"L’esercito dei «cancellati»: hanno vinto il concorso ma non hanno il lavoro", di Roberto Rossi
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge». Il terzo comma dell’articolo 97 della Costituzione italiana Floriane Messana ce l’ha stampato in testa. Per lei, che si è laureata in giurisprudenza a Palermo con il massimo dei voti a 23 anni, ricordarlo è un gioco da ragazzi. Vederlo applicato, invece, un muro invalicabile. Oggi Floriane ha 28 anni. Di concorsi ne ha già vinti due. Il primo, nel 2007, per un posto di funzionario amministrativo all’Inail. Il secondo, l’anno scorso, come collaboratore amministrativo presso il ministero dell’Interno. Quattordicesima in graduatoria, su ottanta posti disponibili, dopo aver superato quattro selezioni e battuto qualche migliaio di aspiranti statali. Due concorsi vinti, dunque, ma nessun posto di lavoro. Deve aspettare. Non solo lei. Come Floriane, in Italia ce ne sono parecchi. Tra province, regioni, enti di ricerca, enti pubblici non economici, comuni, ministeri e Asl, la conta è quasi impossibile. Una stima del 2007, uscita nelle pagine del Sole 24 Ore , parlava di 70mila. Oggi qualche cosa in più, come …
