Anno: 2010

"La Cgil propone un sistema a due pilastri per gli ammortizzatori sociali", di Giorgio Pogliotti

Semplificare gli ammortizzatori sociali per estendere la copertura alla platea di lavoratori priva di tutele. È l’obiettivo della proposta presentata dalla Cgil che punta ad un sistema pubblico universale fondato su due istituti – la cassa integrazione e la disoccupazione – senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro. «Intendiamo garantire i molti giovani, precari, donne, migranti, che non sono inclusi dall’attuale sistema – spiega il leader della Cgil, Guglielmo Epifani – con una riforma da realizzare in modo graduale, sostenibile dal punto di vista finanziario». La proposta della Cgil prevede la riduzione degli attuali sette strumenti normativi a due, la Cig e l’indennità di disoccupazione, con aliquote unificate per tutte le qualifiche (esclusi gli apprendisti), con la razionalizzazione dei modelli di contribuzione che passerebbero dai 24 attuali a 6. Resterebbe una differenziazione per le imprese fino a 15 dipendenti (aliquote più basse) e l’industria ed edilizia (aliquote cig maggiorate). La riforma a regime assicurerà una copertura al 73,3% dei lavoratori a differenza dell’attuale 50,5%, aumentando la platea …

"Scuola, settimana di passione a Roma. la maestra di matematica insegna inglese", di Simona De Santis

«Così il tempo pieno non funziona». I genitori della scuola primaria Principe di Piemonte hanno le idee chiare. «Servono due insegnanti e la compresenza delle maestre per 4 ore alla settimana». Perché? «Altrimenti non parliamo più di tempo pieno, ma di “spezzatino” delle cattedre». In attesa della manifestazione indetta, venerdì 8 ottobre, da tutte le componenti del mondo della scuola, iniziano le prime proteste: Il Comitato dei genitori e insegnanti 49esimo Circolo Didattito ha scelto di manifestare lunedì, alle 17, davanti al ministero dell’Istruzione. I tagli al personale docente, continuano le famiglie del Comitato, provocano un «valzer» delle insegnanti che «non garantisce la continuità didattica» e «snatura il tempo pieno». VALZER DELLE MAESTRE – Una situazione comune a moltissimi istituti. «Se cambiano continuamente le maestre – denunciano i genitori della Principe di Piemonte – non si rispetta il giusto equilibrio educativo e didattico per la costruzione di un rapporto forte tra insegnante e alunno, per attuare attività di laboratorio e recuperare i bambini con difficoltà di apprendimento». Quello che il Comitato dei genitori chiama «valzer» …

"Senza libertà di insegnare non c'è scuola", di Michele Ainis

Oggi cade la Giornata mondiale dell’insegnante, istituita dall’Unesco nel 1994. Una buona occasione per riflettere sul destino della scuola, tanto più alla vigilia del federalismo scolastico, annunciato dalla Bozza di Accordo fra governo, regioni e enti locali del 29 luglio scorso. Ma sta di fatto che i mali della scuola sono gli stessi della società italiana. Uno su tutti: l’eccesso di diritto. E infatti consultando la banca dati del Parlamento s’incrociano 112 provvedimenti legislativi in materia d’istruzione, con una media di 8 nuove leggi l’anno. Questo fiume normativo non scorre senza conseguenze sul nostro vissuto collettivo: genera un effetto di disorientamento, se non di smarrimento, che ha preso alla gola la comunità scolastica al pari di tutta la comunità italiana. Siamo talmente immersi nell’ansia di governare l’ultima riforma, che non sappiamo più nemmeno cosa abbiamo riformato. E allora, prima d’interrogarci sul federalismo prossimo venturo, è bene partire dalle categorie fondamentali, per mettere un po’ d’ordine, per aggrapparci a qualche punto saldo. O il federalismo scolastico saprà valorizzare i fondamenti della nostra convivenza, oppure sarà come …

Università, da Pd pacchetto emendamenti per contenere danni e valorizzare i ricercatori

Ghizzoni:risorse adeguate a media Ocse, tutele per precari, in cattedra in 6 anni. “Il partito democratico ha presentato un pacchetto di emendamenti al ddl università volto a contenere i danni di una riforma profondamente sbagliata perché inserita in una logica di tagli, lesiva dell’autonomia degli atenei, che non garantisce le legittime aspettative di chi già lavoro nelle università e chiude le porte ai giovani. La verità è che con questa legge si rischia di perdere un’intera generazione di talenti che ha già pronte le valigie per andare all’estero dove verrebbe valutata solo per il proprio valore scientifico. I nostri emendamenti prevedono che l’Italia raggiunga il livello medio Ocse di investimenti per il sistema universitario; che il 50% dei finanziamenti agli atenei sia ripartito secondo i risultati conseguiti; che i meccanismi per garantire il diritto allo studio tengano insieme merito e reddito; che ai giovani precari sia attivato un contratto di lavoro con adeguate tutele sociali; che si possa entrare in cattedra dopo 6 anni di esperienza come ricercatore a tempo determinato; che sia istituito una …

Nobel per la medicina al padre della fecondazione in vitro

Il premio Nobel per la Medicina 2010 è stato assegnato al britannico Robert Edwards, padre della fecondazione in vitro. Lo ha annunciato il comitato per il Nobel a Stoccolma. L’85enne Edwards, assieme a Patrick Steptoe, che è morto nel 1988, ha sviluppato la tecnica IVF, con la quale è stata resa possibile la fecondazione degli ovuli in vitro, per poi essere reimplantati nell’utero. Robert Edwards ha ricevuto il prestigioso riconoscimento «per lo sviluppo del trattamento della fecondazione umana in vitro. Le sue scoperte hanno reso possibile il trattamento della sterilità che colpisce un’ampia porzione dell’umanità e più del 10% delle coppie nel mondo», ha precisato il comitato in un comunicato. Il ricercatore è all’origine della nascita del primo «bebè in provetta», Louise Joy Brown, nel 1978. L’Unità 04.10.10 ****** Il Nobel per la medicina a Edwards IIl britannico premiato per le sue ricerche sulla fertilità in vitro Il padre della fecondazione in provetta, il britannico Robert Edwards, è l’unico vincitore del Nobel per la medicina 2010. Nella motivazione del riconoscimento assegnato Robert G. Edwards, pioniere …

La litania del disco rotto

Dalla festa del Pdl, Berlusconi attacca tutto e tutti nel monologo “dell’amore”. Bersani: “La sua risposta ai problemi del Paese è un comizio datato 1994 con l’aggiunta di sedici anni di assoluta inconcludenza e di aggressione ai capisaldi costituzionali”. Che si trattasse della Festa del Pdl era chiaro solo per i manifesti. Quando parla Berlusconi non è mai festa a meno che non si limiti all’auto celebrazione attraverso barzellette di pessimo gusto. Anche il suo ultimo dibattito, monologo dal palco allestito nel Castello Sforzesco di Milano si è dimostrato un vecchio e rovinato disco rotto che va avanti dal 1994. Un attacco continuo e senza pudore contro tutte le istituzioni democratiche e la magistratura rea di aver rovesciato la sovranità popolare. Il discorso è vecchio: Berlusconi attacca direttamente l’ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, poi la magistrutra perché “in Italia la sovranità è stata trasferita dal popolo ai pubblici ministeri”, quindi passa a Fini e finiani che lo hanno tradito e a Napoli dove non sapendo dare una spiegazione dell’ennesimo fallimento del suo governo …

Novi, Ghizzoni: “A fianco delle donne immigrate per cambiare”

La deputata Pd: “Riprendere il cammino che, nella passata legislatura, aveva portato alla Carta dei Valori voluta da Giuliano Amato che sanciva l’uguaglianza tra uomo e donna”. «Il brutale assassinio di Begm Shnez e il grave ferimento della figlia ci lascia tutti sgomenti. In questo momento il nostro pensiero va a Nosheen, che combatte tra la vita e la morte in un letto d’Ospedale, e alla vita spezzata di sua madre, uccisa da una violenza brutale che non ha, e non avrà mai, nessun tipo di giustificazione. Prima che culturale o religiosa questa è violenza sulle donne, che trova la sua causa nel mancato riconoscimento, da parte dell’assassino, dei diritti inalienabile della donna alla libertà e a decidere in autonomia. Episodi così tragici ci ripropongono ancora una volta il tema difficile di come realizzare l’integrazione culturale e sociale con alcuni componenti delle comunità pakistane, fortemente legati alla mentalità patriarcale. È noto che le radici di questa mentalità hanno origine dal sistema delle caste chiuse e da un mondo rurale in cui far sposare la figlia …