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“Napolitano: ‘La politica è in crisi le istituzioni sono un riferimento'”

Tenere i piani ben distinti. Non confondere la crisi della politica con quella della democrazia e delle istituzioni. Se la prima c’è, questo non significa che abbia contagiato anche il resto.
“Non bisogna confondere la crisi della politica con la crisi della democrazia” e bisogna trovare un punto di riferimento nelle istituzioni “che hanno bisogno del necessario rispetto” dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di inaugurazione dell’archivio storico del Quirinale.

Guarda al presente il capo dello Stato e osserva che “siamo nel momento in cui si discute molto, in Italia e fuori del nostro paese, della crisi e delle difficoltà della democrazia rappresentativa”. Un’ondata di sfiducia che Napolitano vede come un fatto negativo. Ha un’impressione Napolitano, quella che “talvolta si discuta in modo astratto o per formule, cercando una definizione nella fase complessa e senza dubbio difficile che stiamo attraversando”. Una generalizzazione che rischia di unire, in un unico calderone, le difficoltà della poltica spacciandole anche per quelle delle istituzioni e della democrazia.

Per Napolitano, invece, “proprio per non perdere il senso della fondamentale distinzione e giungere a giudizi più ponderati, è fondamentale il riferimento alla realtà delle istituzioni e alla loro cultura, nella loro storia, nella loro evoluzione, nel loro continuo travaglio di progressivo adeguamento”.

“Fra le istituzioni – prosegue Napolitano – c’è naturalmente la Presidenza della Repubblica e io davvero mi auguro che non sola, ma assieme alle altre autorità di garanzia, riceva sempre il necessario rispetto che è dovuto alle fondamentali istituzioni della nostra Repubblica e sappia anche farsi conoscere e farsi valere”.

La Repubblica, 25 giugno 2009

1 Commento

  1. La redazione dice

    “Napolitano: «La democrazia non è in crisi, la politica sì»”, di Marcella Ciarnelli

    «La crisi della politica non va confusa con la crisi della democrazia». Per non cadere nell’errore, per non confondersi, un punto di riferimento sono «le istituzioni» cui va portato «il necessario rispetto». Tutte, non solo la presidenza della Repubblica, dal cui autorevole titolare arriva il monito al termine della cerimonia dell’inaugurazione della nuova sede dell’Archivio del Quirinale, dove dall’altro giorno è custodita una delle tre copie originali della Costituzione, su cui da ora in poi giureranno i prossimi esponenti del governo. Aveva poco prima ricevuto i rappresentanti dell’Italia dei Valori che gli avevano chiesto di «farsi garante del pluralismo e della trasparenza dell’informazione pubblica».

    democrazia
    Il Capo dello Stato ha voluto sottolineare che «siamo in un momento in cui si discute molto, in Italia e fuori, della crisi e delle difficoltà della democrazia rappresentativa» rivelando la sua «impressione che talvolta si discuta in modo un po’ astratto, per formule, cercando una definizione della fase complessa e senza dubbio difficile che stiamo attraversando, ma anche intrecciando, e un po’ troppo confondendo, le difficoltà della crisi della politica con le difficoltà della crisi della democrazia». L’indicazione va nella direzione di considerare «fondamentale il riferimento alla realtà delle istituzioni e quindi alla cultura delle istituzioni nella loro storia..».
    Napolitano ha auspicato che «non solo la presidenza della Repubblica, ma anche tutte le altre autorità di garanzia, ricevano sempre il necessario rispetto che è dovuto a fondamentali istituzioni della nostra Repubblica» senza rinunciare «a farsi conoscere e a farsi valere sempre meglio». Cosa che lui nel corso del suo mandato non ha mai rinunciato a fare. Nel solco del dettato costituzionale che indica con estrema precisione gli ambiti di intervento della presidenza, quei «poteri» che Berlusconi anche di recente ha contestato. «Io non ne ho nessuno, non sono un capo dei ministri, ma un primus inter pares, non nomino i ministri nè li dismetto. Mentre il Capo dello Stato li chiama e loro vanno da lui quando vuole e come vuole, io non avrei nemmeno questo potere». Bisognerà rimediare con le riforme anche se «quando si fanno quelle importanti bisogna che la maggioranza del Paese sia decisa in quella direzione». È la democrazia.

    pomeriggio
    Napolitano, nel pomeriggio, ha poi partecipato in Campidoglio alla celebrazione dei cento anni dell’Associazione nazionale magistrati nella quale si riconoscono «la gran parte di coloro che svolgono la delicata e fondamentale funzione del controllo della legalità e dell’amministrazione della giustizia». Quella dei magistrati, ha detto il presidente, «è una funzione da esercitare secondo i principi della Costituzione in piena indipendenza e autonomia, con equilibrio e senso di responsabilità al servizio dei cittadini. L’Anm è certamente consapevole dei complessi problemi da affrontare per rendere più efficiente e credibile il sistema della giustizia e anche per rafforzare l’autorevolezza del Csm». In serata Napolitano, che compie gli anni lunedì, è stato festeggiato nel rione Monti di Roma dove vive da tempo.

    L’Unità, 26 giugno 2009

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