“La rivoluzione imposta dal naufragio. Così il presidente ha seppellito Reagan”, di Vittorio Zucconi
La nuova rivoluzione americana, promessa e coronata dal trionfo elettorale, arriva un mese dopo l’insediamento di Obama e si realizza attraverso il solo strumento legittimo che le democrazie moderne offrano a chi le governi. La spesa pubblica, la leva fiscale, la redistribuzione della ricchezza nazionale dal portafoglio di chi più ha alle tasche di chi non ha. Una rivoluzione imposta dal naufragio spaventoso del mercato finanziario. Chi aveva temuto o sperato che Obama fosse soltanto una novità ricca di simboli e povera di sostanza, e non avrebbe fatto davvero niente “di sinistra”, oggi legge con sbalordimento un budget, una finanziaria diremmo noi, che chiude un’era della storia americana cominciata una generazione fa con la rivoluzione reaganiana e ne apre un’altra, non per “far piangere i ricchi sulle loro barche”, ma per raddrizzare la barca nazionale che sbanda e salvare, dopo la bufera, anche i ricchi, motore e carburante indispensabile di una economia equa e sviluppata. Il progetto di bilancio che ieri la Casa Bianca ha presentato al Parlamento per una discussione che sarà furibonda, perché …
