Anno: 2009

“Dieci domande qualunque”, di Massimo Gramellini

1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni? 2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»? 3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana? 4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano? 5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari? 6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra? 7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo? 8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e …

“Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d’appoggio”

Gli uffici scolastici hanno emanato gli organici della scuola dell’infanzia e primaria e stanno predisponendo gli organici delle secondarie. Ma stanno applicando un decreto che non c’è e una circolare applicativa inapplicabile. Lo ha detto il Tar del Lazio – su ricorsi promossi da un gruppo di cittadini, dalla FlCgil e dal comune di Fiesole- con una delle 4 ordinanze depositate il 5 giugno scorso (la n. 02570/2009), di rinvio del giudizio di merito. Il Tar ha motivato la pronuncia facendo presente che «manca» il regolamento previsto dal decreto 112/2008, con il quale il governo avrebbe dovuto dare attuazione ai tagli previsti dalla Finanziaria. E «manca» pure, perché non pubblicato, il piano programmatico dove il ministero avrebbe dovuto spiegare come fare i tagli. Insomma, l’amministrazione scolastica ha tagliato le cattedre senza attendere che venissero emanate le relative disposizioni. E siccome i provvedimenti -in particolare quello sulla scuola primaria- non ci sono (si vocifera perché bloccati per rilievi presso la Corte dei conti) il Tar non ha potuto sospenderli e ha rimandato ogni decisione alla prossima …

«La sinistra si rinnovi, in Europa è morta la socialdemocrazia»

Così come nell’89 parlammo di morte del comunismo, oggi, alla luce dei risultati elettorali, possiamo parlare di “morte” del modello socialdemocratico». A sostenerlo è uno dei più autorevoli e affermati sociologi europei: il professor Alain Touraine, Directeur d’études all’École des Hautes études en sciences sociales di Parigi. Professor Touraine, come leggere queste elezioni europee? «In primo luogo possiamo dire che mai come in questo caso, è lecito parlare di elezioni davvero “europee”, perché hanno evidenziato due tendenze generali: l’affermazione delle destre e il crollo irreversibile del modello socialdemocratico». L’Europa guarda a destra. «Purtroppo è così. Si tratta di un fenomeno pressoché generalizzato, con l’eccezione della Svezia, rafforzato da spinte di estrema destra, come in Austria e in Italia con il successo della Lega di Bossi, la cui base sociale è simile a quella dei partiti fascisti. Vi è un pericolo nuovo in Europa, con una destra tradizionale incalzata dall’estrema destra. In Francia, la situazione è un po’ diversa, nel senso che il successo considerevole di Nicolas Sarkozy – che non può essere ricondotto solo ai …

“La crepa”, di Ezio Mauro

L’onda lunga di destra che spazza il Paese si è arrestata domenica sera, quando si sono aperte le urne del voto europeo. Un appuntamento che arriva appena un anno dopo il trionfo berlusconiano alle politiche, con una maggioranza schiacciante, e al culmine di un ciclo in cui il sistema di potere dominante ha sprigionato la sua massima potenza. In un giorno, quella macchina da guerra si è arrestata, nel momento esatto in cui il leader chiedeva e profetizzava il potere assoluto, con il 45 per cento dei voti per sé e l’alleanza con la Lega oltre il 50. Questa era la soglia politicamente sacra, la seconda presa del potere in un anno, la misura che trasforma il consenso in adesione, il governo in comando e il comando in dominio. Tutto questo non è avvenuto. Ecco perché il Cavaliere tace da due giorni, nonostante nello spoglio delle amministrative, ieri, l’onda si stia richiudendo, con la destra che porta via pezzi interi di Nord trainata dal boom della Lega, conquista Napoli, si incunea nelle regioni rosse, con …

“Ultra destra e populisti scuotono l’Europa”, di Luigi Offeddu

Premiate le formazioni estreme e gli anti-europeisti. Tre seggi ai neonazisti ungheresi. Scontri a Manchester. La carica è ini­ziata. Viene da lontano, e dovrà galoppare ancora per molto tempo: ma la carica dei partiti e movimenti di estrema destra per giungere al cuore della poli­tica europea, è iniziata. Nell’Europarlamento che si riunirà per la prima volta il 14 luglio, vi saranno vari loro rap­presentanti, in qualche caso sa­ranno pattuglie ben agguerrite e probabilmente troveranno ter­reni di intesa e di convergenza con altri gruppi: ancora 5 anni fa, nessuno lo avrebbe previ­sto. La carica ha avuto un’avan­guardia, giovedì 4 giugno, ed è stata quella guidata dal populi­sta olandese Geert Wilders, e dal suo «Partito della Libertà». Ha vinto a man bassa nel suo Paese e anche se non ha rag­giunto quel 21% accreditatogli dai sondaggi ha sfiorato però il 17%. Morale: nel nuovo Parla­mento, Wilders e i suoi avran­no 4 seggi, e in Olanda sono già ora il secondo partito per nume­ro di voti. Il primo punto del lo­ro programma è già stato an­nunciato e non …

“Il giorno più lungo di Franceschini”, di Alessandra Longo

Il vecchio partigiano Boldrini aveva adottato, per il suo giornale clandestino, firmato con Benigno Zaccagnini, una frase che recitava così: “Se è notte si farà giorno”. Dario Franceschini ripensa, ancora una volta, alle parole del comandante Bulow, nelle sue ore più difficili. Forse, dopo il voto, è più giorno che notte, visti i risultati, visto che Berlusconi “non ha sfondato”. “Sono soddisfatto, molto soddisfatto – dice il segretario del Pd – Lo abbiamo fermato noi. Se dopo un anno di governo il Pdl perde 3 punti, vuol dire che è iniziata la parabola discendente”. Sono quasi le due del mattino quando si sfoga, dopo ore passate nel bunker del partito: “Di fronte alla micidiale ondata di destra in Europa, alla fine il Pd sarà il primo partito progressista, per deputati eletti, come voti in assoluto”. L’asticella oscilla tra il 27 e il 28 per cento “ma dovete aggiungere i radicali e a quel punto saremmo al 30…”. Sospiro di sollievo, clima da comunità ritrovata. Prima delle proiezioni, addirittura ad urne aperte, Franceschini aveva convocato i …