“Il mondo capovolto. Emergenti alla guida”, di Loretta Napoleoni
Un quadro complicato dove si trovano in vantaggio i paesi che meno soffrono il debito pubblico e tra questi quelli emergenti, come Cina, Brasile e Russia. Sostenere occupazione e produzione. L’abilità dei governi si vede nei momenti delle crisi, siano esse a carattere politico o economico. Chi è in gamba riesce a capitalizzare sugli errori del passato ed a trasformare sconfitte in nuove opportunità di vittoria: questa la retorica abbracciata da tutti i politici negli ultimi mesi, incluso il nostro presidente della Repubblica nel suo messaggio di buon anno alla nazione. Si tratta naturalmente di eccellenti propositi, ma quanti governi, oggigiorno, hanno davvero il polso della situazione? Un’analisi storica delle crisi economiche degli ultimi due secoli e condotta da due economisti americani, Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, ci offre una sorta di radiografia dell’economia capitalista in crisi. I sintomi ricorrenti sono tre. Primo: la caduta delle borse comporta sempre una contrazione del mercato immobiliare e di quello azionario. In media il primo scende del 35% per una durata di cinque anni e il secondo del …
