Anno: 2010

Ma nel "suo" Veneto nessuno piange per Aldo, di Michele Brambilla

Reportage di MB INVIATO A BARDOLINO (Verona) L’ufficio di Aldo Brancher è ad Affi, sopra un grande centro commerciale. Sulla porta d’ingresso c’è una scritta: «Meno male che Silvio c’è». Ci riceve un signore che ci lascia sull’uscio: «Il signor Brancher? Non è qui. Lo abbiamo visto in tv impegnato in altri luoghi». Chiediamo almeno della fedele segretaria, Mary: «Non c’è neanche lei, è impegnata in Comune. Adesso mi scusi ma ho una telefonata in corso». La caccia al ministro dal ministero più breve della storia (è durato la metà del pontificato di un altro veneto illustre, Albino Luciani) prosegue a casa sua, a Cisano di Bardolino, sui colli. Una stradina dove appare, a un certo punto, una siepe immensa. In mezzo, un cancello. Sul citofono due campanelli. C’è scritto semplicemente «Azienda agricola» e «Rustico A. B.». Al primo non risponde nessuno. Al secondo una gentile voce femminile informa: «Il signor Brancher non c’è, non so se torna, non ha lasciato detto niente». Dal cancello si vede, molto in lontananza, il «rustico» e, sullo sfondo, …

"Il piano inclinato", di Ezio Mauro

È la legge di gravità che ha costretto infine Aldo Brancher a dimettersi ieri da ministro. Persino in Italia, non si può rimanere sospesi nel nulla governativo senza deleghe, senza ragioni politiche, senza giustificazioni istituzionali, appesi soltanto ad un’urgenza privata di salvaguardia dalla giustizia, per scappare al proprio giudice e all’uguaglianza costituzionale dei cittadini di fronte alla legge, secondo lo sperimentato modello Berlusconi. Per questa ragione il Premier è nudo, dopo le dimissioni di Brancher, davanti al sopruso tentato e non consumato. Il sistema – quell’insieme di regole, soggetti, diritti e doveri che reggono la Repubblica democratica – si può forzare fino a un certo punto, non oltre. Il Cavaliere ha toccato con mano questo confine: la sconfitta è pesante proprio perché è la prova di un’impotenza e la conferma che l’arbitrio ha un limite. Quel limite democratico che passa tra la tenuta delle istituzioni responsabili e la reazione della pubblica opinione. È un Cavaliere dimezzato quello che nomina Brancher ministro e poi lo ritira, svilendo il governo nelle porte girevoli di un triste vaudeville. …

"Liti, veti incrociati e aree contese così l´Expo 2015 rischia di fare flop", di Curzio Maltese

Milano, tre manager cambiati e nemmeno un´opera iniziata. Scontro sui terreni tra Moratti e Formigoni: sullo sfondo le mire dei ciellini. Berlusconi non se ne occupa, convinto che dopo di lui ci sarà il diluvio Mancano i soldi e Tremonti, scettico da sempre, ha tagliato tutto il tagliabile   «Cialtroni!», tuona Giulio Tremonti da Sondrio quando parla dei governatori del Sud, incapaci di spendere i finanziamenti europei. «Ghe pensi mi» è lo slogan preferito del presidente Berlusconi, la modernità milanese fatta mito. «Roma ladrona» è l´anatema scagliato da Umberto Bossi da Gemonio contro i parassiti nemici del federalismo. Non passa giorno, ora, telegiornale, senza che il governo non metta in scena la sua vera, unica ideologia: l´efficientismo meneghino. E allora come la mettiamo con la figura da cioccolatai che Milano sta rimediando nel mondo con l´Expo del 2015? La fotografia di gruppo del trionfo parigino del 31 marzo 2008, la vittoria su Smirne, campeggia nell´ufficio del sindaco Letizia Moratti. Tutti in festa, dalla Moratti a Formigoni, da Prodi a D´Alema, da Emma Bonino ai testimonial Al …

Ricercatori, l'appello del Pd ai Rettori dell'Emilia-Romagna

L’on. Ghizzoni e Massimo Milani: “I Senati accademici di Bologna, Modena, Ferrara e Parma devono avanzare proposte concrete e precise nei confronti del Ministero” L’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in Commissione istruzione della Camera, e Massimo Milani, responsabile del Forum Provinciale Università del Pd di Modena, lanciano un appello ai Rettori degli atenei emiliano-romagnoli in difesa dei ricercatori e “contro la morte per asfissia dell’università pubblica”. Ecco di seguito la loro nota. «E’ tempo che i Rettori dei quattro Atenei regionali giungano a una scelta condivisa sullo stato di agitazione dei ricercatori, che tenga conto dell’attività didattica da loro svolta e che fino a oggi ha garantito l’offerta formativa delle università emiliano-romagnole. I Senati accademici di Bologna, Modena, Ferrara e Parma devono avanzare proposte concrete e precise nei confronti del Ministero, al fine di garantire un futuro professionale ai ricercatori, così come devono assumere decisioni nette in merito all’attività del prossimo anno accademico, soprattutto in ragione del fatto che tra poche settimane si apriranno le immatricolazioni. E’ chiaro a tutti che senza la disponibilità dei …

Franceschini "Brancher. Le sue dimissioni sono una vittoria del Pd e dell'opposizione"

“Le dimissioni del ministro Brancher sono una vittoria del Pd e dell’opposizione e dimostrano che quando l’opposizione prende una iniziativa politica al di là dei numeri e dei rapporti di forza in Parlamento, può ottenere dei risultati importanti. Penso, per come sono messe le cose, che questa volta Berlusconi non possa ripetere la sceneggiata delle dimissioni respinte: il voto di giovedì fa troppa paura”. Lo ha detto Dario Franceschini, presidente deputati Pd, commentando la notizia delle dimissioni del ministro Aldo Brancher annunciate oggi all’nizio dell’udienza presso il tribunale di Milano. dal sito www.deputatipd.it

"Se il governo non ce la fa si dimetta e passi la palla a Napolitano", di Marco Laudonio

Se la maggioranza non è in grado di Governare, la palla passi al capo dello Stato, che con la sua saggezza saprà trovare la soluzione migliore”, così Enrico Letta, vicesegretario del Pd, ai microfoni di SkyTg24. “Le contraddizioni della maggioranza stanno esplodendo tutte insieme – ha detto Letta – il rapporto con la Lega è esploso sul federalismo, la questione della legalità e della democrazia è esplosa in rapporto con Fini sul ddl intercettazioni, e poi c’è la grande fatica della maggioranza a gestire la questione economica – le tredicesime, gli insulti ai meridionali da parte di Tremonti, i refusi…”. Per Letta, Berlusconi “ha messo insieme una maggioranza fatta per vincere e non per governare”. Difatti oggi sui giornali ci sono nero su bianco le minacce di dimissioni di Tremonti… E in caso di dimissioni il Pd cosa farà? “Ci atterremo alle indicazioni che il presidente della Repubblica vorrà dare e ci assumeremo le responsabilità necessarie per il bene del Paese. L’Italia in questo momento di crisi economica ha bisogno di essere governata”. Insomma Letta …

"Voltaire e la Sipra di Urbani", di Massimo Giannini

Chi affiderebbe il ministero dell’Ambiente al «ceo» della British Petroleum, cui dobbiamo la marea nera della Luisiana? Realisticamente nessuno. Chi affiderebbe la cassaforte di pubblicità del servizio pubblico radiotelevisivo a un «famiglio» del principale concorrente? Probabilmente la Rai. Accadono cose sensazionali, intorno al carrozzone di Viale Mazzini. Dopodomani il consiglio di amministrazione dovrebbe dare via libera alla squadra che guiderà la Sipra, un colosso che amministra circa 1 miliardo di euro. Nel dream team, candidato alla poltrona di presidente, ci sarebbe Giuliano Urbani. Cioè uno dei più fini e fedeli «cervelli» di Berlusconi. Fondatore di Forza Italia, ideologo del «nuovo centro- destra» fiorito nel 1994 alla corte di Arcore, ex ministro del Cavaliere. Dunque, un uomo così dovrebbe gestire il portafoglio pubblicitario della Rai. E con criteri rigorosamente competitivi rispetto all’avversario, che guarda caso è Publitalia. Cioè Midiaset. Cioè l’impero del presidente del Consiglio, suo amico e antico ‘padrone’ contro cui l’indomito Urbani dovrebbe combattere all’arma bianca, tentando di erodergli ricavi, fatturati, quote di mercato. È credibile, una nomina del genere? Non è, ancora una …