Anno: 2009

“L’arbitrio al potere”, di Tito Boeri

Come prevedibile e come previsto su queste colonne, il furor mediatico di inizio legislatura del nostro ministro dell´Economia, la sua creatività nell´inventarsi ogni giorno nuove tasse e nuovi programmi di spesa dai titoli immaginifici, si sta rivelando un vero e proprio boomerang. Ha l´unico effetto di scatenare l´ira o la creatività dei suoi alleati nel proporre nuove misure ad hoc, spesso nuove tasse. Un governo che aveva promesso in campagna elettorale una forte riduzione delle imposte, finisce così per riuscire solo ad aumentare la pressione fiscale e a brevettare (con tanto di rivendicazione internazionale) nuovi balzelli, che hanno spesso un effetto ben diverso da quello previsto. E chi aveva accusato Visco di avere introdotto una tassa sull´acqua minerale rischia ben presto di certificare di suo pugno l´entrata in vigore della tassa sull´aranciata. Siamo passati dalle “fiscal suasion” sui banchieri, con tanto di minaccia di tasse sui loro extraprofitti, agli aiuti copiosamente concessi agli istituti di credito con il decreto anticrisi. Dopo esserci abituati (o rassegnati a seconda del punto di vista) alla Robin tax, una …

“Tregua”, di Emilio Vettori

“Adesso una tregua vera, soccorsi alle popolazioni e la ripresa subito del negoziato di pace. E l’Italia faccia la sua parte”. Piero Fassino, ministro degli Esteri governo ombra del Pd E’ tregua nei territori. Sette giorni per far tacere le armi e riprendere fiato. Ieri, per la seconda notte non si è sparato da entrambe le parti e Israele ha iniziato un ritiro graduale verso i confini, che secondo il premier israeliano Olmert deve avvenire il “prima possibile”. Un tregua fragile, come un vaso di coccio tra vasi di ferro, che per il momento viene però rispettata. Non sono bastati infatti i razzi lanciati ieri dalla Striscia ne la risposta dell’esercito di Israele a far saltare il cessate il fuoco che ormai serve ad entrambe le parti, dopo 22 giorni di guerra. Olmert però considera lo stop al lancio di razzi la condizione minima per il rispetto della tregua. Hamas vuole invece il ritiro completo dalla Striscia entro una settimana. Colonne di Tank sono state viste dirigersi verso i confini, tanto che Hamas ha già …

«Basta con certe meschinità. Il Pd si occupi della vita di tutti». Intervista ad Alfredo Reichlin di Ninni Andriolo

Onorevole Reichlin, il Pd sembra in un vicolo cieco. D’accordo con questa analisi? «Nei guai, sì ma perché in un vicolo cieco? In un vicolo cieco sono le forze che finora hanno governato il mondo, come ci dice la gravità senza precedenti della crisi che viviamo. C’è una grande sete di giustizia, ma questa parola noi la usiamo poco. Se nel Pd esiste, ed esiste, uno stato di incertezza e di confusione esso deriva soprattutto dalla debole coscienza del nostro ruolo in questo passaggio storico. È questo che spiega molte nostre divisioni e alimenta, nel contempo, meschine ambizioni personali di un ceto politico che è urgente rinnovare. Ma rinnovare in funzione di cosa se non di una più forte coscienza della nostra missione?». Perché parla di coscienza debole del Pd? «Perché il salto che non riusciamo a fare è quello di ispirarci a una visione più coraggiosa e libera da vecchi schemi, di questo passaggio storico. Ciò che viene messo in discussione non è solo un modello economico, ma l’ordine mondiale che si costruì negli …

Notizie dall’Europa

Una vittoria per i diritti L’Unione europea deve promuovere e proteggere con più forza i diritti fondamentali, se necessario anche sanzionando i Paesi membri in caso di violazioni gravi e persistenti. Lo ha affermato il Parlamento europeo, dove una maggioranza composta da socialisti, liberali, verdi e sinistra unitaria ha sconfitto popolari e destre europee, adottando giovedì 15 gennaio la relazione di Giusto Catania sullo stato dei diritti fondamentali nell’Unione europea nel periodo 2004-2007. Nonostante l’Unione europea fondi la sua identità sulla promozione e la protezione dei diritti fondamentali, sono ancora troppi i casi in cui questi diritti sono negati o non sono adeguatamente tutelati nello spazio europeo. Il Parlamento ha inoltre affermato che è dovere delle istituzioni, e in particolare della Commissione europea, compiere una valutazione dell’impatto degli atti legislativi proposti sui diritti fondamentali, specialmente in vista dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che darà alla Carta europea forza vincolante. Occorre assicurare un ruolo più forte dell’Unione europea nel monitoraggio del rispetto dei diritti sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali, rafforzando le capacità di …

Se Obama parlasse con il nemico, di Barbara Spinelli

Le grandi speranze riaccese da Obama, alla vigilia della cerimonia inaugurale di martedì che lo insedierà alla Presidenza, somigliano non poco alle Grandi Speranze che accompagnano Pip, il protagonista del romanzo di Charles Dickens. Solo in apparenza il romanzo racconta una promessa di palingenesi personale, sociale: quel che narra è in realtà un faticoso apprendistato, un addestramento alla realtà. Pip, come Obama, deve imparare a camminare da solo, e soprattutto evitare d’esser «tirato su per mano» da tutori invadenti, paternalisti. Pip è figlio d’operai, ha scarpe grosse, mani brutte. La sua vita cambia quando uno sconosciuto benefattore gli lascia i suoi beni dandogli, appunto, Great Expectations. Ma il cambiamento vero dipende da lui, da quel che farà della donazione. Come ha scritto Kissinger sull’Herald Tribune: la magica ascesa di Obama «definisce un’opportunità, non una politica». Il mondo che Obama eredita gli s’accampa davanti pieno di rovine, e profondamente equivoco. Anche quello di Bush si nutriva infatti di Grandi Aspettative. Ma erano promesse immateriali, capziose, che non hanno insegnato nulla all’America e anzi l’hanno corrotta, sostituendo …

Eluana, il ministro Sacconi indagato per violenza privata

Un nuovo capitolo si apre nella vicenda di Eluana Englaro dopo il “no” della Clinica Città di Udine ad accogliere la donna, in stato vegetativo persistente da 17 anni, per dare attuazione al decreto della Corte di appello di Milano che ha autorizzato il distacco del sondino per la nutrizione artificiale. Protagonista è il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: la Procura di Roma ha infatti iscritto Sacconi sul registro degli indagati con l’accusa di violenza privata in merito al caso. L’avvio dell’inchiesta, spiega la Procura, è «un atto dovuto» dopo una denuncia presentata dai Radicali (scaricabile anche direttamente dal sito dell’Associazione Luca Coscioni): vi si ipotizzava il reato nei confronti dei sanitari della casa di cura Città di Udine e si chiedeva di verificare in che termini le affermazioni di Sacconi – che lo scorso dicembre ha firmato un atto di indirizzo alle Regioni in cui si definisce «illegale» la sospensione dei trattamenti di idratazione-nutrizione artificiale in tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale – avessero impedito di dar corso al decreto della Corte d’appello …

La Ue critica l’Italia: a scuola non basta l’inglese, di Luigi Offeddu

Ne sono arrivate più di 400, in pochi giorni: email partite dall’Italia, un piccolo maremoto di protesta. Mittenti: in gran parte insegnanti, ma anche genitori. Destinatari: la Commissione europea, e soprattutto il commissario europeo al multilinguismo, Leonard Orban. La richiesta: salvare l’insegnamento alla scuola media del francese, dello spagnolo o del tedesco, cioè della «seconda lingua comunitaria » che dall’autunno diventerà facoltativa. Imputata, o presunta imputata: il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Che, a metà dicembre, stabilì: «a richiesta delle famiglie e compatibilmente con le disponibilità di organico e l’assenza di esubero dei docenti della seconda lingua comunitaria, è introdotto l’insegnamento potenziato dell’inglese per 5 ore settimanali complessive, utilizzando anche le ore d’insegnamento della seconda lingua comunitaria». Vale a dire: l’inglese potrà passare da 3 a 5 ore settimanali, e le 2 ore in più le cederà l’altra lingua. «Ma questo aiuterà gli italiani a sentirsi più europei?», chiedono i messaggi giunti a Bruxelles. «No, è un regolamento anti-europeo». E ancora: «È noto il gran divario linguistico che ci divide dagli altri Paesi Ue, parliamo poco …