Anno: 2010

«Per i terremotati in hotel la «villeggiatura» è finita», di Jolanda Bufalini

Da oggi gli hotel dell’aquilano che ospitano gli sfollati non forniranno più pasti, non cambieranno la biancheria e non puliranno più le stanze. Chiodi rassicura sui pagamenti, ma le promesse non bastano. «Siamo tutti aquilani e tutti terremotati», dice Mara Quaianni, «e ci dispiace molto, loro non hanno colpa», aggiunge riferendosi ai concittadini che vivono negli hotelda sfollati. «Purtroppo non abbiamo altro modo per far valere le nostre ragioni». Da oggi gli albergatori de L’Aquila non forniranno la pulizia, il cambio della biancheria, e non serviranno i pasti. «Nonostante le rassicurazione del commissario Chiodi, ad oggi non risultano pervenute le nostre spettanze, ovviamente, non appena riceveremo quanto dovuto, riattiveremo i servizi che abbiamo garantito, con grandi sacrifici sin dall’inizio del post-sisma», dice ancora la signora Quaianni, che è vice presidente di Federalberghi e che si vede costretta a snocciolare l’elenco delle inadempienze della Sge, la struttura per la gestione dell’emergenza: «A settembre abbiamo avuto un acconto sul mese di gennaio e un saldo del 25% su settembre». Niente soldi per gli albergatori, niente per i …

«Dopo tante parole tutto come prima», di Irene Tinagli

Desta scalpore lo stop alla riforma dell’Università dato dalla Commissione Bilancio. Fa discutere sia perché questa riforma è stata sempre presentata dal governo come uno dei perni della sua azione innovatrice, sia perché mette in mostra le contraddizioni di un rimpallo di responsabilità e di uno scarso coordinamento tra vari ministri. Ma non erano proprio il ministro Tremonti e la Gelmini che non molto tempo fa ci rassicuravano che le risorse per la riforma dell’Università c’erano? Insomma, questa riforma ha assunto ormai un significato politico molto forte: il suo slittamento a fine anno sarebbe un duro colpo all’immagine del governo, in una fase peraltro molto delicata. Ma mentre tutti riflettori sono sullo slittamento, poche riflessioni sono condotte su ciò che è alla base di questo rinvio e le sue implicazioni non tanto per la tenuta del governo, ma per la riforma stessa e l’Università. La riforma infatti è stata bloccata dalla Commissione Bilancio per la mancata copertura finanziaria di 23 dei 26 articoli del provvedimento. Di fatto però a far saltare la copertura è un …

«Il Paese dei dottori laureati al parcheggio», di Umberto Eco

La classica laurea quadriennale italiana, con una tesi finale che talora (anche se non sempre) poteva tener testa alle tesi di PhD di altre università, era un unicum italiano. Negli altri paesi in genere c´è un primo corso triennale alla fine del quale si prende, come in Francia, una license o come nei paesi anglosassoni un BA, o baccellierato. Poi si può fare quello che in America si chiama master (ma non è esattamente quello che è ora un nostro master) e, per chi ha una vocazione alla ricerca, il PhD alla fine del quale, e solamente alla fine del quale, si viene nominati Dottore (lasciamo da parte i dottorati francesi di vari cicli perché c´è da perderci la testa). Essere Dottore, in America, è così importante, che in certe situazioni formali, per onorare uno studioso, non lo si chiama “Professor” Smith bensì “Doctor” Smith. Il Professor può essere anche un laico assunto a contratto, il Doctor ha conseguito il massimo titolo accademico. Non vi dico i guai quando un nostro laureato andava a proseguire …

Dichiarare senza prevenire, qual è il mestiere di Maroni?

Difficile vigilia della manifestazione romana. Il Pd: l’ordine responsabilità del governo Dopo la debàcle di Genova, il Viminale mette le mani avanti sul corteo Fiom Il corteo della Fiom di domani come Italia-Serbia di martedì sera? Il ministro dell’interno, Roberto Maroni, mette le mani avanti in vista del corteo organizzato dalla Fiom e sembra voler scaricare ogni responsabilità sul servizio d’ordine del sindacato. In studio ospite di Porta a Porta, il leghista infatti si è abbandonato a dichiarazioni preoccupanti: «Il rischio di infiltrazioni nel corteo della Fiom è elevato, come hanno detto anche le analisi dei nostri servizi, ma la nostra attenzione sarà massima. Il rischio è che alcuni gruppetti, non certo le 20 o 40mila persone che sfileranno pacificamente, staccandosi vadano a spaccare vetri. L’occasione è troppo ghiotta per l’infiltrazione nella manifestazione anche da parte di gruppetti stranieri». E ancora: «Incontrerò i responsabili della Fiom e sono certo che, essendo questo un grande sindacato, eviteranno con il loro servizio d’ordine che gruppetti di violenti possano fare danni». Uno scaricabarile in piena regola, che ha …

«Maggioranza in agonia», di Massimo Giannini

Il processo di “balcanizzazione” del centrodestra compie un ulteriore salto di qualità. In un solo giorno si moltiplicano gli strappi sul già logoro tessuto politico che dovrebbe tenere insieme il governo per l´intera legislatura. In Parlamento Schifani e Fini rompono sulla legge elettorale. A Palazzo Chigi i ministri rompono con Tremonti sulla finanza pubblica. Al Senato il Pdl rompe con se stesso sul Mezzogiorno. Tre indizi, stavolta, fanno una prova: questa maggioranza non regge più. Eppure, proprio mentre agonizza, il «berlusconismo da combattimento» diventa più dannoso. Lo dimostra l´ultimo blitz sulla bugiarda «riforma della giustizia» in arrivo: una norma che prevede l´obbligo per la Consulta di deliberare con una maggioranza dei due terzi in tutti i casi in cui si giudichi l´incostituzionalità su una legge. Un´altra misura eversiva: limiterebbe drasticamente l´autonomia dei giudici e squilibrerebbe una volta di più il bilanciamento dei poteri. Un´altra norma ad personam: per il passato, avrebbe impedito la bocciatura del vecchio Lodo Schifani, e per il futuro potrebbe impedire la bocciatura del nuovo Lodo Alfano. C´è solo da sperare che, …

«Il riconteggio «premia» la Bresso. La Lega: si mette male per la democrazia», di Elsa Muschella

«Tolti» a Cota 12 mila voti, vinse di 9.372. L’ex governatrice: «riproclamazione» la via giusta. I legali del presidente in carica: prima del ricorso aspettiamo Consiglio di Stato MILANO – Per scaramanzia, ancora non lo dice ufficialmente. Però Mercedes Bresso sa già come finirà il riconteggio delle schede in Piemonte: «Avevo ragione io». Al traguardo manca Torino, tutte le altre sette province hanno portato a termine un calcolo che, in via ufficiosa, per ora conferma quanto lei sosteneva da tempo. Ovvero: Roberto Cota – che il 28 ed il 29 marzo aveva conquistato la poltrona di governatore per 9.372 voti di differenza – starebbe per perdere la sfida delle carte bollate, avendo lasciato sul campo circa 12 mila di quei 15.179 voti delle liste «Consumatori» e «Al centro con Scanderebech» che hanno infiammato la lunga battaglia tra leghisti e democratici per la presidenza della Regione e per i quali il Tar ha disposto la verifica. E adesso è il Carroccio a temere la perdita di un fortino considerato ormai conquistato. Lo dimostra Umberto Bossi in …

«Manovra senza soldi. La vota mezzo governo», di Bianca Di Giovanni

Il governo vara la legge di stabilità: un solo articolo e le tabelle. Tremonti annuncia nuovi fondi all’Università nel decreto di fine anno. Molti ministri assenti: i più critici Bondi e Galan. Arriva la nuova legge Finanziaria, ribattezzata di «stabilità»: un solo articolo e molte tabelle già scritte con la manovra di metà anno. Nulla di nuovo: ancora solo tagli e investimenti zero sullo sviluppo. L’Italia resta ferma, paralizzata sotto la scure dell’ultima manovra, che prevedeva 12 miliardi di risparmi l’anno prossimo e 24 quello successivo. In gran parte a carico degli enti locali. Un vero salasso. Ma accanto all’allarme conti stavolta c’è anche la forte instabilità politica a pesare, con un fronte anti-Tremonti che si concretizza in consiglio dei ministri. Per di più c’è anche l’ultimo incidente diplomatico che fa infuriare i parlamentari. La manovra viene varata prima che il Senato abbia dato il suo ok al Dpef (oggi chiamato Dfp), documento propedeutico alla Finanziaria. Insomma, un pasticcio politico-istituzionale, con pochi soldi e molta tensione. Giulio Tremonti prova ad allargare l’orizzonte: annuncia da subito …