"Tre punti fermi sulla crisi", di Stefano Menichini
Nessuno sa come andrà a finire la crisi, e se può consolare (o meglio aggravare le preoccupazioni) non lo sanno neanche i più diretti protagonisti. La giornata drammatica di ieri ha fissato con precisione le posizioni, dando ragione a Dario Franceschini che aveva insistito per un dibattito parlamentare sul caso Caliendo: lungi dall’aver sortito l’effetto di ricompattare la maggioranza, lo scontro sulla mozione di sfiducia ha reso evidente, clamoroso e soprattutto formale lo squagliamento del centrodestra. Con i 299 voti che hanno salvato il sottosegretario, la maggioranza che era schiacciante solo due anni fa non porterà più a casa neanche una leggina. La terza legislatura di Berlusconi è finita ieri. Napolitano se ne terrà informato dalle rocce nere di Stromboli. Senza fretta. L’addio fra i due pezzi del Pdl si è consumato in un clima da stadio che anticipa solo di pochi mesi le urla della campagna elettorale. Certo Franceschini ha fatto un bel discorso, l’unico momento alto della giornata è stato però l’intervento di Chiara Moroni: non solo un pezzo di storia nobile del …
