Anno: 2009

“Non potevano pensarci prima?”, di Lietta Tornabuoni

Ma perché non ci hanno pensato prima? Un’altra prova clamorosa dell’indifferenza e/o incapacità del governo, quella dell’influenza A. Pare ieri che i governanti assicuravano che in Italia l’influenza suina non sarebbe arrivata mai, perché i controlli sugli animali importati erano severi e impeccabili. Pare ieri che i governanti prendevano in giro i giapponesi, i messicani o gli spagnoli che giravano per via con la faccia a metà coperta dalla mascherina bianca, trattandoli come gente primitiva piena di pregiudizi. Pare ieri (era estate) che i governanti ripetevano balle rassicuranti e che magari gli italiani ci credevano con tranquilla superficialità: noi siamo esclusi da ogni rischio (e perché?), comunque c’è il vaccino che a settembre sarà pronto e che agisce fulmineamente. Il vaccino arriva adesso, a novembre, e non basta: oltre Napoli quasi non l’hanno ancora visto mai, e già si scopre che i suoi effetti sono molto dubbi, che nel caso dei morti italiani non ha funzionato per niente. Ma perché comportarsi in modo così irresponsabile? Per non saper cosa fare? Per incredulità e speranze mal …

Presidenza Pd, Bersani insiste su Bindi «Non ci sono incompatibilità», di Maria Zegarelli e Andrea Carugati

«Non esiste incompatibilità. All’Assemblea nazionale sarà uno il nome che verrà proposto per la presidenza del partito». E quel nome è Rosy Bindi, ribadiscono al Nazareno per mettere fine all’ennesima polemica di giornata nel partito. Il segretario Pierluigi Bersani anche ieri ha sentito al telefono la vicepresidente della Camera e le ha ribadito che sull’incariconon ha cambiato idea. Così come Bindi ha ribadito che per quanto la riguarda non ha nessuna intenzione di dimettersi dal ruolo istituzionale che attualmente ricopre. «Per quanto mi riguarda si prendano pure la presidenza del partito, se è questo che vogliono, ma non usino l’argomento dell’incompatibilità perché non esiste, nel codice etico si parla di cariche monocratiche di governo», ha spiegato a margine di un incontro nella sede della stampa estera su «Le donne italiane: rompere il silenzio». Ecco, lei è una che zitta non riesce a starci, così i sassolini dalle scarpe se li toglie subito. «Vorrei ricordare che ci sono precedenti al riguardo: Romano Prodi e Anna Finocchiaro». A difenderla Livia Turco: «Saprà svolgere benissimo il ruolo di …

“Altro no delle Regioni: bocciato il ddl sui precari”, di A.G.

La Conferenza delle Regioni sembra essere davvero l’ultimo “baluardo” istituzionale contro le iniziative del Governo in fatto di scuola: dopo aver espresso, la scorsa settimana, una sostanziale bocciatura della riforma delle superiori (in particolare su licei e professionali e comunque chiedendo a larga maggioranza il rinvio di un anno), il 5 novembre durante un confronto su questo tema quasi tutti i presidenti delle Regioni hanno espresso un parere negativo anche sul cosiddetto decreto “salva precari’. Si tratta del provvedimento messo a punto nelle scorse settimane dal ministero dell’Istruzione ed approvato già alla Camera, il 20 ottobre, per salvare dalla disoccupazione circa 20.000 lavoratori che lo scorso anno svolsero almeno 180 giorni di supplenze.”Il disegno di legge del Governo per la conversione in legge del decreto n. 134 – ha spiegato Domenico Cersosimo, vicepresidente della giunta della Regione Calabria dove quest’anno sono stati tagliati oltre 4.000 lavoratori – non risolve i problemi che esso ha determinato: offre risposte parziali solo ad una piccola quota dei precari e non affronta per nulla le questioni legate alla qualità …

“Da clandestino a lavoratore”, di Maurizio Ambrosini

Il risultato politico più interessante della sanatoria per colf e assistenti familiari è il riconoscimento implicito che gli immigrati senza permesso di soggiorno sono in gran parte umili lavoratori che vorrebbero lavorare e vivere alla luce del sole e non criminali. Quanto ai numeri deludenti delle domande presentate e alla composizione per nazionalità, fanno pensare che molti stranieri che ne avrebbero avuto diritto non sono riusciti ad accedere alla sanatoria, mentre altri che non ne avrebbero avuto diritto ci hanno provato. Per mancanza di alternative. Il 30 settembre si è chiusa l’operazione di sanatoria per colf e assistenti domiciliari degli anziani, le cosiddette “badanti”. Al di là delle circonlocuzioni adottate, si è parlato infatti di “emersione”, di sanatoria si è trattato. Un’operazione, malgrado i limiti di cui si dirà, in intrinseco contrasto con la campagna di criminalizzazione dell’immigrazione in condizione irregolare condotta per mesi dal governo italiano. Far emergere significa infatti ammettere che centinaia di migliaia di immigrati sprovvisti di regolari autorizzazioni in realtà lavorano al servizio di famiglie italiane. I MOTIVI DELLA DELUSIONE I …

La Cocaina invade l’Europa. L’Italia al top per il consumo

Ecco il Rapporto 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe. Una coltre di cocaina avvolge l’Europa. Oltre 13 milioni di europei adulti hanno provato la polvere bianca nella loro vita. Di questi, 7,5 milioni sono giovani (15-34 anni): tre milioni di questi l’hanno usata negli ultimi 12 mesi. Nel dettaglio l’Italia si conferma uno dei Paesi a più alta prevalenza, insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito. La polvere bianca si conferma così la sostanza stimolante illegale più popolare in Europa, mentre diminuisce “la popolarità dello spinello”. Lo dice il Rapporto 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe presentato oggi a Bruxelles, che conferma la diffusione costante della cocaina e rivela come il mix di droghe e alcool sia il responsabile della maggior parte dei problemi legati alle sostanze stupefacenti. Cocaina. In Italia, Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito, nell’ultimo anno, l’uso tra i giovani si è attestato tra il 3,1% e il 5,5%, mentre nella maggior parte degli altri Paesi europei si registra una tendenza alla stabilizzazione o all’aumento del consumo nella fascia d’età 15-34 anni. Tra …

“L’intreccio fra politica e sanità è molto diffuso e va fermato”, di Federica Fantozzi

Il senatore «Il privato non è il diavolo e il pubblico non è la perfezione. L’inefficienza dirotta i pazienti verso le cliniche. E fra i medici bisogna scegliere i migliori curricula, non gli amici». Senatore Ignazio Marino, quanto è effettivo il controllo di Stato e Regioni sul Ssn e quanto invece pesa l’azione delle lobby? «Dai dati del consiglio nazionale dell’economia e del lavoro emerge in Italiaundoppio binario pubblico/ privato nelle strutture di ricovero che di fatto risponde alla scelta politica di alcune Regioni». In che modo si concretizza? «Un esempio estremo: in Val d’Aosta c’è una struttura pubblica e nessuna casa di cura privata abilitata.E l’assistenza sanitaria è al 70% di proprietà pubblica e al 30% privata. In Lazio, Campania e Sicilia invece è 50% pubblico e 50% privato accreditato. Nel Lazio ci sono 77 cliniche pubbliche contro 85 private, in Lombardia 60 contro 73. È ovvio che c’è unascelta di favorire le attività erogate attraverso il privato». È necessariamente un male? «Il privato non è il diavolo e il pubbliconon è la perfezione. …

“Ottimisti, ma senza banda larga”, di Massimo Giannini

L’ottimismo, a volte, è l’oppio dei popoli. Fa bene Giorgio Napolitano ad invitarci alla prudenza, quando si cavalca con troppa disinvoltura la tigre (finora più mediatica che economica) della “ripresa”. Fa bene a ricordarlo soprattutto al governo, che sulla materia brilla per “asimmetria”. Un esempio clamoroso, di queste ore. Per un presidente del Consiglio che già vede le “verdi vallate” della crescita, c’è un sottosegretario alla presidenza del Consiglio che, preoccupato per le emergenze, taglia i fondi dove servirebbero come il pane. Internet, la rete, tutto quello che in questi mesi e in questi anni ha consentito alle imprese di modernmizzarsi e ai cittadini di informarsi. È accaduto ieri, infatti, che Gianni Letta abbia annunciato il congelamento degli 800 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga, cioè l’ampliamento e il potenziamento della fibra ottica sulla rete fissa di telecomunicazioni. Le risorse erano state già ricavate all’interno dei fondi del Fas (il Fondo per le aree sottosviluppate). Rientravano in un progetto di recupero del cosiddetto “digital divide” italiano, messo a punto dal ministro Paolo …