Anno: 2010

"Il paese dei balocchi" di Francesco Merlo

Da ministra del rigore a ministra del tempo libero, da sacerdotessa dello studium a fanatica dell´otium, da bacchetta che castiga a sbracata Lucignola che vuole mandare tutti i bimbi italiani nel paese dei balocchi. Insomma «per favorire il turismo» la ministra dell´Istruzione Mariastella Gelmini vuole ritardare di un mese l´apertura dell´anno scolastico, dai primi di settembre ai primi di ottobre. Attenzione: non per ragioni didattiche né per qualche forma, sia pure contorta o distorta, di saggezza pedagogica, ma soltanto per allungare la vacanza, per aiutare l´industria del tempo libero, per fare divertire di più i ragazzi italiani che solitamente bastona e per fare riposare di più i professori contro i quali scaglia lampi ed emette tuoni. Dopo avere maltrattato gli insegnanti come fannulloni ignoranti e avere insultato gli studenti come somari e pelandroni, dopo avere predicato il ritorno alla disciplina e al faticoso impegno, Nostra Signora dei Grembiulini ha dunque scoperto la virtù della pigrizia rilanciando il sogno di tutti gli asini del mondo e persino riproponendo quel modello sessantottino contro il quale si batte …

"Riformiamo la finanza per salvare l'economia", di Luciano Gallino

All´origine della crisi che l´Unione europea e l´euro stanno attraversando c´è il peso esorbitante che il sistema finanziario ha da tempo raggiunto sull´economia mondiale. A fine 2007 il Pil del mondo era stimato in 54 trilioni di dollari; per contro gli attivi finanziari globali ammontavano a più di 240 trilioni, cioè più di quattro volte tanto. Ciò significa che il mondo arriva a produrre, in media, appena 150 miliardi di dollari al giorno, mentre il sistema finanzario può mobilitare ogni giorno parecchi trilioni di dollari per influire sui beni ed i servizi che esso produce, sul modo in cui sono distribuiti, sul loro prezzo. Nessuna economia – nemmeno quella Ue, la più grande del mondo – può reggere a lungo una situazione del genere, in cui l´economia reale, che dovrebbe poter usare la finanza come strumento necessario per un suo equilibrato sviluppo, è in realtà totalmente assoggettata ad essa. Se si pone mente alle origini effettive della crisi, gli interventi decisi nelle scorse settimane dalla Ue per sostenere il bilancio pubblico della Grecia, ed erigere …

"Scatti bloccati, tagliato un miliardo", di Alessandra Ricciardi

Nel dl finanziario si paventa una manovra aggiuntiva per il comparto. Sindacati in allarme. In attesa che il Tesoro certifichi i 300 milioni di euro di risparmi da reinvestire per il 2010, -nello specifico per premiare il merito di insegnanti, amministrativi e bidelli- la scuola corre il rischio di dover scontare il blocco degli automatismi. E tenere insegnanti e Ata senza scatti di anzianità per tre anni, come prevede la bozza del decreto finanziario già oggi a un primo consiglio dei ministri, comporta, secondo un calcolo ufficioso, una minore spesa di circa 340 milioni l’anno. Ovvero un miliardo alla fine del triennio, il risparmio complessivo che deriverebbe per le casse dello stato da quella che si presenta come una vera manovra aggiuntiva alla manovrona da 8 miliardi di euro caduta sulle spalle della scuola con il decreto legge 112/2008. Se l’articolo della bozza di decreto in possesso di ItaliaOggi (si vedano le anticipazioni di sabato scorso) sarà confermato, il blocco degli automatismi comporterà una perdita di stipendio tra i 1500 e 3000 euro su base …

"L’eredità di Tobagi un valore da custodire", di Ferruccio de Bortoli

30 anni dopo. Walter Tobagi assassinato. La lezione del cronista che capì i nuovi barbari Quel 28 maggio di trent’anni fa, era un mercoledì, pioveva e faceva ancora freddo. La primavera a Milano era stata inclemente e l’emergenza del terrorismo, che vivevamo con angoscia quotidiana, sembrava essersi trasformata persino in un cupo fenomeno atmosferico. Il cielo color piombo, come i troppi anni di soffocante assedio della violenza e del terrore. La mattina, nello stanzone a pian terreno della cronaca di Milano, scorreva regolare nei suoi riti: il caffè, la riunione, le chiacchiere sciolte. Eravamo in due o tre, non di più. Allora i giornali si facevano soprattutto di sera e di notte, le redazioni si animavano verso le cinque del pomeriggio, il ticchettio assordante delle macchine per scrivere (oggi non lo sopporteremmo) si scatenava verso le sette, le otto. Non passava giorno, in quegli anni, che non venisse ucciso o gambizzato (brutto neologismo dell’epoca) qualcuno. E anche noi giornalisti avevamo la netta sensazione di poter essere, come lo eravamo già stati, nel mirino dei terroristi. …

I presidi: «No al silenzio, i tagli sulla scuola sono gravi», di Chiara Affronte

No alle intimidazioni. È questa la replica forte e chiara dei presidi dell’Emilia-Romagna al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina e alla sua «circolare bavaglio» diventata pubblica pochi giorni fa grazie al coordinamento dei docenti modenesi. Se il dirigente dell’Usr credeva di zittire i lavoratori della scuola, è invece riuscito a fare alzare la loro voce ancora di più. E così, dopo la protesta già annunciata per giovedì davanti all’Usr degli insegnanti delle superiori, questa volta sono i destinatari della circolare «riservata» a prendere la parola. E a ricordare a Limina doveri ma anche diritti di un preside. Ad esempio, quello di «continuare ad informare, spiegare e raccontare in quale difficile situazione si trovi la scuola italiana». Questo, aggiunge il coordinamento, «non significa assumere posizioni critiche nei confronti del Governo, ma semplicemente esercitare il proprio ruolo di dirigenti scolastici così come previsto dalla legge». E così, riprendendo una frase delle circolare di Limina, «astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’amministrazione pubblica» non è certo uno dei doveri dei presidi. …

"Il partito della falsa libertà", di Carlo Galli

La Commissione Giustizia del Senato ha discusso in seduta notturna una versione del disegno di legge sulle intercettazioni che è di per sé devastante. Ma che pare debba servire soltanto perché si abbia un articolato sul quale ulteriormente dibattere, dentro e fuori la maggioranza, per i futuri passaggi (in aula, e poi alla Camera). Nel frattempo è bene riflettere – oltre che sulla funzione del Legislativo, ridotto a operare come una sorta di provvisoria segreteria del governo e delle correnti della maggioranza – sulla “filosofia” che ha ispirato il testo. Che, anche se verrà modificato, resta paradigmatico della concezione della politica di una delle tre destre che ci governano, cioè con la destra populistico-carismatica dell´irrealtà (Berlusconi), mentre confligge, in grado diverso, con le altre due: cioè con la destra concreta degli interessi (quella di Bossi) e con la destra repubblicana delle istituzioni (Fini). Entrambe non a caso preoccupate, ciascuna dal proprio punto di vista, delle reazioni interne e internazionali che il ddl ha suscitato. Quella legge è infatti il prodotto di una visione della politica …