Anno: 2010

"Al vaglio del governo una S.p.A. per migliorare la gestione delle scuole", di A.G.

La soluzione ai problemi di gestione della scuola italiana? Potrebbe risiedere in una ‘Società per azioni’, finalizzata specificatamente a migliorare l’assistenza strutturale e l’organizzazione generale dei circa 42.000 edifici scolastici italiani e delle oltre 10.000 dirigenze. A sostenerlo, domenica 10 ottobre, è un servizio di un quotidiano economico nazionale, che avrebbe a sua volta pubblicato delle indiscrezioni su un innovativo studio del Governo. Secondo quanto riportato, la S.p.A. non si limiterà alla gestione delle infrastrutture (di competenza per legge dei Comuni, per quanto riguarda gli istituti che ospitano corsi dalla scuola d’infanzia fino alle medie, e delle province per tutte le scuole superiori), ma si occuperà anche di servizi aggiuntivi come il sostegno agli studenti e la qualificazione del personale.Alla ‘Società per azioni’ sarebbe quindi conferita la proprietà degli immobili ed il rendimento sarebbe garantito dal canone di locazione, sostenuto da Comuni e Province. Teoricamente anche gli enti previdenziali potrebbero entrare nel capitale della Spa, cui potrebbe essere assegnata una parte dei finanziamenti destinati dal Cipe all’edilizia scolastica per la messa in sicurezza degli edifici …

La giustizia "sotto il trono", di Carlo Federico Grosso

Il tema giustizia è al centro dell’attenzione riformatrice del capo del governo. Le riforme pensate riguardano peraltro, in larga misura, temi che poco hanno a che fare con l’obiettivo di efficienza che dovrebbe essere prioritario. Mi riferisco non soltanto ai progetti che salvaguardano il premier dai suoi processi, come il lodo Alfano, ma soprattutto a quelli finalizzati a «riequilibrare», così si dice, i poteri dello Stato, assicurando una protezione generalizzata alla politica contro le iniziative giudiziarie: articolato sistema di immunità, indebolimento del Csm, rafforzamento dell’ingerenza dei partiti nella gestione della magistratura, limitazioni dell’indipendenza di pubblici ministeri e giudici. In questa prospettiva, ancora in questi giorni, si è parlato di sdoppiamento del Csm, d’incremento della componente di nomina politica dei suoi membri, di separazione delle carriere, di ribaltamento dei poteri fra procure e polizia giudiziaria nella conduzione delle indagini. Io sono in larga misura critico di fronte a questo «nuovo». E sono critico, soprattutto, nei confronti delle ventilate riforme costituzionali «di struttura», che finirebbero per assicurare molta impunità alla politica, ma sicuramente poca giustizia rapida ed …

Napolitano: «Gli incidenti causati da inaccettabili superficialità e negligenze», di Jolanda Buffalini

«È doveroso rendere omaggio alla memoria dei caduti sul lavoro». Non è forse casuale la solennità delle parole usate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parole che di solito si usano per i caduti in guerra, nel messaggio all’Anmil nella giornata dedicata alla sicurezza sul lavoro. Parole non casuali perché i numeri sono quelli di una guerra: tre persone sono morte ogni giorno in Italia, feste e domeniche comprese, nel 2009, mentre stavano lavorando. Napolitano esprime anche solidarietà a «coloro che hanno sacrificato la salute e la propria integrità fisica, alle famiglie, alle comunità» di chi ha subito danni e lutti. E, nel messaggio del Capo dello Stato, si denunciano – nonostante i «progressi che hanno contribuito a contenere il fenomeno » – «inammissibili superficialità e gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori». La tutela della sicurezza dei lavoratori, aggiunge Napolitano «è un valore primario non solo del singolo lavoratore ma di tutta la collettività». E chiede «una politica sistematica e continua di prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro, ispirata alla …

"Cara Tv, dacci la nostra ansia quotidiana", di Ilvo Diamanti

La tragedia privata di Sarah Scazzi, esibita in pubblico in tv da “Chi l´ha visto?” e proseguita su “Linea notte”, mercoledì scorso, ha sbancato l´auditel. Oltre 4 milioni di spettatori. Un trionfo di pubblico e di critica. Nonostante le polemiche violente.Il delitto della giovane Sarah Scazzi ha suscitato sgomento. Per come è stato consumato. Ma anche per come è stato scoperto e comunicato. In diretta tv, presenti – e protagoniste – la madre, la zia e la cugina (di Sarah). Rispettivamente: moglie e figlia dell´assassino. A casa dell´assassino. La novità è che lo spettacolo del dolore, stavolta, non solo è avvenuto in diretta. Ma è stato predisposto prima – per quanto in modo inconsapevole. I protagonisti della tragedia erano presenti sulla scena del crimine, davanti alle telecamere. “Prima” del colpo di scena. Così questa tragedia privata, esibita in pubblico, trasmessa da “Chi l´ha visto?” e proseguita su “Linea notte”, mercoledì scorso, fino a notte inoltrata, ha sbancato l´auditel. Oltre 4 milioni di spettatori. Facendo balzare lo share, in pochi minuti, dal 10% al 33%. Un …

Guardiamo al futuro. Dieci proposte per la scuola di domani

Gli obiettivi di Europa 2020 chiedono a tutti gli Stati membri di promuovere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile. Per il futuro dell’Italia, per tornare ad avere alti tassi di occupazione, produttività e coesione sociale, dobbiamo raggiungere un risultato molto concreto: dimezzare il nostro tasso di dispersione scolastica e triplicare il numero di laureati. Solo se sapremo investire sui saperi, scommettendo sulla qualità del capitale umano del nostro Paese e su una società della conoscenza diffusa, potremo tornare a crescere. Il rapporto annuale 2009 dell’ISTAT, fa emergere un vero e proprio allarme educativo. L’Italia ha un primato negativo in Europa: 2 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni non sono né a scuola, né al lavoro; vivono una condizione di vuoto a grandissimo rischio. Il tasso di abbandono scolastico è del 22%: il 12,2% degli iscritti al primo anno della scuola superiore abbandona definitivamente la scuola, il 14% al Sud. I livelli di istruzione della popolazione italiana sono troppo bassi: soltanto il 12,8% della popolazione è in possesso di una laurea, il …

«Obama e il suo maestro Mandela. "Il tuo esempio è la mia speranza"», di Barack Obama

Uno era il prigioniero più famoso del mondo. L’altro uno studente universitario che scopriva la politica. Ora l’ex allievo rende omaggio al maestro nella nuova biografia dell’uomo che liberò i neri dalla segregazione. Repubblica.it ne anticipa un brano COME tanti altri al mondo, ho conosciuto Nelson Mandela da lontano, quando era imprigionato a Robben Island. Per molti di noi lui era più di un uomo: era un simbolo della lotta per la giustizia, l’uguaglianza e la dignità in Sudafrica e in tutto il pianeta. Il suo sacrificio era così grande da incitare ovunque le persone a fare tutto ciò che era in loro potere per il progresso dell’umanità. Nel più modesto dei modi, sono stato uno di coloro che hanno cercato di rispondere al suo appello. Ho cominciato a interessarmi di politica negli anni del college, unendomi alla campagna di disinvestimento e per la fine dell’apartheid in Sudafrica. Nessuno degli ostacoli personali che mi trovavo ad affrontare come giovane uomo era paragonabile a quello che le vittime dell’apartheid vivevano ogni giorno. E potevo solo immaginare …

"Il dissesto del suolo costa 213 miliardi", di Valeria Uva

Un’emergenza continua che ci è costata 213 miliardi di euro. Questo è il conto – attualizzato ai valori 2009 – che abbiamo pagato dal dopoguerra a oggi per tamponare e rincorrere le mille fragilità del suolo italiano, dai terremoti alle frane, dalle alluvioni alle esondazioni. A fare i conti con una fotografia dei costi del dissesto stavolta sono i geologi, addetti per mestiere alla valutazione (e alla prevenzione) del rischio. Il nuovo centro studi dell’Ordine, guidato da Pietro De Paola, ha aggiornato la mappa delle emergenze in Italia, ha incrociato per la prima volta i dati statistici sulle presenze sul territorio con le carte del rischio sismico e idrogeologico, ha rastrellato e attualizzato i mille rivoli in cui dal dopoguerra a oggi si sono incalanati gli stanziamenti pubblici per fronteggiare le emergenze, dall’alluvione di Firenze del 1966 al terremoto in Abruzzo. Il dato più significativo è proprio quel conto finale: 213 miliardi per la ricostruzione e il risanamento dopo le emergenze, spesi dal 1944 al 2009. Di questi, 161 a coprire i danni da terremoti …