“La ferocia e gli Stati”, di Chantal Meloni
Si celebra oggi la giornata mondiale delle vittime della tortura. Una strana e tragica ricorrenza. Secondo Amnesty International la tortura è praticata in 102 paesi del mondo, ma non ce n’è uno che lo ammetta. L’Italia (come in questa pagina spiega Chantal Meloni, ricercatrice dell’università di Milano) ancora non ha nel suo ordinamento una legge che punisca la tortura. È, dal punto di vista dei suoi obblighi internazionali, inadempiente. Le cause di questa situazione sono complesse. Alcune rimandano alla politica in senso stretto. Quando si parla di tortura, infatti, si parla anche di situazioni che si creano nei paesi democratici quando, per esempio, i pubblici ufficiali abusano del loro potere, e praticano metodi violenti in una questura o in una caserma. Ma, in ritardo nella legislazione, l’Italia è all’avanguardia nel sostegno e nell’assistenza alle vittime. Perché molte di loro arrivano da noi. Specialmente nei boat people che approdano nelle nostre coste meridionali. Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) da anni ha avviato il progetto Vi.to. (Vittime della tortura, appunto). A Roma, presso l’azienda ospedaliera …
