Anno: 2009

“La clandestinità diventa reato, allarme carceri”, di Liana Milella

Un numero, 63.741, turba da qualche giorno i sonni del Guardasigilli Angelino Alfano. È la cifra record di detenuti presenti nelle carceri che supera perfino la capienza massima stabilita in 63.702 posti letto. Ma agli incubi del ministro della Giustizia, pressato ogni giorno dalle proteste dei sindacati della polizia penitenziaria (Uilpa, Sappe, Osapp), non corrisponde un ripensamento del collega dell’Interno Roberto Maroni che questa settimana, da martedì a giovedì in aula al Senato, seguirà l’ultima battaglia per approvare definitivamente il contestato ddl sicurezza che introduce nel testo unico sull’immigrazione (la Bossi-Fini) l’articolo 10bis, il reato di immigrazione clandestina, aggrava le sanzioni (con più carcere) per gli stranieri che non rispettano l’ordine di espulsione, prevede pene più severe e senza sconti per chi scippa o rapina un anziano o una persona vicino a banche, uffici postali, scuole. È la legge divenuta famosa perché costringerà medici e presidi a denunciare gli immigrati senza permesso di soggiorno. È quella che metterà in strada le ronde di privati cittadini con l’obiettivo di andare a caccia di immigrati senza permesso. …

“Istituto di Sanità a rischio bavaglio e licenziamenti”, di Pietro Greco

L’Istituto Superiore di Sanità è il principale centro di ricerca e consulenza scientifico-tecnica in materia di sanità pubblica. Ma rischia di perdere 1200 ricercatori e di subire un forte controllo politico.L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) è in mobilitazione permanente. A creare forti perplessità ci sono sia le famose disposizioni Brunetta/Tremonti, che vorrebbero mandare a casa un bel po’ di precari per «fare cassa», sia il disegno di legge 1167 in discussione al Senato che prevede una delega al governo per il riordino dell’ente.Il personale dell’Iss vuole stabilire un robusto ponte di collegamento con l’opinione pubblica. Perché è convinto (a ragione) che il destino dell’Iss non sia un problema settoriale che riguarda pochi lavoratori della ricerca biomedica, ma un problema generale: che riguarda il modo con cui l’Italia intende continuare a tutelare la salute di noi tutti. L’Iss è, infatti, il principale centro di ricerca, controllo e consulenza scientifico-tecnica in materia di sanità pubblica. E il suo personale compatto si riconosce pienamente in questa missione, come ha dichiarato in un convegno organizzato a Roma. Due i …

«Dario il ponte tra due generazioni Massimo e Walter si facciano da parte», di Goffredo De Marchis

Fassino: io, ultimo leader dei DS, celgo la contaminazione. «Per me Franceschini è più adatto a fare il segretario del Pd. Senza togliere nulla a Bersani che stimo e con cui ho lavorato per anni. È una precisazione doverosa perché guai se il congresso diventa un referendum tra due persone. Le scelte devono essere motivate politicamente, in modo che quell’ appuntamento non si risolva solo in una conta». Perché sceglie Franceschini? «Dario ha dato alcune risposte forti in questi mesi. Ha tenuto la barra dritta sulla laicità, idem sulla collocazione europea del Pd, ha manifestato in modo chiaro la necessità di un partito strutturato affidando la macchina organizzativa a uomini che non hanno niente a che vedere con il nuovismo. E prima che arrivassero le veline a cancellare tutto, ha fatto una campagna elettorale di contenuti. Ma il mio sostegno non è acritico, né incondizionato. Penso che il congresso debba affrontare due nodi: l’ Italia e il voto di giugno. Siamo in un Paese che da 20 anni non cresce o lo fa meno degli …

Seminario per interpretare il risultato delle elezioni

Promosso dalla Fondazione scuola di politica, il seminario si pone l’obiettivo di interpretare il risultato delle consultazioni europee, amministrative, referendarie e discuterne le implicazioni politiche per il centrosinistra e il Partito Democratico, sia al livello nazionale sia in ambito regionale. Bologna, Centro Congressi dell’Hotel Savoai, via del Pilastro n. 2

«Una linea, un candidato, questo duello non sarà anticamera di scissioni», di Simone Collini

«Guerra tra bande», dice il quotidiano che legge mentre arriva al Lingotto di Torino. «Ma se non abbiamo neanche cominciato?», sorride. Poi Dario Franceschini si fa serio, e mette in fila queste poche parole: «Si chiama democrazia, non si chiama resa dei conti». Ventiquattr’ore prima, il segretario del Pd ha chiesto e ottenuto dalla Direzione che congresso ed elezione del nuovo leader non vengano rinviati al 2010. E nella prima intervista dopo che ha ufficializzato la sua candidatura spiega il perché. Secondo lei non c’è il rischio che il congresso sia una mera conta interna per la leadership? «Dipende da noi che non lo diventi. E il mio impegno è quello di mettere al centro del dibattito le risposte da dare al paese. Dopodiché, io sono stato eletto in un momento di emergenza, e ora la fase che abbiamo davanti richiede stabilità e forza. Entrambe, nella guida di un partito, può averle solo un segretario che venga eletto con una votazione. Chi vincerà avrà la forza per affrontare le regionali, impegnarsi nella costruzione del partito, …

«Parola ai “catastrofisti”: Ocse, Bce, Bankitalia, Commissione UE, Fed, World Bank. E Tremonti», di Francesco Paternò

I motivi per cui Silvio Berlusconi vuole «chiudere la bocca» a chi continua a vedere nero in questa grande crisi mondiale – e soprattutto continua a dirlo – sono molti. Eccoli, dalla parte deglle istituzioni internazionali. «Dall’aprile 2008 l’economia ha perso per strada oltre 4 milioni di posti di lavoro – dice un rapporto della Commissione europea del 16 giugno scorso dedicato al lavoro e alla «Parità tra i sessi» – in un primo tempo hanno accusato il colpo i settori a prevalenza di manodopera maschile, come la finanza, le costruzioni e l’industria manifatturiera. Ma ben presto la disoccupazione si è estesa ben oltre. Anche il settore dei servizi, che assorbe i due terzi dell’occupazione in Europa, ha tagliato i posti di lavoro. (…) Per ora la recessione ha rovesciato il divario storico tra uomini e donne: il tasso di disoccupazione maschile ha superato per la prima volta quello femminile. Ma la differenza è minima: nell’aprile 2009 si registrava un 8,5% per le donne contro l’8,6% per gli uomini». Il 24 giugno scorso, l’Ocse ha …