"La P3 spiegata ai ragazzi", di Federico Orlando
Forse, più che P3, dovremmo chiamarla Ip, Italia perenne. È meno giornalistico, ma più verosimile. Raccontata ai giovani che non l’hanno vissuta, la storia della P2 fu storia diversa, chissà se conclusa del tutto, dalla cosiddetta P3. La P2 (Propaganda 2) era una loggia segreta (“coperta”) di una scheggia della massoneria, proibita – in quanto segreta – dall’articolo 18 della Costituzione. Presieduta dal “venerabile” Licio Gelli, perseguiva, affari a parte, un piano politico eversivo: il “Piano di rinascita democratica”, scoperto nei primi anni ’80, quando l’Italia era preda di code del terrorismo, di malessere sociale dei delusi e degli esclusi dallo sviluppo, di esaurimento della capacità direttiva della Dc dopo quasi 40 anni di guida del governo. Riuniva circa mille fra generali, banchieri, professionisti, grands-commis dello stato, giornalisti, industriali; e anche faccendieri per le briciole, nodello Carboni. La scoperta del piano e la pubblicazione dei nomi, soprattutto di generali e funzionari che avevano giurato fedeltà alle istituzioni, e poi avevano giurato alla Loggia di abbatterle con un golpe morbido che partiva dalla conquista della Rai …
