Anno: 2010

"Ciò che Silvio non poteva dire", di Michele Brambilla

E’ stato Gianni Letta ad anticipare ieri agli italiani il «succo» della manovra che questa mattina il governo illustrerà ufficialmente. E già il fatto che Letta abbia parlato è una notizia. In oltre quindici anni di fedele servizio, le sue dichiarazioni pubbliche si contano sulle dita di una mano. E mai un commento, mai un’esternazione. A memoria, lo ricordiamo prendere la parola per il terremoto dell’Aquila: ma Letta è abruzzese, lì c’era un fatto personale e sentimentale. Come mai dunque è stato proprio lui ad anticipare, come dicevamo, il succo della manovra? La prima risposta che viene istintiva è semplice: si tratta di un «succo» amarissimo per gli italiani. Letta ha annunciato «una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri», che il governo è «costretto a prendere per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia». E lungi dall’annunciare una prossima e sicura uscita dal tunnel, ha definito «disperato» il tentativo di «scongiurare una crisi epocale». Riesce difficile pensare che, a 75 anni, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio abbia deciso di intraprendere una nuova carriera …

"Enti di ricerca prime vittime della manovra. ISFOL occupato", di Laura Matteucci

L’anno scorso, per concorrere a finanziare il mancato incasso dell’Ici, ne prosciugarono il fondo istituzionale. Quest’anno, per partecipare alla manovra contro la crisi che non c’è mai stata e, semmai, è alle spalle, lo vogliono chiudere tout-court. La ricerca sacrificata per denaro: poco, tra l’altro, visto che la maggior parte dei finanziamenti per questo genere di attività arrivano da Bruxelles, dove la sensibilità per il lavoro intellettuale è più viva. L’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) rischia di essere tra le prime vittime della manovra, insieme ad altri enti statali di ricerca, quali lo Ias (che si occupa di affari sociali) e l’Isae (che invece si occupa di analisi economiche). I dipendenti, da ieri, stanno occupando la sede di Roma: sono 630 persone, 270 delle quali con contratti a tempo determinato che verrebbero lasciate a casa, mentre per gli altri si prospetta un futuro con Sacconi al ministero del Lavoro, oppure di mobilità verso altri enti. L’assemblea dei dipendenti ha già chiesto un incontro immediato a Sacconi,ma soprattutto vuole «il ritiro …

A scuola più tardi, maggioranza divisa Lega: no al ritorno sui banchi a ottobre

Maggioranza divisa sull’ipotesi di posticipare l’apertura dell’anno scolastico. Il senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl) ha proposto la riapertura delle scuole il 30 settembre, anche per dare una mano all’industria turistica. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini è aperta all’ipotesi, ma la Lega Nord non ci sta. Ed è contraria anche l’opposizione. «La proposta del Pdl di tornare a scuola il 30 settembre è inattuabile», ha commentato la senatrice del Carroccio, Irene Aderenti, che spiega: «La direttiva europea prevede 200 giorni di scuola e va rispettata. Se togliamo i giorni di scuola del mese di settembre si rischia di non rispettare questo minimo. Inoltre, estendere questa proposta a tutto il territorio nazionale significa mettere in difficoltà le famiglie e i lavoratori dipendenti perchè questi alla fine di agosto, la maggior parte, iniziano il lavoro. E dove mettono i bambini?». PD E IDV – Anche Pd e Idv, come il Carroccio, sono contrari al rinvio al 30 settembre dell’inizio dell’anno scolastico. I democratici sottolineano che un posticipo dell’inizio delle lezioni metterebbe in pericolo la regolarità stessa del’anno di …

La crisi continua: rischiano tutti

Il Rapporto sui diritti globali 2010. A rischio anche 2 milioni di famiglie giovani, a reddito medio alto: soffrono a causa del mutuo. Diminuiscono le rimesse degli immigrati ed esplode l’emergenza casa. Il 10% degli occupati sotto la soglia di povertà. La recessione ha colpito duro, e continua a mietere vittime anche oggi. Non solo tra le fasce sociali tradizionalmente più deboli, ma anche tra gli appartenenti ai ceti medi. E’, questo, solamente uno dei tanti dati emersi dal Rapporto sui diritti globali 2010 (presentato il 24 maggio Roma dalla casa editrice Ediesse), ma, in tempi di “ripresina economica”, è forse quello che maggiormente colpisce. E spinge a riflettere su come operare per risalire la china. Nel tradizionale volume, infatti, quest’anno c’è anche una ricetta presentata dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che consiste nel “costruire un nuovo modello sociale ed economico per rispondere tempestivamente ed efficacemente alle urgenze del nostro mondo”. Emergenza casa. Tra le urgenze di cui parla Epifani, dunque, ci sono anche i quasi 2 milioni di famiglie giovani, a reddito medio …

"La sconfitta è certa se ci facciamo la guerra. Il potere è contro di noi", di Mariagrazia Gerina

La velina «condannata» alle battute del conduttore. La studentessa che non riesce a credere nei propri mezzi. La ragazza anoressica. L’attrice porno. La donna sempre più sola, ad affrontare, quasi come una colpa, la maternità, l’ambizione, la precarietà o la necessità di conciliare le sue due vite. Mentre parliamo, la casa in cui è cresciuta, a Roma, si popola di tutte loro. Donne nell’Italia di Berlusconi. Un paese che le «offende». Le mette in ridicolo. Le vuole «belle», ma soprattutto «zitte», specie quando si affacciano nella vita pubblica. Altrimenti le intralcia. Sii bella e stai zitta (Mondadori, 160 pag.), è l’imperativo che Michela Marzano, giovane filosofa italiana, che vive in Francia, a Parigi, dove da più di dieci anni studia e pubblica e da pochi giorni, non ancora quarantenne («ma li faccio tra pochissimo»), è diventata professore ordinario, prova a rovesciare. In un saggio nato dalla cronaca di un paese in declino. Per ridare fiducia alle donne che possono cambiarlo. E istigarle alla «resistenza». Partiamo dall’autrice: un «cervello in fuga», poi improvvisamente l’Italia si accorge …

Scuola, Pd: slittamento a ottobre serve a fare cassa? A rischio regolarità anno scolastico

Ghizzoni: per Gelmini la scuola viene dopo il turismo. “Lo slittamento dell’inizio dell’anno scolastico è un altro modo per far cassa?”. Se lo chiede la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che fa notare come “sia difficile, con uno slittamento ad inizio di ottobre, mantenere i duecento giorni che sanciscono la regolarità dell’anno scolastico a meno di protrarre la didattica a giugno inoltrato. E poi – aggiunge – li fatto che si parli di slittamento dell’inizio e non della fine ci fa pensare che si voglia ridurre l’offerta formativa. Sarebbe una scelta fuori da ogni logica e le aperture del ministro dimostrano che per questo governo la scuola non è una priorità, è seconda anche al turismo. Per non parlare del fatto che la competenza del calendario scolastico è comunque regionale: altro che federalismo – conclude – ogni occasione è nuova per invadere il campo delle regioni”. ****** On. Ghizzoni risponde a comunicato stampa del Ministro Gelmini SCUOLA. GELMINI: POSSIBILE RINVIARE APERTURA AD OTTOBRE SAREBBE AIUTO A TURISMO E FAMIGLIE, VEDIAMO …