Anno: 2009

“I lavoratori in piazza per dire no al razzismo”, di Pietro Soldini*

L’adesione della Cgil. Una protesta popolare gioiosa per chiedere riforme profonde: una sanatoria contro il lavoro nero, diritto di voto, cittadinanza. Il razzismo è allo stesso tempo spia, prodotto e risposta ad una profonda crisi sociale, politica e culturale. La sua ormai innegabile presenza in Italia rappresenta l’allarme più grave per la nostra convivenza civile. Un allarme che riguarda tutti. Perché il razzismo è istituzionale (di chi governa e amministra) è mediatico, è popolare. E c’è anche un razzismo militante sempre più disinvolto e aggressivo, che produce una enorme quantità di vittime e intimidisce anche i settori più sani della società. La Cgil, che ha avvertito da tempo questo allarme, nei mesi scorsi ha lanciato la campagna«Stesso sangue stessi diritti». Ne è seguita un’altra («Non aver paura») che abbiamo svolto assieme ad associazioni di diversa ispirazione laico-religiosa, la più ampia coalizione trasversale che io ricordi nella storia dell’associazionismo democratico del nostro Paese. Abbiamo mobilitato energie e risorse nelle città e nei territori,ma abbiamo anche dovuto misurarci con contraddizioni e indifferenza. All’opposto, l’azione del Governo in …

“Nord, metamorfosi dell’industria”, di G. Turani

Bossi e Tremonti stanno facendo il giro delle valli del Nord per parlare al loro popolo (dirigenti, professionisti, artigiani) e per spiegare quello che stanno facendo (e spesso si sentono chiedere soprattutto un nuovo condono fiscale). Ma che fine ha fatto “l´altro popolo”, quello che una volta sembrava destinato a guidare tutta la società e che per decenni è stato il punto di riferimento della sinistra, insomma la classe operaia? Non c´è rimasto quasi più niente. Un recente studio di Fulvio Coltorti (capo ufficio studi di Mediobanca), pubblicato su “Impresa e Società”, rivista della Camera di Commercio di Milano) esamina come sono andate le cose in Lombardia e i dati sono certamente impressionanti. L´elemento che più colpisce è quello relativo ai grandi stabilimenti lombardi. Se nel 1971 erano 304 gli impianti con più di 500 addetti presenti nella regione (e 105, poco meno di un terzo, avevano più di mille dipendenti) trent´anni dopo, nel 2001, i grandi impianti (con più di 500 dipendenti) sono ridotti a 98 e quelli con oltre mille addetti quasi si …

“Il fardello dell’uomo diverso”, di Barbara Spinelli

Adesso Barack Obama andrà in giro per il mondo con quel peso: che lo premia in anticipo, lo lega, lo segna. Il comitato di Oslo non premia un’azione, una carriera compiuta. Premia forze impalpabili eppure decisive come la parola, la speranza suscitata, l’attesa che somiglia a un’enorme sete, il valore attribuito da un leader all’imperio della legge e della Costituzione, più forte di ogni convenienza. Ricompensa uno stile, un essere nel mondo che non è in sintonia con il predominio americano e la sua dismisura, la sua hybris nazionale. Siamo abituati a pensare che la speranza sia poco più di uno scintillio ineffabile, essendo fatta di cose non avvenute, malferme. Siamo abituati a pensare che la parola, diversamente dall’atto, sia fame di vento. Che ripensare la politica e le sue routine sia vano. Non è così. Abbiamo solo dimenticato che la parola è tutto nei testi sacri che fondano le civiltà, compresa la nostra. Per il Siracide, nella Bibbia, «meglio scivolare sul pavimento che con la lingua», e «un uomo senza grazia è pari a …

“Quella “salva-inquisiti” abolita dalla piazza”, di Filippo Ceccarelli

Ah, l´immunità parlamentare di una volta, sospirano nel centrodestra almanaccando possibili surrogati del Lodo Alfano appena bocciato dalla Corte costituzionale. Ecco, sono giusto 16 anni da quando, con legge costituzionale e voto pressoché unanime delle Camere, venne fortemente limitata quella specie di inviolabilità che oggi il centrodestra intende riproporre agli italiani. E ancora una volta c´è da dire che gli esercizi di memoria risultano, oltre che utili, assai sorprendenti. Era l´ottobre del 1993, al culmine di Mani Pulite: per la classe politica la riforma di quel vecchio istituto apparve in verità, prima che un atto dovuto, una scelta di sopravvivenza. A settembre, per due soli voti, era stata negata l´autorizzazione all´arresto dell´ex ministro della Sanità De Lorenzo, esito che spinse il presidente della Repubblica Scalfaro a confessare che quel giorno aveva avuto la tentazione di sciogliere il Parlamento. E´ singolare come tutto si dimentichi, a partire dagli eventi sgradevoli. Le reti televisive berlusconiane stavano con Di Pietro; la Lega esibiva cappi e capestri in aula; in primavera un gruppo di missini, indossando irridenti t-shirt sui …

«Per non piangere altri morti. Messina, errori da non rifare», di Marco Laudonio

28 morti, 7 dispersi, 564 sfollati. Siamo arrivati al giorno dei funerali di Stato per i morti dell’alluvione di Messina ma dietro al dolore è sul crinale che divide il governo dall’opposizione che dobbiamo constatare come chi ha la maggioranza non stia arretrando minimamente da quell’impostazione di abbandono del territorio che ci ha portato a piangere i morti per colpa dell’incuria, del taglio dei fondi dalla difesa del suolo, dell’indifferenza per le norme applicate in tutta Europa, per l’incoraggiamento dell’abusivismo, per la pervicacia con cui si ostina a destinare tutti i fondi al ponte sullo stretto, per il disarmante scaricabarile tra Ministero dell’Ambiente, Regione Sicilia ed enti locali su ciò che si poteva o si doveva fare per evitare questa tragedia annunciata. A volte per salvare delle vite basta la memoria, come quella che dovrebbe far ricordare le alluvioni negli anni passati, come quella avvenuta a Scaletta Zanclea addirittura nel 1957 con dinamiche simili e segnalataci da Giancarlo Ba o quella di soli due anni fa. A volte per salvare delle vite basta applicare le …

«Graduatorie dei precari: il Tar commissaria la Gelmini», di Salvo Intravaia

Provvedimento inedito in seguito ai ricorsi dei supplenti penalizzati. Il Tribunale del Lazio dà 30 giorni di tempo al ministero per eseguire le ordinanze Il Tar Lazio commissaria il ministro Gelmini sulle graduatorie dei precari. E’ la prima volta che accade, ne dà notizia l’Anief che ha patrocinato i ricorsi dei supplenti inseriti “in coda”, anziché “a pettine”, nell’ultimo aggiornamento delle liste dei supplenti. Se entro 30 giorni il ministero non darà esecuzione alle ordinanze del tribunale amministrativo a viale Trastevere arriverà un commissario che si dovrà occupare della questione. Intanto, sulla vicenda il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato l’emanazione di un provvedimento ad hoc che “sana” l’intera questione. Ma il Tar ricorda che eludendo le ordinanze cautelari il ministero ha aggirato la Costituzione e lo ha condannato al pagamento delle spese a favore degli insegnanti danneggiati. Il braccio di ferro sulle graduatorie dei precari della scuola, che interessano 500 mila insegnanti, rischia di fare scoppiare l’ennesimo caso politico sulla scuola. E di fare precipitare nel caos l’avvio dell’anno scolastico. Alla luce dei provvedimenti del …

«Pagelle e mobilità obbligatoria. Statali, via alla riforma Brunetta», di Felicia Masocco

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libero definitivo alla manovra Brunetta, ultimo di una serie di provvedimenti che insegue l’obiettivo di una maggiore efficienza e qualità nella pubblica amministrazione anche attraverso la lotta ai fannulloni che, va da sé, non può che essere condivisa. Per il premier Berlusconi e per il ministro Brunetta che l’hanno presentata, «è una rivoluzione » (l’ennesima) che renderà il paese più «moderno». Mobilità territoriale obbligatoria per i dipendenti, sanzioni anche penali per i fannulloni, licenziamento per gli assenteisti. Per i critici, la Cgil in primis, è però un’occasione persa visto che riconsegna gli uffici pubblici ai politici di ogni ordine e grado, cui si concede ampia discrezionalità nel fare e disfare, mentre alcune misure riguardano una platea ristretta di dipendenti. RESTAURAZIONE Un esempio: il merito. È un perno della “rivoluzione”, incentivarlo significa più produttività individuale. Il meccanismo che si introduce è questo: non più di un quarto dei dipendenti di ogni amministrazione potrà beneficiare del trattamento accessorio nella misura del 50%. Ovviamente chi non viene giudicato meritevole, non …