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Scuola, On: Ghizzoni “il Pd aderisce alla manifestazione a sostegno insegnamento storia dell’arte”

“Aderiamo all’iniziativa dell’Anisa, Associazione nazionale insegnati di storia dell’arte, di cui abbiamo sottoscritto anche ‘l’ Appello per la storia dell’arte nella scuola’ promosso per scongiurare la drastica riduzione delle ore di insegnamento della storia dell’arte nella scuola secondaria. Si tratta di una scelta sbagliata e ancor più grave per un paese che vanta il patrimonio storico artistico di maggior rilievo mondiale e che rischia però di essere sconosciuto proprio alle future generazioni di italiani.
Chiederemo al ministro Gelmini di rendere conto sulle sue reali
intenzioni circa l’educazione all’arte e ai suoi linguaggi espressivi
perché – conclude – proprio non comprendiamo come si possa solamente pensare di fare cassa tagliando ore di insegnamento di materie così importanti e fondamentali per il processo di
apprendimento e per la costruzione di una appartenenza identitaria e per la valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio”.
Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

3 Commenti

  1. Gerardo Pecci dice

    Il disastro è fatto: il dado è tratto! Scompare la storia dell’arte negli Istituti di istruzione Professionale a indirizzo turistico; non è stata mantenuta la promessa di introdurre la storia dell’arte nei primi due anni del Liceo Classico; è scomparso il Liceo Artistico a indirizzo Beni Culturali (ex Progetto Michelangelo, e con esso l’insegnamento della Catalogazione dei Beni Culturali, vero e proprio vanto dell’istruzione Artistica italiana). Non c’è davvero che dire. Si può solo rimanere di stucco di fronte a un disegno politico che non sa che farsene dei Beni Culturali, delle opere d’arte e dell’archeologia, dell’architettura monumentale e dell’urbanistica antica e dei centri storici. Una politica arrogante che non sa che farsene del nostro patrimonio di arte e di civiltà, che non vuole il bene pubblico, ma il proprio tornaconto economico in difesa dei propri interessi corporativi e personalistici. E intanto la scuola va sempre più allo sbando, con il concreto rischio di eliminare molti posti di lavoro, altro che riforma della scuola: si tratta della controriforma più scellerata che sia mai stata attuata finora, che va decisamente contro l’Art. 9 della nostra Costituzione Repubblicana! Parola di docente di storia dell’arte.

  2. Redazione dice

    Pubblichiamo la lettera di una insegnante a cui risponde Corrado Augias

    Gentile Dottor Augias, faccio parte del direttivo dell’ANISA (Insegnanti di Storia dell’Arte). Sbandieriamo il possesso del maggior patrimonio artistico, e che tale patrimonio costituisce la nostra vera risorsa. Si dovrebbe quindi pensare che un governo così ‘pragmatico’ punti a incentivare lo studio d’una materia che consente la formazione di futuri «operatori culturali», dalla guida turistica al direttore del grande museo. Invece è prevista una drastica riduzione delle ore di Storia dell’arte. Per il liceo classico un’ora a settimana (con assoluta mortificazione dei docenti, costretti fra l’altro a girare senza posa per 18 diverse classi a settimana!); mentre altri indirizzi potrebbero essere privati del tutto della disciplina. E pensare che l’Italia è stato il primo paese al mondo ad istituire uno studio specifico della storia dell’arte nei licei, e che perciò veniva indicato a modello dagli altri paesi. I fatti che, in questi giorni, hanno portato l’attenzione sulla questione cruciale della gestione dei beni culturali, dovrebbero stimolare una ancor più attenta riflessione sulla posizione assegnata dalla politica all’educazione e all’arte.
    Prof. Irene Baldriga [email protected]

    C’ è una decisa coerenza tra la progettata riduzione dell’insegnamento di una materia come Storia dell’Arte e la burrasca che ha investito il Consiglio superiore dei Beni Culturali. Si può fare intanto una considerazione generale: i temi della cultura non rientrano tra gli interessi di questo governo. Il presidente del Consiglio non s’è mai, dico mai, occupato di tali argomenti, mai li ha richiamati nemmeno per incidens. La sua idea di Beni Culturali è: opere da esporre per gli ospiti illustri. Esempio i Bronzi di Riace come arredo per il prossimo G-8. Il prof. Settis è stato forzato alle dimissioni, subito sostituito dal prof. Carandini. Sono due studiosi eminenti, profondamente divisi però su almeno due temi. Il primo è il personale delle Sovrintendenze che, lamenta Settis, non viene più assunto. L’anno prossimo vi saranno 23 posti di dirigente archeologo in organico e solo 7 funzionari col grado per ricoprirli. Una volta il personale delle Sovrintendenze rappresentava la crema dell’amministrazione pubblica segnalandosi per preparazione e competenza. Carandini invece ha definito questi funzionari “talebani della tutela”, giudizio che suona avventato, o troppo risentito. L’altro punto di dissenso è l’impiego di questo copioso patrimonio. Settis mette l’accento sulla tutela, Carandini preferisce un deciso sfruttamento economico sulla linea del resto di Mario Resca, ex-amministratore della McDonalds, di recente nominato direttore generale per la Valorizzazione dei musei. La coerenza del disegno è evidente, lo sono anche i cattivi presagi.

  3. redazione dice

    Il comunicato stampa è stato ripreso anche da L’Unità di oggi:

    «Salvare la storia dell’arte». Un appello

    Presentato ieri dall’Anisa. Rutelli si è impegnato a portare
    una mozione in Parlamento. Sostegno da parte del PdL’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole superiori «non deve essere ridimensionato: va difeso», perché è un ponte tra «identità, innovazione e intercultura» e uno strumento per la formazione dei giovani italiani, «per renderli speciali nel mondo». È l’appello dell’Associazione nazionale degli insegnanti di storia dell’arte (Anisa), che ha raccolto 3.700 consensi con un documento per la difesa dell’insegnamento della storia dell’arte contro la «bozza dei nuovi quadri orari, che riducono o riconfigurano il monte ore settimanale, mai smentita dal ministero dell’Istruzione». Il documento non è «una difesa corporativa» a favore degli insegnanti e ha ottenuto, tra gli altri, il consenso di Italia Nostra, Fai e dell’Istituto nazionale di archeologia e storia dell’arte. «In un momento di crisi come questo – ha affermato la presidente di Anisa, Clara Rech – bisogna puntare sulla cultura, come hanno fatto Obama e Sarkozy». Il Pd aderisce alla manifestazione a sostegno dell’insegnamento della storia dell’arte. «Aderiamo all’iniziativa dell’Anisa, Associazione nazionale insegnati di storia dell’arte, di cui abbiamo sottoscritto anche “l’Appello per la storia dell’arte nella scuola” promosso per scongiurare la drastica riduzione delle ore di insegnamento della storia dell’arte nella scuola secondaria. Si tratta di una scelta sbagliata e – osserva la capogruppo del Pd nella commissione Cultura Manuela Ghizzoni – ancor più grave per un paese che vanta il patrimonio storico artistico di maggior rilievo mondiale e che rischia però di essere sconosciuto proprio alle future generazioni di italiani». Francesco Rutelli al riguardo «presenterà una mozione in Parlamento»

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