“I lavoratori in piazza per dire no al razzismo”, di Pietro Soldini*
L’adesione della Cgil. Una protesta popolare gioiosa per chiedere riforme profonde: una sanatoria contro il lavoro nero, diritto di voto, cittadinanza. Il razzismo è allo stesso tempo spia, prodotto e risposta ad una profonda crisi sociale, politica e culturale. La sua ormai innegabile presenza in Italia rappresenta l’allarme più grave per la nostra convivenza civile. Un allarme che riguarda tutti. Perché il razzismo è istituzionale (di chi governa e amministra) è mediatico, è popolare. E c’è anche un razzismo militante sempre più disinvolto e aggressivo, che produce una enorme quantità di vittime e intimidisce anche i settori più sani della società. La Cgil, che ha avvertito da tempo questo allarme, nei mesi scorsi ha lanciato la campagna«Stesso sangue stessi diritti». Ne è seguita un’altra («Non aver paura») che abbiamo svolto assieme ad associazioni di diversa ispirazione laico-religiosa, la più ampia coalizione trasversale che io ricordi nella storia dell’associazionismo democratico del nostro Paese. Abbiamo mobilitato energie e risorse nelle città e nei territori,ma abbiamo anche dovuto misurarci con contraddizioni e indifferenza. All’opposto, l’azione del Governo in …
