Anno: 2010

"Dall'economia alle trame inquinanti i problemi che preoccupano il Colle", di Dino Pesole

Le prospettive dell’economia, prima di tutto, che vede consolidarsi i primi concreti segnali di ripresa, senza tuttavia che ad essa si accompagni un aumento degli occupati. E ancora, la situazione politica, che resta ad alta criticità, ma il governo non può più sottrarsi a scelte ormai indifferibili, come la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico e del nuovo presidente della Consob. E poi, il contestato disegno di legge sulle intercettazioni, con il compromesso raggiunto alla Camera che Giorgio Napolitano apprezza. Infine, la questione morale e la corruzione dilagante: trame inquinanti – le definisce il presidente della Repubblica – contro le quali si deve intervenire senza reticenze o incertezze di sorta, ma al tempo stesso senza cedere a nessun gioco al massacro. L’elenco delle preoccupazioni che Giorgio Napolitano ha condensato nel suo incontro al Quirinale con la stampa parlamentare, in occasione della tradizionale cerimonia del “Ventaglio”, è lungo e dettagliato. Il problema numero uno è quello dei giovani senza lavoro. Napolitano ha letto con attenzione i più recenti documenti dell’Istat e della Svimez sulla condizione …

«Così l’università muore Non è un’azienda ma un vessillo di cultura», intervista a Umberto Mura

Umberto Mura, 63 anni e 40 di anzianità professionale, è il preside della facoltà di Scienze Matematiche Fisiche Naturali all’Università di Pisa. Ha scritto una lettera aperta per denunciare le «insostenibili limitazioni finanziarie e di prospettiva imposte dalle scelte scellerate » del governo,ma anche il «silenzio istituzionale» del suo ateneo dove tutte le facoltà (tranne una) hanno lanciato l’allarme. Professore, cosa succede all’università italiana? «Da tempo, perché l’onda lunga arriva dal governo precedente, c’è un’indiscriminata azione di distruzione di quanto di buono esiste nell’università. Non nego che ci siano dei guai nelle pieghe dell’accademia, ma si sta facendo di tutta l’erba un fascio». In che modo? «Attraverso una disinformazione da cui usciamo malconci. I docenti devono vergognarsi? Io entro alle 8,30 ed esco alle 20,30, e come me tantissimi. E senza cartellino. Che gran privilegiati, direbbe il ministro Brunetta. Invece siamo dei fessi che non fanno vita beata». Il consiglio di facoltà teme che a settembre ci siano corsi di laurea impossibilitati a partire, con offerta didattica insufficiente o inadeguata. Sarà così? «Io, da vero …

"Parchi naturali a rischio così il taglio dei fondi colpisce pinete e camosci", di Antonio Cianciullo

Quanto valgono il camoscio del parco del Gran Paradiso e l´orso marsicano, i terrazzamenti delle Cinque Terre e il Vesuvio, le praterie di posidonia di Ustica e il pino loricato del Pollino? Molti si troverebbero in difficoltà di fronte a una domanda del genere. Ma il governo ha una risposta pronta: meno di un caffè all´anno a testa per ogni italiano. La Finanziaria ha decretato che i 50 milioni di euro di un finanziamento già ridotto all´osso sono troppi per la natura protetta. Dopo aver provato a cancellare i parchi nel 2008 inserendoli nell´elenco degli enti inutili, il centrodestra è tornato alla carica dimezzando i fondi: non basteranno più nemmeno per l´ordinaria amministrazione. I parchi nazionali e le aree marine protette dovranno licenziare le guide e chiudere i centri visita. Tagliare le gambe all´ecoturismo, uno dei pochi settori con il segno più. Lasciare mano libera ai bracconieri. Rinunciare a presidiare le eccellenze gastronomiche che hanno contributo a imporre l´italian style nel mondo. Un milione e mezzo di ettari, dalle dune alle zone umide, dalle foreste …

"E per i blog resta la mannaia", di Fabio Chiusi

L’ultimo testo del disegno di legge sulle intercettazioni non ha eliminato l’articolo che soffoca la conversazione in Internet: una sequela di obblighi burocratici che non esistono in nessun Paese libero. Prima di cantare vittoria, meglio assicurarsi di poter aprire la bocca. E il nuovo emendamento del governo al disegno di legge sulle intercettazioni, quello che secondo alcuni toglierebbe il “bavaglio”, in realtà non lo consente. Non in rete, almeno: dato che il comma 29 – meglio conosciuto come “ammazza-blog” – resta invariato. Continuando così a prevedere l’estensione dell’obbligo di rettifica contenuto nella disciplina per la stampa ai “siti informatici”. Che cosa significa? In soldoni, che qualsiasi blogger non rettifichi un post entro 48 ore dalla richiesta, rispettando inoltre stringenti criteri grafici, di posizionamento e visibilità, rischia di incorrere in una multa fino a 12.500 euro. Insomma, bastano un paio di giorni al mare oppure una rettifica data nel modo sbagliato per ritrovarsi con diverse migliaia di euro da pagare. Un ragazzo che scrive un’inesattezza e poi parte per un week end senza collegarsi a Internet, …

"Troppi segreti poche verità", di Giovanni Bianconi

Fra le molte novità introdotte nel 2007 dalla riforma dei servizi segreti, c’è la temporaneità del segreto di Stato: quindici anni più, eventualmente, altri quindici. Trenta al massimo, è stato stabilito. Ma ora una commissione governativa incaricata di studiare modifiche e migliorie suggerisce la possibilità di reiterare, dopo quella scadenza, la classificazione dei documenti da parte degli stessi servizi di sicurezza, secondo i loro canoni: segreto, segretissimo, riservato, riservatissimo. Che hanno altre regole e nuove decorrenze. Non più segreto di Stato deciso dall’autorità politica, quindi, ma reintroduzione di un segreto di fatto; non opponibile al magistrato, ma a tutti gli altri sì. Se questa proposta verrà accolta, il messaggio lanciato dalla tanto attesa riforma sul segreto finalmente a tempo—nel Paese che ha una solida e sfortunata tradizione in materia di spionaggio deviato e trame oscure—finirà per diventare l’ennesima promessa non mantenuta. Un modo per far sospettare che si sia trovato l’inganno, dopo aver fatto la legge. Sappiamo che tecnicamente la materia è complessa, e che ci possono essere legittime ragioni per non divulgare un atto …

"Renzo Bossi re delle Prealpi", di Michele Serra

La successione dinastica decisa da Umberto rischia di creare attriti con i fratelli e i cugini. Quasi inevitabile che le gelosie tra Eridano, Padanio e Ticino portino alla Guerra delle Due Canottiere. Renzo Bossi Renzo BossiLa soluzione dinastica decisa da Umberto Bossi (gli succederà il figlio Renzo) desta l’interesse di storici e politologi. La decisione di Bossi è giudicata legittima: l’ereditarietà delle cariche non esiste nelle democrazie europee, e dunque in Italia è perfettamente ammissibile. Piuttosto, preoccupa l’eventualità di guerre di successione scatenate dagli altri figli, che potrebbero anche non ricorrere ai metodi più indolori, come il fratricidio, e imboccare la via delle armi. L’Università di Pavia ha elaborato una serie di proiezioni poco prima che il nuovo rettore leghista la riconvertisse in un allevamento di dobermann. 2020 Il giovane Renzo succede al padre Umberto, nel frattempo divenuto Re delle Prealpi. Nella Reggia di Varzi viene cinto della Corona Stagionata, una preziosa treccia di salamini e trucioli di alluminio simbolo dell’economia padana. Pronuncia la storica frase “Dio me l’ha data, eppur si muove”, facendo sopprimere …

"Il decreto interministeriale n. 55 del 6 luglio 2010 non esiste!", di Mario Piemontese

Il TAR ha citato nell’ordinanza del 20 luglio il decreto interministeriale n. 55 del 6 luglio 2010, mentre l’Avvocatura dello Stato nella memoria del 13 luglio trasmessa al TAR ha citato il decreto interministeriale n. 55 del 6 luglio 2009. Il TAR del Lazio ha ravvisato l’illegittimità della C.M. n.37/10 perché con la circolare è stato trasmeso uno schema di decreto interministeriale sull’organico del personale docente per l’a.s. 2010/2011 e non un decreto. Il TAR inoltre ha affermato nella stessa ordinanza che tale decreto è il n. 55 del 6 luglio 2010. L’Avvocatura dello Stato nella memoria consegnata al TAR sostiene che il ricorso avverso la C.M. n. 37/10 è infondato perché la circolare è stata emanata dopo il decreto interministeriale n. 55 del 6 luglio 2009 relativo all’organico del personale docente per l’a.s. 2009/2010. E’ evidente che qualcosa non va! Cominciamo dall’Avvocatura dello Stato. L’Avvocatura dello Stato confonde l’organico del personale docente per l’a.s. 2009/2010 con quello per l’a.s. 2010/2011. Cita infatti un decreto intrministeriale del 2009 sull’organico per l’a.s. 2009/2010 per giustificare la …