"Ciò che Silvio non poteva dire", di Michele Brambilla
E’ stato Gianni Letta ad anticipare ieri agli italiani il «succo» della manovra che questa mattina il governo illustrerà ufficialmente. E già il fatto che Letta abbia parlato è una notizia. In oltre quindici anni di fedele servizio, le sue dichiarazioni pubbliche si contano sulle dita di una mano. E mai un commento, mai un’esternazione. A memoria, lo ricordiamo prendere la parola per il terremoto dell’Aquila: ma Letta è abruzzese, lì c’era un fatto personale e sentimentale. Come mai dunque è stato proprio lui ad anticipare, come dicevamo, il succo della manovra? La prima risposta che viene istintiva è semplice: si tratta di un «succo» amarissimo per gli italiani. Letta ha annunciato «una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri», che il governo è «costretto a prendere per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia». E lungi dall’annunciare una prossima e sicura uscita dal tunnel, ha definito «disperato» il tentativo di «scongiurare una crisi epocale». Riesce difficile pensare che, a 75 anni, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio abbia deciso di intraprendere una nuova carriera …
