Anno: 2009

“La scuola dopo l’ennesima doccia scozzese”, di Chiara Saraceno

Da anni, la scuola italiana è sottoposta a una sorta di doccia scozzese. A sperimentazioni di varia qualità seguono interventi di riforma che non ne tengono affatto conto. L’ultimo esempio è la riorganizzazione degli indirizzi nella scuola superiore. Sembra avere come obiettivo la mera riduzione dei costi. Perché non è chiaro quali siano le logiche formative che portano a tagliare le ore di materie chiave in ogni tipo di indirizzo (e i documenti alla base di questa riorganizzazione sono noti solo agli addetti ai lavori). Continueremo così a formare cittadini ignoranti dei meccanismi fondamentali che regolano la società in cui vivono. Da decenni ormai la nostra scuola in ogni ordine e grado è sottoposta a una sorta di doccia scozzese. Vengono promosse, o comunque consentite, sperimentazioni di varia qualità e consistenza, che comunque impegnano scuole, docenti, allievi e famiglie, creando aspettative e influenzando strategie e decisioni. Seguono interventi di riforma complessivi che non tengono affatto conto di quelle sperimentazioni, per lo più non valutate, ma propongono un altro modello, partorito autonomamente dagli esperti di turno. …

“Lo Stato deve alle scuole un miliardo di euro”, di Bianca Di Giovanni

Le autonomie scolastiche vantano crediti per un miliardo nei confronti dello Stato, che non provvede a trasferirli. Con quella somma i vari istituti sparsi sul territorio fanno fronte alle spese quotidiane di gestione: anticipano le risorse, ma la copertura ancora non arriva. È solo l’ultima cifra del «salasso scuola » dell’era Gelmini-Tremonti. Una raffica di tagli, di ogni ordine e grado verrebbe da dire. Oltre al miliardo, denunciato dagli amministratori locali di Legautonomie in un recente convegno. L’ultima novità riguarda l’offerta formativa, quel «tesoretto» che le scuole utilizzano per sostenere formazione di personale, handicap, innovazione e alternanza scuola-lavoro. Già nel 2010 ci sarà un taglio di 40 milioni, che sarà seguito dalla stangata del biennio successivo. Alla fine della sforbiciata, quella «dote» sarà ridotta a un terzo: 99,5 milioni contro i 274 stanziati in origine. Ancora tagli, per un comparto che contribuisce alla manovra per circa tre miliardi nel triennio. Un taglio drastico, che arriva a toccare la pelle dei lavoratori. DECRETO PRECARI Le cifre del «sacco» della scuola pubblica arrivano mentre la Camera si …

Dario Franceschini: discorso ai Nonni dei nostri figli

Oggi sono qui, guardavo i vostri volti e nei vostri volti si vede veramente l’Italia. Si vede la sua storia, la nostra storia. Si vede la fatica e i sacrifici delle generazioni che il nostro Paese l’hanno ricostruito, rimboccandosi le maniche in mezzo alle macerie lasciate dalla guerra e dalla dittatura che l’aveva ciecamente voluta. Guardando i vostro occhi vedo il lavoro onesto e la capacità creativa di tutti coloro, milioni di uomini e di donne, che giorno dopo giorno hanno fatto crescere l’Italia, l’hanno resa una democrazia forte. Più forte di quanto alcuni, oggi, forse vorrebbero. Vedo il nostro comune passato, le conquiste raggiunte, i momenti che hanno permesso alla nostra società di diventare più aperta e libera. Le vicende che ci hanno ferito come popolo, le risposte che in tempi difficili, molto difficili, ci hanno unito come nazione. Ma voglio dirvi che quel che vedo, stando oggi insieme a voi, è soprattutto il futuro. E succede così sempre quando si guarda negli occhi delle generazioni che sono più avanti di noi. E’ per …

“I padri costituenti e la difesa della Carta”, di Nadia Urbinati

Il primo grido di allarme per le tentazioni distruttive verso la nostra Costituzione manifestate dalle maggioranze guidate da Silvio Berlusconi venne lanciato nel 1994 da Giuseppe Dossetti, uno dei padri più rappresentativi della nostra carta fondamentale e della nostra coscienza costituzionale. Con una lettera inviata il 25 aprile di quello stesso anno all´allora sindaco di Bologna, Walter Vitali, Dossetti lanciava i comitati per la difesa della Costituzione con queste parole: «Si tratta cioè di impedire ad una maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo di mutare la nostra Costituzione: [quella maggioranza] si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo, e a sistema proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il nostro popolo. Altrimenti sarebbe un colpo di stato». Dossetti fu uno dei 556 deputati dell´Assemblea Costituente eletta il 2 giugno 1946, e poi membro della Commissione per la Costituzione (conosciuta anche come commissione dei 75) il cui compito era di elaborare un progetto di Costituzione. Il 21 novembre 1946, Dossetti presentò in Commissione la proposta relativa …

“Scuola: in Finanziaria ancora tagli per l’offerta formativa”, di Claudio Tucci

Si riducono sempre di più i fondi a disposizione della scuola. Già quest’anno ci sarà un taglio di 40 milioni di euro per l’offerta formativa. Ma la vera stangata arriverà nel 2011-2012, quando la “speciale dote” nelle mani di scuole e uffici scolastici, introdotta nel 1997, con la legge 440, per sostenere, anche, formazione del personale, handicap, innovazione e alternanza scuola-lavoro, passerà a quota 99,5 milioni di euro. Praticamente, un terzo della consistenza originaria: 274 milioni di euro. La notizia è contenuta negli allegati alla manovra di bilancio 2010, appena sbarcata in Senato e, in particolare la Tabella C, che evidenzia la quantificazione, anno per anno fino al 2012, degli stanziamenti previsti per alcuni fondi speciali della scuola. Tra questi quello della legge 440, che prosegue nella scia delle continue sforbiciate subite nel tempo. Nel solo passaggio 2008 – 2009, la contrazione ha toccato quota 40 milioni: da 179 a 140,5 milioni di euro. Progressivamente il fondo in questione sarà ulteriormente ridotto a 130 milioni nel 2010 e 99,5 milioni sia nel 2011 che nel …

“A Tremonti ora piace il posto fisso: «È un valore»”, di Laura Matteucci

Elogio della Costituzione, del posto fisso, dell’Inps e pure del nostro sistema di welfare. In nemmeno dieci minuti di intervento il ministro all’Economia Giulio Tremonti in nuova versione statista fa piazza pulita di quindici anni di berlusconismo e prende a picconate il suo stesso governo. «Non credo che la mobilità sia di per sè un valore – attacca – È il posto fisso a dare la possibilità di fare un progetto di vita, la base della stabilità sociale, su cui programmare la formazione di una famiglia, l’acquisto di una casa». Sull’analisi di Tremonti pesa, e parecchio, la tempesta della crisi: «Un conto è avere un posto in un contesto di welfare come quello europeo, un conto è avere uno stipendio senza sanità e servizi – prosegue – Negli Stati Uniti i fondi pensione dipendono dall’andamento di Wall Street, e se le cose vanno male ti ritrovi a mangiare kit kat in una roulotte e neghi la scuola ai tuoi figli». L’AFFONDO Già così, visto che a Berlusconi la «pigrizia del posto fisso» (parole sue) non …

“Arrivederci Gelmini, vado a insegnare in Africa”, di Emiliano Sbaraglia

Un docente precario scrive al ministro dell’Istruzione. “Sono stanco di sperare nella buca della posta, in attesa di una convocazione che non arriverà mai. Ecco perché ho deciso di partire”. La meta: Dakar, Senegal, un centro di accoglienza per bambini Caro Ministro, voglio confidarLe una cosa: sono stanco. Sono stanco di sperare nella buca della posta, in attesa di una convocazione che, già so, non arriverà mai prima della metà di ottobre (quest’anno men che mai). O almeno le mie personali statistiche, accumulate in un decennio di insegnamento precario, dicono questo. Dicono anche, quando la convocazione arriva, che non durerà molto, e chissà quando ne arriverà un’altra. E chissà quando arriveranno i soldi. Quando va bene, la media è due mesi dalla scadenza del contratto. Sono stanco al sol pensiero di ricominciare un altro anno scolastico con questi presupposti. Il sol pensiero, alcuni giorni, mi toglie quel sorriso che, per natura e per una fortuna caratteriale, assaporo la mattina quando apro gli occhi. Il mio solito buonumore, da qualche anno, comincia a dissolversi con il …