la pillola abortiva Ru486, ora per l’insegnamento della religione, ora per il testamento biologico. Nelle disparità economiche, che il federalismo fiscale promette d’accentuare, mentre nel frattempo incalza la proposta delle gabbie salariali. Nella rappresentanza nazionale in Parlamento, con un partito del Nord che rastrella il 10 per …

Giuristi, appello per la libertà di stampa “Vogliono silenziare l´opinione pubblica”, di Vladimiro Polchi

Costituzionalisti, premi Nobel, esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. E moltissimi cittadini: circa 30mila in poche ore. È un´ondata d´adesioni all´appello in difesa della libertà di stampa lanciato sul sito internet di Repubblica dai giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky: «La citazione in giudizio per diffamazione – scrivono – è interpretabile solo come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l´opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un´eccezione della democrazia». All´appello dei tre giuristi aderiscono in tanti, tra politici, registi, storici e scrittori: Dario Franceschini, Dario Fo, Franca Rame, Bernardo Bertolucci, Andrea Camilleri, Carlo Verdone, Vittoria Cabello, Fabrizio Gifuni, Francesca Comencini, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, Ascanio Celestini, Angelo Barbagallo, Marco Risi, Davide Ferrario, Sandro Veronesi, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Erri De Luca, Giuseppe Montesano, Domenico Procacci, Enrico Deaglio, Francesco Rosi, Carla Fracci, Beppe Menegatti, Ornella Vanoni, Gabriele Salvatores, Angela Finocchiaro. E ancora, Carlo Ginzburg, Rosario Villari, Tullio Gregory, Corrado Stajano, Giovanni De Luna, Miguel Gotor, Sandro Petraglia, Stefano …

Piero Fassino a Modena: “Franceschini, un progetto che guarda oltre le appartenenze del passato”

All’incontro con i comitati modenesi: “Bastico una candidatura dal profilo istituzionale forte, che valorizza le esperienze di governo”. “Il primo congresso è sempre un passaggio importante, è la prima verifica, e il 25 ottobre sarà innanzitutto l’occasione per dare una risposta ai problemi del paese. Dovremo decidere chi deve guidare il partito, per quale progetto, per quale tipo di partito e per quali alleanze. Noi sosteniamo Dario Franceschini, perché crediamo che abbia dimostrato di aver fatto un buon lavoro e che la scelta di Franceschini sia quella più coerente per un progetto che va oltre le storie e le appartenenze di origine”. Con queste parole Piero Fassino – il coordinatore nazionale della mozione Franceschini – ha salutato i tanti presenti all’incontro di oggi pomeriggio a Modena con i comitati Franceschini – Bastico. “Sono trascorsi solo 6 mesi da quando Franceschini è il nostro leader – ha continuato Fassino – dimostrando di sapere guidare bene il Pd. Dobbiamo scegliere un segretario coerente col progetto che ha fatto nascere il nostro partito, un progetto che sappia tenere …

“Berlusconi danneggia l’onore degli uomini”, intervista a Joanna Bourke di Elisabetta Ambrosi

Per la studiosa inglese i comportamenti pubblici e le leggi condizionano la violenza: «Ogni episodio un fallimento della nostra società» Impossibile stuprare una donna che resiste». «Il no delle donne è un sì, perché le donne in realtà lo vogliono». «Gli uomini sono facilmente accusati di stupro». Luoghi comuni ormai dimenticati? Purtroppo no, secondo quanto sostiene Joanna Bourke, storica londinese e autrice di una vastissima ricerca sul tema della violenza sessuale dalla metà dell’Ottocento ad oggi (Stupro, Laterza, 2009), intervenendo nel dibattito de l’Unità sul silenzio e sulla voce delle donne. Senza strizzare l’occhio né a chi relativizza la questione, né a un certo femminismo secondo cui la violenza è innata alla onnipotente natura maschile, la studiosa attacca frontalmente i «rape myths», ricordando una storica sentenza italiana del 1999, poi ribaltata, che stabilì che era impossibile stuprare una donna in jeans. «Pensi che ci sono persino alcune donne che trovano affascinante la tesi per cui se si resiste non si può essere violentate, perché questo le fa sentire inattaccabili. Ma l’unico modo per fermare la …

“Berlusconi non denunci Repubblica, ci denunci tutti.” Telefonata di solidarietà di Franceschini al direttore di Repubblica

“Non denunci solo Repubblica, ci denunci tutti” Il segretario del Pd ha espresso solidarietà a Ezio Mauro. A settembre mobilitazione per la libertà di stampa. Il segretario del Partito democratico Dario Franceschini ha telefonato al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, per esprimergli la solidarietà di tutto il Pd e sua personale davanti all’incredibile azione giudiziaria del premier contro il suo giornale. “E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad una indegna strategia di intimidazione nei confronti di un singolo giornale, dell’opposizione e di chiunque difenda i principi di un paese libero che non ha precedenti in nessuna democrazia e che è anche un segno di paura e di declino. Il presidente del consiglio non denunci solo Repubblica, ci denunci tutto. Ribadisco che settembre dovrà essere il mese di una grande mobilitazione, al di là dei colori politici, per la difesa della libertà di stampa e del diritto all’informazione” – lo dichiara Dario Franceschini.