Anno: 2009

“La Consulta arsenico e coltelli”, di Michele Ainis

Potremmo farne una questione di bon ton, di buona creanza nei rapporti tra le massime istituzioni del Paese. Dopotutto se una sentenza sfavorevole diventa l’occasione per urlare a squarciagola contro il Quirinale e la Consulta, per revocarne in dubbio la «lealtà», finiremo per scassare quel poco che resta del nostro Stato di diritto. E dopotutto se il confronto tra i poteri degenera in una rissa permanente, non c’è poi affatto da stupirsi quando la stessa intolleranza si propaga dalla società politica alla società civile, quando una donna, un nero o un gay vengono picchiati per la strada, come succede a giorni alterni. Ma questa vicenda d’arsenico e coltelli non offende unicamente il senso civico. No, reca un affronto alla logica, più che ai due garanti del nostro ordinamento. E infatti nei loro riguardi la doppia accusa di slealtà suona doppiamente strampalata. Il Presidente, innanzitutto. Sarebbe in mala fede perché, lui comunista, non si è impegnato a convincere quegli altri comunisti che hanno banco alla Consulta. Ma a suo tempo Napolitano ha promulgato il lodo Alfano, …

“In America patrioti, in Italia discriminati”, di Fe. Gas.

Carl Levin, presidente della commissione forze armate del Senato, ha ricordato come l’esercito inglese e di molti altri paesi occidentali abbiano abolito le discriminazioni omosessuali negli ultimi anni, e “sarebbe un grande progresso” se ciò avvenisse anche all’interno della più grande forza armata del mondo. La nuova amministrazione americana vorrebbe procedere ad eventuali iniziative legislative in accordo con il Pentagono. Si ritiene necessaria la partecipazione dell’esercito come interlocutore in decisioni che lo coinvolgono. Richard B. Myers, ex capo di stato maggiore dell’esercito americano, in un’intervista televisiva, ha manifestato un giudizio favorevole a questo riguardo, pur non entrando nel merito della probabile riforma. L’America si pone nuovamente all’avanguardia dell’orizzonte storico, per il coraggio ed il progresso delle proprie prospettive politiche. Constatiamo come la realtà italiana viva assai lontana, sospesa in una dimensione di prostrazione. Proprio ieri a Roma è avvenuta l’ennesima aggressione nei confronti di una coppia omosessuale. Il fatto è accaduto in via del Collegio Romano, “erano fascisti, mi hanno preso di mira e aggredito perché non sono come loro, perché sono gay”, ha dichiarato …

“Il Quirinale: ‘Nessun patto sul Lodo Alfano'”, Di Francesco Bei

ROMA – «È del tutto falsa l’affermazione che al Quirinale si siano stipulati patti». Di fronte alla gravità delle accuse del Giornale, che ha rinfacciato a Napolitano di aver concordato con il governo il testo del lodo Alfano, al Quirinale hanno deciso che la misura era colma. E, fatto irrituale, hanno risposto punto per punto, pur senza mai citare direttamente il destinatario della smentita. Dunque Napolitano nega di aver siglato «patti» con Berlusconi, «tantomeno sul superamento del vaglio di costituzionalità affidato alla Consulta». E ricorda come andò la vicenda: «Una volta rilevata, da parte del presidente della Repubblica, la palese incostituzionalità dell’emendamento «blocca processi», il Consiglio dei ministri ritenne di adottare il disegno di legge Alfano». È vero che il presidente della Repubblica promulgò il Lodo, ma «tale promulgazione non poteva in nessun modo costituire “garanzia” di giudizio favorevole della Corte». Anche perché il capo dello Stato rispetta «l’indipendenza» dei giudici. Quanto al fatto che ci sia stato uno scambio con palazzo Chigi prima della formulazione del Lodo, questa è «una prassi consolidata di semplice …

Dal Congresso: “Dario infiamma, Pier Luigi rassicura”, di Aldo Cazzullo

Dal primo attacchi a D’Alema, il secondo parla di redditi e lavoro. Franceschini, cosa non le piace di Bersani? «D’Alema». Il segretario dice proprio così, nell’intervista alle lene che andrà in onda domani, facendo pure l’aria atterrita mentre nomina l’uomo che considera il suo vero rivale. E infatti tutto contro D’Alema per quanto citato una sola volta era rivolto il suo intervento al minicongresso Pd. Franceschini ha citato invece spesso Bersani, anzi «Pier Luigi», per sottintendere maliziosamente che in realtà non ce l’aveva con lui. Era per D’Alema la stoccata ai sostenitori dell’alleanza con il grande centro, «magari mandandoci pure qualcuno di noi», con il risultato di condannare il Pd all’opposizione «per altri 35 anni». È D’Alema quello che, secondo Franceschini, indossa «una delle casacche del `9oo», vale a dire quella comunista. Che la prossima volta vorrebbe eliminare le primarie. Che dovrebbe badare alle frequentazioni proprie e dei suoi uomini, ai «comportamenti personali», allo «stile di vita». Che vorrebbe «riproporre alleanze vaste da Mastella a Diliberto», che oggi significa da Casini a Vendola. Era per …

Banca Etica: “basta scuse: sindacati, enti religiosi e istituzioni investano responsabilmente”

“Gli investitori istituzionali, i sindacati, gli Enti religiosi e del Terzo Settore in testa dovrebbero prendere atto degli ottimi risultati raggiunti dalla finanza etica e interrogarsi seriamente su un uso più responsabile dei loro patrimoni”. Lo ha affermato il presidente di Banca Etica e di Etica sgr, Fabio Salviato durante un convegno sull’investimento etico tenutosi nei giorni scorsi. “E’ incredibile pensare che i sindacati gestiscono 60miliardi di euro di fondi pensione dei lavoratori e li investono senza valutare se con queste risorse si vanno a sostenere aziende attente ai diritti dei lavoratori o meno” – ha aggiunto Salviato. Dunque non ci sono più scuse per gli investitori istituzionali che ancora investono tutti i loro patrimoni usando strumenti privi di certificazione etica. E’ questo il forte richiamo giunto da esperti nazionali e internazionali riunitisi nei giorni scorsi a Roma per il seminario intitolato “Efficacia ed efficienza dell’azione dell’investitore etico” promosso da Etica sgr, l’unica società di gestione del risparmio italiana che offre esclusivamente fondi etici composti da titoli di aziende e Stati che abbiano superato un …

“Se il Cavaliere vuole farsi Stato”, di Giuseppe D’Avanzo

Non si riesce a tenere il conto delle menzogne e dei ricatti che l’Egoarca riesce a distillare nei suoi flussi verbali, ormai oltre ogni controllo di ragionevolezza, del tutto catturati dal suo disturbo narcisistico. Stiamo ai fatti. Il lucidissimo furore di Berlusconi si accende per i pasticci che si combina da solo, con la sua compulsività. Frequenta minorenni; riempie palazzi e ville di prostitute arruolate da un ruffiano; trascura gli affari di Stato per allegre scorribande amorose. Contestato dalla moglie in pubblico, se ne va nel luogo pubblico per eccellenza – la televisione – per recuperare (sa di doverlo fare) un’apprezzabile accountability. Sbaglia la mossa. Esige che le sue favole diventino scritture sacre. Se non accade – e non accade – s’infuria. Ingaggia maschere con mazza ferrata che, dai giornali e tv che controlla, fanno per lui il lavoro più sporco, “assassinando” la personalità di chi gli appare, anche da lontano, “un nemico”. Scatena gagliofferie, aggressioni, conflitti che (lungo l’elenco) investono, nel tempo, la moglie; impauriti testimoni delle sue imbarazzanti avventure; la Repubblica; il suo …

“«Lavoro in cambio di sesso. Con Berlusconi sono tornate le contessine del Viminale». Intervista a Victoria De Grazia”, di Federica Fantozzi

Victoria De Grazia è direttore dell’Istituto Europeo e docente di Storia Contemporanea alla Columbia University nonché studiosa dei diversi modelli di forza di persuasione nei sistemi liberali o autoritari. È autrice di «Le donne nel regime fascista» e di «Impero irresistibile» sulla rivalità europea all’egemonia americana nel XX secolo. Vive tra New York e Sartiano. Professoressa,lei si è occupata di come la politica nazionale e familiare influenzi e formi il comportamento delle donne. In Italia, per esempio? «Mi sembra che in Italia, nell’ultimo decennio, si debba guardare a un aspetto che segna fortemente le donne soprattutto giovani. La crisi economica, dagli anni 90, ha creato un’oligarchia di fatto con forti svantaggi per i giovani. Le donne pur avvantaggiate dai buoni risultati scolastici o universitari e da un mondo di lavoro più paritario si sono poi trovate in un panorama asfittico. I maschi sono forse colpiti di più in generale. L’insieme porta a un’esasperazione di antifemminismo e visione reazionaria della donna». Significa che l’attuale condizione femminile è dovuta alla mancanza di prospettive economiche e non è …