Anno: 2010

"Fabbrica Italia: Dopo 6 mesi non c'è nulla", di Rinaldo Gianola

Sono passati quasi sei mesi da quando Sergio Marchionne annunciò a Torino il lancio dell’ambizioso progetto “Fabbrica Italia”. Un piano che prevedeva, entro il 2014, la realizzazione di investimenti per 20 miliardi di euro in Italia, il raddoppio della produzione nazionale da 650mila a 1,4 milioni di vetture, 10 nuovi modelli e il restyling di altri 6 vetture. Ad oggi “Fabbrica Italia” è ferma, non è stato investito un euro. Governo, sindacati e dipendenti non sono a conoscenza di quali modelli saranno prodotti nei vari stabilimenti italiani, nè sanno quando il piano vero e proprio potrà partire. Questa situazione di stallo è preoccupante e delude anche quei sindacati che più si erano spesi per comprendere e raccogliere le esigenze organizzative e produttive del gruppo. Ieri, dopo l’incontro tra la Fiat e i sindacati dei metalmeccanici, persino il segretario della Uilm, Rocco Palombella, ha ammesso la sua delusione perchè «la Fiat non ha presentato il piano di investimenti stabilimento per stabilimento». Anche ieri la Fiat invece di mettere sul tavolo modelli, fabbriche, numeri, ha usato le …

"ll pendolo mafioso", di Alberto Cisterna*

Il 2010 ha assunto i contorni dell’annus horribilis per la città di Reggio. Mai la ’ndrangheta aveva mostrato una simile volontà di aggressione verso le istituzioni. Certo non erano mancati i gesti eclatanti, anzi l’efferatezza di talune azioni era una sorta di macabro logo delle cosche calabresi. Pochi lo ricorderanno, ma nelle faide degli Anni 80 erano stati deliberatamente uccisi persino bambini di pochi anni colpevoli solo di un cognome o di una parentela. Per non parlare della barbarie dei 180 sequestrati dall’Anonima. Eppure c’è qualcosa di incolmabile tra la strage di Duisburg del 2007, con sei giovani cadaveri nelle strade tedesche, e gli eventi di Reggio del 2010. Quello era l’ennesimo episodio di una guerra tra cosche iniziata molti anni prima, la fiamma di un rogo in cui si fronteggiavano uomini resi implacabili dagli enormi profitti della cocaina. Mentre a Reggio da gennaio, ossia dal primo attentato all’ufficio retto da Di Landro, sembra in scena una trama diversa, quasi che all’impeto delle armi si sia sostituita la logica del logoramento, l’opzione per un conflitto …

"Ricercatori, ancora alla porta", di Enrico Campofreda

A colloquio con Manuela Ghizzoni, deputata del Partito democratico, che segue alla Camera l’iter di approvazione del decreto Gelmini. Tra i punti deboli la carenza di fondi: «Mancano 1,35 miliardi di euro». L’accelerazione che il governo, tramite il ministro dell’Istruzione Gelmini, voleva dare all’approvazione della Riforma universitaria ha incontrato un primo ostacolo nella riunione dei capigruppo della Camera. La discussione parlamentare è slittata di dieci giorni e la votazione avverrà, come ha sottolineato il presidente Fini, al termine della sessione bilancio che parte a metà novembre. Ad accogliere queste novità con una certa soddisfazione i ricercatori dei comitati in lotta dei vari atenei che considerano il rallentamento frutto della propria mobilitazione. Un’agitazione che ha iniziato a ricevere il conforto di professori anche ordinari, di qualche rettore, e degli studenti che pure si troveranno a vivere il disagio di blocchi e ritardi della didattica. La difesa dell’università pubblica e del diritto allo studio generalizzato è il bene comune che unisce docenti e discenti. Manuela Ghizzoni, deputato Pd e lei stessa ricercatrice, sta seguendo nella VII Commissione …

Università: Ghizzoni (Pd), nessun calendario alternativo La maggioranza ascolti nostre proposte

“La conferenza dei capigruppo della scorsa settimana ha previsto l’inizio del dibattito in aula del Ddl Gelmini per il prossimo 14 ottobre: non esiste al momento nessun altro calendario alternativo”. Lo afferma la capogruppo Pd nella commissione Cultura, Manuela Ghizzoni, la quale aggiunge: “I 600 emendamenti depositati, metà dei quali a firma della maggioranza, dimostrano che il disegno di legge ha bisogno di importanti modifiche e di risorse, sulla cui entità avremo certezza solo con l’imminente legge di stabilità. I pareri favorevoli espressi dal relatore alle nostre proposte di modifica agli art. 1 e 2 del provvedimento, discussi oggi in commissione, riguardano questioni marginali. Andando avanti nella discussione – conclude la deputata democratica – ci aspettiamo una maggiore apertura alle nostre proposte”.

"L’ultimo anatema sulla scienza maligna", di Miriam Mafai

Si chiudano dunque i laboratori. Dietro ogni scienziato chino sulle sue provette è riconoscibile il Maligno. In particolare quando lo scienziato si permetta di indagare su quello che per millenni è stato un mistero imperscrutabile, il mistero della procreazione. Questo era e resta il giudizio della Santa Sede. Questo è il giudizio della Santa Sede anche nel momento in cui a Robert Edwards viene conferito il premio Nobel per la medicina. Ma, se la Santa Sede protesta, centinaia di migliaia di donne saluteranno con soddisfazione questo riconoscimento al medico che ha regalato loro la gioia della maternità. Robert Edwards è infatti lo scienziato inglese che, nel 1978, dopo un lungo periodo di ricerca e di tentativi, è riuscito, per la prima volta a far incontrare in provetta uno spermatozoo e un ovulo. Da quell’incontro nasceva Louise Brown. Oggi Louise è una giovane donna, sana e felice, che ha dato vita, in modo naturale, ai suoi bambini. E in tutto il mondo, grazie al lavoro di Edwards vivono, sani e felici, centinaia di migliaia di bambini …

Un ministro tutto casa e bottega

Paolo Romani è il nuovo ministro per lo Sviluppo economico. Dopo 5 mesi di vacanza istituzionale, Berlusconi affida ad un amico un ministero fondamentale per superare la crisi. Siamo all’apice del conflitto d’interessi. Centocinquantaquattro giorni e poche ore per nominare il ministro dello Sviluppo economico dopo l’abbandono di Scajola. Tanto tempo è servito a Berlusconi per decidere se abbandonare l’interim ad un dicastero fondamentale per la ripresa economica. La scelta è ricaduta su Paolo Romani che già occupava il ruolo di sottosegretario nello stesso ministero. Alle ore 19 dopo vari annunci e conseguenti smentite, finalmente si è avuta la certezza che Paolo Romani è il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Nel gelo politico, dopo quanto avvenuto per la precedente nomina del ministro Brancher, Napolitano ha ricevuto Romani per la firma e il giuramento sulla Costituzione. Come era facilmente prevedibile la scelta è ricaduta su chi potesse garantire maggiormente gli interessi del premier e non della ripresa economica del Paese. Nel ruolo di sottosegretario con la delega alle Comunicazioni, Romani si era già messo in luce …

"L'umiliazione di Pompei", di Sergio Rizzo

L’area archeologica in abbandono. Non passa giorno senza che qualcuno ci ricordi come l’Italia custodisca la maggior parte dei beni artistici e archeologici del pianeta. Ma meritiamo davvero un simile onore? Il dubbio sorge, osservando quello che accade a Pompei. Da tempo il Corriere del Mezzogiorno sta documentando lo scempio di alcuni «restauri » a base di colate di cemento e l’incuria che regna nell’area immensa degli scavi. Con la protesta montante attraverso i social network, come sta a dimostrare il record di adesioni a una pagina di Facebook che si chiama «Stop killing Pompei ruins». Al punto che viene da chiedersi: ma se quel tesoro ce l’avessero gli americani, oppure i francesi o i giapponesi, lo tratterebbero allo stesso modo? Il fatto è che quell’area archeologica unica al mondo è purtroppo il simbolo di tutte le sciatterie e le inefficienze di un Paese che ha smarrito il buon senso e non riesce più a ritrovarlo. O forse semplicemente non vuole, affetto da una particolare forma di masochismo. Che però ha responsabili ben precisi. «Le …