Il vecchio partigiano Boldrini aveva adottato, per il suo giornale clandestino, firmato con Benigno Zaccagnini, una frase che recitava così: “Se è notte si farà giorno”. Dario Franceschini ripensa, ancora una volta, alle parole del comandante Bulow, nelle sue ore più difficili. Forse, dopo il voto, è più giorno che notte, visti i risultati, visto che Berlusconi “non ha sfondato”. “Sono soddisfatto, molto soddisfatto – dice il segretario del Pd – Lo abbiamo fermato noi. Se dopo un anno di governo il Pdl perde 3 punti, vuol dire che è iniziata la parabola discendente”. Sono quasi le due del mattino quando si sfoga, dopo ore passate nel bunker del partito: “Di fronte alla micidiale ondata di destra in Europa, alla fine il Pd sarà il primo partito progressista, per deputati eletti, come voti in assoluto”. L’asticella oscilla tra il 27 e il 28 per cento “ma dovete aggiungere i radicali e a quel punto saremmo al 30…”. Sospiro di sollievo, clima da comunità ritrovata. Prima delle proiezioni, addirittura ad urne aperte, Franceschini aveva convocato i …