«L’agenzia segreta di Carboni per aggiustare giudici e politici», di Claudia Fusani
A volte ritornano. Forse, peggio, non sono mai sparite del tutto. Sono le cricche, più o meno occulte, che muovono i fili del nostro paese. Se ha agito in modo «palese» la cricca di Anemone e Balducci pur in barba alle regole e al mercato, quella di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino «era caratterizzata dalla segretezza degli scopi volta a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali e di apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali». Una nuova P2. Di sicuro una sorta di agenzia segreta che aveva come obiettivo il condizionamento di giudici e politici per aggiustare e orientare sentenze e pronunce, decisioni importanti, dal Tar alla Cassazione, dal Csm alla Corte costituzionale. Il tutto in favore del Presidente del Consiglio (lodo Alfano), di qualche procuratore e presidente di Corte d’Appello (Milano), di governatori (Formigoni) e aspiranti tali (Cosentino). Molte volte, come vedremo, il presunto sodalizio piduistico è andato a buca. «La figura di merda l’amme fatta nuje cu chille d’a Corte d’Appello (…). Pasquà tutta gente inaffidabile come Fofò, …
