Anno: 2009

Newsletter n° 1 – Anno II – Gennaio 2009

Care amiche e cari amici,                                                                                     care democratiche e cari democratici,   in questo numero della newsletter, la nostra attenzione si focalizza sui nodi più attuali e importanti per il nostro Paese e, più in generale, per la politica internazionale. In primo luogo l’attacco a Gaza e l’urgenza di arrivare alla Pace e ad un percorso che porti a realizzare due Stati per due popoli. Finché non si risolverà la questione palestinese, riconoscendo i diritti di due popoli ad esistere e ad avere un proprio Stato, non sarà possibile sconfiggere definitivamente nemmeno il terrorismo internazionale. Le speranze suscitate dalla nuova amministrazione Barack ci inducono, in uno scenario estremamente difficile, a trovare un po’ di ottimismo della volontà. Poi la crisi economica globale e la sempre più scoraggiante inadeguatezza del nostro governo ad affrontarla. Famiglie, imprese, lavoratori devono essere sostenuti e invece il Presidente del Consiglio, immerso nella sua personale ricchezza come Paperon De’ Paperoni, pensa a Kakà, sottovalutando una crisi che sta portando a licenziamenti massicci e al fallimento di piccole e medie imprese. Aggiungo, nella …

Enrico Campedelli: “La città possiede le risorse e la forza per affrontare il momento difficile dovuto alla crisi globale”

In vista dell’Assemblea di Programma del PD di Carpi che si terrà questa sera ospitiamo un commento del Sindaco Campedelli sulla sua esperienza amministrativa.   L’esperienza che in questi quasi cinque anni ho avuto l’opportunità di compiere è stata, al contempo, tanto entusiasmante quanto formativa. Amministrare una città di oltre 66.000 abitanti, che vive una fase di forte cambiamento sia in senso culturale che economico, non è certamente semplice. Tuttavia, il fecondo tessuto sociale che compone le maglie della nostra città ha contribuito in modo importante, assieme alle istituzioni locali, alla gestione di questi importanti cambiamenti. Nel 2004 abbiamo proposto ai carpigiani un’idea di città che guarda al suo futuro partendo da un forte senso di appartenenza. La nostra è infatti una comunità dalle solide radici legate alle sue tradizioni e alla sua storia. La nostra proposta programmatica faceva leva sulle potenzialità che i cittadini hanno sempre saputo esprimere, anche e soprattutto in momenti di difficoltà, come purtroppo quello che stiamo attraversando. Le scelte che facemmo, e che ancora oggi stanno guidando la nostra azione …

“Donne e violenza: se il Governo fa marcia indietro”, di Vittoria Franco

A distanza di poche ore, siamo costretti a leggere di un’altra terribile violenza di gruppo ai danni di una giovane donna. È intollerabile. Chiedo: la violenza contro le donne è un problema da affrontare con decisione, mezzi e risorse adeguati oppure no? Entra o no fra le priorità dell’agenda della politica, del governo, delle amministrazioni locali? I fatti dicono con certezza che non lo è e che questo contribuisce ad allentare l’attenzione necessaria, fa spazio all’impunità, dà sfogo ad atteggiamenti e a comportamenti aggressivi e brutali. È vero che non si devono fare polemiche politiche sulla pelle delle persone (mentre la destra ha fatto del cinico sciacallaggio in altri momenti), però giudicare gli atti dei governi e delle amministrazioni locali è addirittura un dovere. È sotto gli occhi di tutti l’arretramento del governo di centrodestra rispetto ai provvedimenti di Prodi. Non esiste più un piano contro la violenza sulle donne, non esistono risorse adeguate per i centri antiviolenza, i 20milioni di euro del 2008 non sono stati reiterati per il 2009; la legge sullo stalking …

Interviste a Epifani e Ciampi sui contratti. Inevitabile l’esclusione della CGIL?

“L’intesa va firmata da tutti. Nel ’93 non si escluse la Cgil”, di Elena Polidori su Repubblica.it “Per me, per come ragiono io, un accordo sui contratti deve essere totale. Ed è tale solo se lo firmano tutti. Se no, che intesa è? Nella mia mentalità questa è la concertazione”. Carlo Azeglio Ciampi ricorda “il miracolo del luglio 1993”, la “tenacia” con cui per giorni cercò di mettere tutti intorno allo stesso tavolo-, Cgil, Cisl, Uil, Confindustria – fino alla firma di un protocollo che è durato per oltre quindici anni: “Lo volli con tutta la mia energia”. Ora quel modello sta tramontando. Adesso il governo Berlusconi, tra strappi e polemiche, ha deciso di riscrivere le regole e di cambiare i punti di riferimento. E’ un errore? Un balzo all’indietro? Un passo falso? “Non è che non voglio espormi, ma le trattative, per giudicarle, bisogna viverle. Da fuori non si può dire che vanno condotte così o colà. Altrimenti si rischia solo di fare una laudatio di se stessi”, risponde l’ex governatore, ex premier, ex …

“In memoria di Guido Rossa a 30 anni dalla morte”, di Giovanna Cereseto

Il 24 gennaio 1979 l’operaio Guido Rossa viene ucciso dalle Brigate Rosse. In un mercoledì come tanti Rossa, alle 6.30 del mattino, esce di casa per recarsi all’Italsider di Genova dove lavora: non arriverà mai. Le Brigate Rosse lo freddano all’interno della sua vettura parcheggiata sotto casa. Nel 1970 Guido Rossa, militante del Pci e iscritto alla Cgil, era stato eletto delegato sindacale ed era diventato ben presto un riferimento per lavoratori e dirigenti che apprezzavano in lui la serietà e il rigore morale. Erano gli anni del terrorismo, ma Guido Rossa non aveva paura: al processo contro Francesco Berardi – reo di aver lasciato in fabbrica volantini e risoluzioni delle Br – lo aveva indicato come il “postino” delle Br. Sarà questa testimonianza a condannarlo. Genova, la sua città, non ha dimenticato il sacrificio di Guido Rossa. Sabato 24 gennaio 2009, a trent’anni esatti dalla sua scomparsa, Cgil Cisl Uil lo ricordano insieme alla figlia Sabina – oggi parlamentare alla Camera dei Deputati – e al segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. Alla cerimonia, …

“Lo sceriffo di Roma”, di Mariagrazia Gerina

Durante la campagna elettorale del 2008, la parola d’ordine che apre ad Alemanno le porte del Campidoglio è «sicurezza». Il candidato del centrodestra la declina soffiando sulle paure. A pochi giorni dal ballottaggio, lo stupro di una ragazza nella periferia di Roma, diventa il tema centrale di ogni suo intervento. Coerentemente, nel programma di mandato, approvato il 5 giugno, il neoeletto sindaco spiega che «il miglioramento oggettivo e verificato della sicurezza è una priorità dell’amministrazione». E, in nome di quell’obiettivo, il 24 settembre rivoluziona, nella disattenzione generale, il corpo amministrativo capitolino per fondare un nuovo ufficio che dipende in modo diretto da lui. Lo chiama «Ufficio extradipartimentale Coordinamento delle Politiche per la Sicurezza». Lo stesso giorno la supervisione è affidata al generale Mario Mori, prefetto in pensione, già comandante del Sisde, il servizio segreto civile, e del Ros dei carabinieri. Uno dei pezzi da novanta della sicurezza nazionale. «L’esperienza maturata in particolari e delicati settori – spiega la delibera – lo rende una professionalità esclusiva e assolutamente non reperibile all’interno dell’Amministrazione». Tanto esclusiva e unica …

“Italia, povera ricerca”, di Sara Gandolfi

Articolo 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Il dettato della Costituzione italiana impone al governo di fare scelte strategiche, finanziare gli studi, sostenere chi ha deciso di passare buona parte della sua vita in laboratorio o comunque laddove si sperimenta il futuro della scienza. Eppure in tutte le statistiche l’Italia arranca: gli investimenti, pubblici e privati, dedicati alla ricerca sono un misero 1,1% del Pil, contro una media europea dell’1,8%. Da tempo gli Stati membri dell’Unione si sono posti l’obbiettivo di arrivare al 3% entro il 2010 e, in piena crisi, la Svezia ha deciso di raggiungere il 4%. Le Tigri asiatiche volano per conquistare nuovi primati in brevetti & Co. E gli Usa restano un miraggio: solo in biomedicina, oltre il 60% dei fondi parte da lì. Il grido di dolore che si alza dai laboratori nostrani è univoco, forte e poco ascoltato. In un mondo sempre più competitivo, l’Italia s’è fermata. Ingessata. Lo spauracchio non è tanto la riforma Gelmini – qua e là si …