Anno: 2010

«L'entropia dei conti», di Massimo Giannini

L’eroica settimana del “ghe pensi mi” precipita nella prosaica entropia della manovra economica. Berlusconi ha disinnescato la mina Brancher, al prezzo di una penosa rinuncia che ha svelato il patto diabolico tentato sulla pelle delle istituzioni: un ministero ad personam in cambio di un’impunità personale. Ma non riesce a disinnescare la bomba del decretone da 25 miliardi, sul quale si concentrano le tensioni della maggioranza e le pressioni della società. La ragione è semplice. Per un governo non c’è atto politico più costitutivo di una legge finanziaria. E poiché questo governo non ha una proposta politica, non può sperare nel consenso del Paese sulla sua manovra economica. C’è un’evidente confusione “tecnica”, che in queste ore supera i limiti della decenza. In una manovra già nata male, perché iniqua nella distribuzione dei tagli di spesa e incerta nella quantificazione delle voci di entrata, si stanno moltiplicando emendamenti sulle materie più astruse e disparate. A colpi di “refuso” quotidiano, e di blitz notturni di fugaci peones e audaci relatori, si aggiungono e si sottraggono impreviste stangate sulle …

Manovra. Inaccettabile fiducia preventiva

Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha invitato il presidente della Camera Fini a stigmatizzare il comportamento del governo che oggi ha annunciato una doppia fiducia sulla finanziaria. “La manovra -ha dichiarato nel corso della seduta a Montecitorio- non è ancora arrivata in aula al Senato e arriverà tra diverso tempo qui alla Camera e il governo già avverte il bisogno di farci sapere che verrà posta la questione di fiducia. Oggi -ha aggiunto Franceschini- abbiamo avuto la prova di quanto sia difficile la situazione sociale che e sarebbe un errore sottovalutare. Quando in piazza, senza nessuna organizzazione nazionale, ne’ partiti ne’ sindacati, manifestano i disabili, i terremotati dell’Aquila, i lavoratori dell’Eutelia e l’unica risposta è ignorare o occultare attraverso i mezzi di comunicazione, non gestire i problemi diventa una scelta irresponsabile. Fare finta che i problemi non esistano è il modo migliore per far esplodere le tensioni sociali ed è questa esattamente la linea che il governo sta seguendo, un governo che pretende di mostrare i muscoli senza più averli. L’annuncio della fiducia, prima …

Il 9 luglio silenzio della rete, per evitare che possa essere un silenzio definitivo

Questo sito aderisce alla “Giornata del silenzio della rete” Dopo l’esperienza comune fra Lettera 22, Reporter Senza Rete e Articolo 21 per la campagna di comunicazione della manifestazione del 1 luglio a Piazza Navona, le tre associazioni unite hanno lanciato, in collaborazione con la FNSI “La giornata del silenzio della rete”. La protesta contro il ddl Alfano, dopo la manifestazione, si protrarrà in forme e modi diversi: giornali e testate web listate a lutto, il giorno 9 – appunto – la giornata del silenzio. Infine il 29 protesta davanti alla Camera per l’inizio della discussione sul decreto intercettazioni. “Pensiamo che sia importante anche l’adesione di quelle redazioni “sommerse”, spesso informali, che costituiscono l’informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di protesta. – recita l’appello dei promotori lanciato sul web – “Questa volta non sarà così. Non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro …

«Giorgia rimandata a ottobre», di Mario Lavia

La pessima figura del ministro per la gioventù, la rissa alla camera con i sodali del sindaco di Roma come protagonisti. In questi primi due anni di legislatura di Giorgia Meloni, giovane ministro per la gioventù, non si era parlato molto. Ma ieri si è rifatta, anche se in negativo: il suo provvedimento che stanziava un mare di milioni per “i giovani” è stato rimandato indietro, dall’Aula torna in commissione. Una giornata no, una brutta figura. Eppure la Meloni si era caratterizzata, da vicepresidente della camera nella precedente legislatura, per grinta e astuzia politica, nessun timore reverenziale dallo scranno più alto di Montecitorio nel bacchettare con pesante accento romanesco deputati ben più noti e importanti di lei. Tanto che se ne parlò come di una nuova stella della destra: una destra popolare, legata alla società, frutto di un’antica attitudine militante “di base” eppure in sintonia con i tempi. Troppo in sintonia, forse. Al punto – par capirci – di inserirsi (magari senza tanto entusiasmo) nel corteo dei nuovi fedeli del Cavaliere, a costo di rescindere …

«Le ragioni di un silenzio a malincuore», di Mario Calabresi

La Stampa domani mattina non sarà in edicola, come la maggior parte dei quotidiani italiani, nel tentativo estremo di protestare contro la cosiddetta legge sulle intercettazioni, una legge che consideriamo sbagliata perché non sembra scritta per garantire una maggiore privacy agli italiani (diritto sacrosanto) ma per rendere più problematiche e difficili indagini e inchieste e per diminuire le possibilità dei cittadini di sapere cosa accade. Così abbiamo deciso di aderire a questo sciopero, ma non posso nascondere che lo abbiamo fatto a malincuore, dopo aver proposto e indicato per settimane possibili strade alternative secondo noi più efficaci e valide. Strade che abbiamo sperimentato sulle pagine di questo giornale spiegando con chiarezza ai lettori come la legge in discussione in Parlamento diminuirebbe la loro possibilità di essere informati e di poter giudicare consapevolmente. Siamo convinti che nel momento in cui si denuncia il tentativo di imbavagliare l’informazione, nel momento in cui il presidente del Consiglio invita i cittadini a scioperare contro i giornali lasciandoli invenduti in edicola, la scelta migliore da fare fosse quella di continuare …

«Il Pd lancia al governo una sfida concreta sulla tv», di Rognoni Carlo*

Corrado Calabrò ha “la facoltà di fare segnalazioni al governo”. E ieri ha confermato il suo impegno di segnalatore. Per esempio «per un assetto diverso della govemance» della Rai, «svincolato dai partiti, che valorizzi la capacità gestionale e decisionale». Non so se il govemo accoglierà l’invito dei presidente dell’Agcom. Quello che è certo è che la proposta di cambiare subito la govemance della Rai è già entrata nell’agenda del Partito Democratico. Proprio Pierluigi Bersani ne ha parlato prima in una lettera al Corriere della Sera e oggi [ieri, n.d.r] ne parlerà in una conferenza stampa. Si tratta di una proposta seria, concreta, realizzabile. Intanto è molto chiara e si muove nella logica di riportare una grande azienda nell’alveo del codice civile: nominare un amministratore delegato indicato dal Tesoro, votato dai due terzi diun Consiglio di amministrazione espresso dalla Vigilanza ma anche dalle regioni e dai comuni. Affidare a questo manager il compito di preparare entro i primi 180 giorni un piano di riorganizzazione del servizio pubblico. A lui e non al Consiglio come è oggi …

"Lavoro, l´Italia evita il tracollo solo con la Cig", di Barbara Ardù

Ocse: nel 2010 disoccupazione all´8,7%, precario un giovane su due. Salari, siamo in coda. Eurostat: nel primo trimestre Pil +0,4%, meglio di Francia, Germania e Gran Bretagna. “La crisi ha distrutto 17 milioni di posti di lavoro nei paesi industrializzati” ROMA – Non ci sono morti né città da ricostruire, ma la crisi economica ha spazzato via posti di lavoro come fosse passata una guerra, in tutto 17 milioni nei paesi industrializzati. E se l´Italia ne è uscita meglio di altri è solo perché la cassa integrazione ha limitato i danni. È un bollettino di perdite il rapporto annuale dell´Ocse presentato ieri a Parigi: il tasso medio di disoccupazione nei 31 paesi monitorati è arrivato al limite minimo dal dopoguerra, l´8,6% (con l´Italia all´8,7). Un vantaggio, quello italiano, che rischia però di rivelarsi effimero: senza il ricorso agli ammortizzatori sociali, le cui domande tra l´altro continuano a salire, la disoccupazione a maggio 2010 sarebbe salita al 12%. Lo dice l´Ocse e lo ricorda la Cgil, che chiede da tempo al governo un prolungamento del sostegno …