Anno: 2010

"Noi travet nell´università svuotata", di Carlo Galli

Non è vero che sia esistito un passato mitico in cui i docenti erano tutti Maestri, gli studenti tutti coltissimi e al tempo stesso assetati di sapere, la società deferente. Né che il presente sia soltanto corruzione concorsuale, ricerca scientificamente insignificante, asineria e disinteresse degli studenti, prestigio distrutto, barbarie montante. Anche il passato conosceva le baronie (anzi, più di quanto avvenga oggi), e spesso ignorava il merito e premiava servilismo e mediocrità; la didattica, poi, poteva essere anche angusta e ripetitiva, oggetto di derisione da parte dei giovani. E d´altra parte anche il presente è illustrato da professori onesti e capaci, che producono scienza originale e che sono prodighi del loro tempo verso studenti desiderosi di apprendere. L´Università è – ed è sempre stata – una realtà complessa, multiforme, stratificata e diversificata. Ha contenuto e contiene mondi scientifici che lavorano su presupposti e con finalità assai lontane; ha richiesto e richiede ai professori doti contraddittorie: un cervello capace di originalità ma anche di disciplina e di collaborazione, egocentrico amore della rinomanza scientifica ma anche spirito …

Quote latte, la UE scopre la lega ladrona

Passa in Finanziaria l’emendamento che fa slittare le multe agli allevatori, opposizione inutile del ministro dell’agricoltura, Galan. Il PD: “Governo ostaggio della Lega, taglia in nome dei sacrifici e poi ci fa pagare la maximulta”. Blindato nella manovra il provvedimento della Lega che sospende le multe agli allevatori in surplus, nonostante la contrarietà Ue e del ministro dell’agricoltura. Il Governo è agli ordini di Bossi. Il casus belli di questi giorni è un emendamento alla manovra economica, approvato in Senato, che sospende il prelievo delle multe sulla produzione extra. L’emendamento presentato dal senatore del PDL Antonio Azzolini e appoggiato dalla Lega rinvia di 6 mesi il pagamento delle multe residue, spostando il termine al 31 dicembre 2010. Insomma questa a quanto pare è la formula per il consenso: “multe speciali per soggetti speciali”, dalle leggi ad personam agli emendamenti ad quotam elettorale firmata Lega. Il tutto ovviamente con l’ennesimo voto di fiducia che dimostra l’incapacità a sostenere un confronto parlamentare, estremo rimedio per nascondere le debolezze del governo. Il ministro Galan che si era espresso …

"Un po' di fresco", di Massimo Gramellini

Sarà l’afa, o l’appiccicaticcio che trasuda dalle intercettazioni, ma in questa estate gelatinosa si sentiva il bisogno di un sorso d’acqua pura. Quasi un milione e mezzo di italiani, ormai indotti a scansare come la peste i banchetti della firmocrazia, hanno apposto il loro autografo sotto la richiesta di referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Un record (neppure per il divorzio erano stati così numerosi), consumato nel sostanziale silenzio dei partiti e dei media, che all’argomento hanno riservato solo qualche tiepida polemica. Poiché si ripromette di cancellare una legge di sinistra e una di destra, la battaglia per l’acqua non ha eccitato le opposte tifoserie. E poiché nessuno l’ha «buttata in politica» (ci ha provato Di Pietro, ma è stato messo da parte), questa raccolta di firme è forse la scelta più politica che sia stata compiuta negli ultimi anni: difendere la natura pubblica di un bene essenziale, e farlo in un Paese che considera ciò che è pubblico una terra di nessuno, anziché un patrimonio di tutti. A mettere in moto quel milione e mezzo …

Aznavour canta Berlusconi. O il contrario?

Dalle guglie del Duomo di Milano, Silvio si riappacifica con 500 milanesi dopo l’attentato subito mesi fa. Un concertone da 2000 euro a biglietto, ma a fin di bene… Berlusconi, premier premiato del premio Grande Milano (sciogli lingua) con queste motivazioni: “Statista di rara capacità, conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi che compongono una società solidale fondata sull’amore, la tolleranza e il rispetto per la vita”. E ancora, “con straordinaria lungimiranza e capacità ha reso Milano, la sua amata città, grande in Italia e nel mondo”. “Ha scelto di dare il proprio contributo mettendosi con coraggio a servizio del Popolo italiano perseguendo la sua missione di libertà”. E per finire: “Personalità dallo straordinario carisma, è amato da tanti italiani perché uomo tra la gente e con la gente, della quale ha compreso i bisogni più profondi sapendo interpretarne le aspettative”. Basterebbe questo inizio per dar senso a completare una nuova puntata polemista. Difficilmente le parole di Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano che …

"In nove anni più tasse per tutti il "grande bluff" di Berlusconi", di A. Bonafede e M. Di Pace

Il sogno: “Meno tasse per tutti”. La realtà: nel 2000 le entrate complessive dello Stato rappresentavano il 45,4% cento del Pil, nel 2009, alla fine del “decennio berlusconiano”, questa percentuale è salita al 47,2%, il valore più alto mai raggiunto. In termini assoluti, nello stesso periodo le entrate sono cresciute del 33%, un valore superiore di ben 12 punti percentuali rispetto alla crescita dei prezzi, ferma al 20,6%. Degli slogan elettorali di Berlusconi quello sulle tasse che diminuiscono, liberando risorse per famiglie e imprese, è certamente il più riuscito. Non c’è dubbio: nell’immaginario collettivo di moltissimi italiani i suoi governi si sono caratterizzati come quelli che non hanno “messo le mani nelle tasche della gente”. Al contrario, gli stessi slogan del centrodestra e dei media di Berlusconi (tv e giornali) hanno accreditato i governi di centro sinistra come quelli che hanno sempre puntato ad alzare le tasse. Al punto che negli ultimi giorni della campagna elettorale del 2006 Prodi perse terreno sulla base della martellante campagna mediatica di Berlusconi. Con il risultato che quella che …

L’ultima lettera di Paolo Borsellino

“Gentilissima” professoressa, uso le virgolette perché le ha usate Lei nello scrivermi, non so se per sottolineare qualcosa, e “pentito” mi dichiaro e dispiaciutissimo per il disappunto che ho causato agli studenti del Suo Liceo per la mia mancata presenza all’incontro di Venerdì 24 gennaio . Intanto vorrei assicurarle che non mi sono affatto trincerato dietro un compiacente centralino telefonico (suppongo quello della Procura di Marsala) non foss’altro perché a quell’epoca ero stato già applicato per quasi tutta la settimana alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, ove da pochi giorni mi sono definitivamente insediato come Procuratore Aggiunto. Se le Sue telefonate sono state dirette a Marsala non mi meraviglio che non mi abbia mai trovato. Comunque il mio numero telefonico presso la Procura di Palermo è (…), utenza alla quale rispondo direttamente. Se ben ricordo, inoltre, in quei giorni mi sono recato per ben due volte a Roma nella stessa settimana e, nell’intervallo, mi sono trattenuto ad Agrigento per le indagini conseguenti alla faida mafiosa di Palma di Montechiaro. Ricordo sicuramente che …