Anno: 2010

"Il paese faina che disprezza l'università", di Antonio Scurati

Nel silenzio più totale, nell’indifferenza generale, è in discussione in Parlamento un disegno di legge di riforma dell’università da cui dipenderà il futuro del nostro Paese. Lo scopo dichiarato dai riformatori (il governo) è di ridurre gli sprechi e razionalizzare le risorse, la conseguenza reale sarebbe – stando agli oppositori (quasi l’intero mondo accademico) – di condurre il sistema universitario pubblico al collasso nel giro di pochissimi anni. Il sistema universitario ha le sue colpe, ed è scarsamente difendibile, ma la cura sarebbe, in questo caso, un’eutanasia mascherata. Chi ha ragione? E’ una battaglia tra riformisti e conservatori, tra risanatori e difensori di privilegi corporativi, oppure tra difensori dell’università pubblica e suoi curatori fallimentari? «Senza alcun onere aggiuntivo». La risposta sta tutta in questa formula burocratica, una formula che ricorre più di venti volte nel testo di legge per la riforma dell’università. Si può riformare un’istituzione grande e complessa come quella universitaria senza investire ma, al contrario, tagliando ulteriormente i già scarsi investimenti? La risposta agli interrogativi precedenti dipende da quest’ultimo e la risposta è …

Il Pd: “Gelmini riporta indietro le lancette e Limina fa la sua parte"

Bastico e Ghizzoni: riforma che punta allo smantellamento della scuola pubblica.“Lesiva della libertà di opinione la circolare del dirigente scolastico regionale”. Vicinanza e solidarietà agli insegnanti in lotta contro i tagli imposti dalla “riforma” Gelmini è stata espressa dalle parlamentari del Pd Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico. “E’ un attacco alla qualità dell’insegnamento – dichiarano le due parlamentari democratiche – una riforma classista che punta allo smantellamento della scuola pubblica perché, di fatto, riduce le opportunità per i più deboli. E’ un provvedimento che riporta indietro le lancette dell’orologio verso una società immobile”. Durissimo il giudizio delle due parlamentari sulla circolare che il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per l’Emilia-Romagna, dott. Limina, ha inviato ai dirigenti degli Uffici scolastici provinciali. “La circolare, riservata e dal tono minaccioso, nella quale il Direttore regionale dell’USR Emilia Romagna chiede ai Dirigenti provinciali di farsi promotori di iniziative per sensibilizzare il personale della scuola sul ‘corretto comportamento’ da tenere con gli organi di stampa, è gravissima e lesiva della libertà di opinione dei docenti” affermano le parlamentari. “Il …

"La disobbedienza", di Adriano Sofri

La legge concepita dal governo sulle intercettazioni è inconcepibile. È perfino imbarazzante argomentarlo: qui è stato pazientemente argomentato. È una legge che limita gravemente i mezzi delle indagini. Che imbavaglia l´informazione e la conoscenza. Che ricatta gli editori e li induce, o li autorizza, a ricattare a loro volta i giornalisti. Tutto ciò è inaccettabile. Da magistrati, giornalisti – e cittadini in genere desiderosi di sapere e informare, che abbiano o no una tessera corporativa in tasca – ed editori. Di fronte a una legge inaccettabile si fa tutto quello che democraticamente si può per sventarne l´approvazione. Si conta sulla Costituzione e sulla civiltà giuridica europea. E ci si dispone a trasgredire la legge pacificamente e dichiaratamente una volta che sia stata imposta, facendo delle sue vergognose sanzioni, e segnatamente del carcere, un´arma della propria ragione. Se davvero si arrivasse all´approvazione di questa legge, trasgredirla ed esigere di pagare con la galera sarebbe, oltre che un normale onore, un punto segnato contro la retrocessione della democrazia italiana. Fin qui ho detto delle ovvietà. Sarebbe bene …

"I giovani in cattedra", di Marco Meloni*

«L’Italia non è un paese per giovani». «L’Italia è un paese bloccato». Si tratta di affermazioni a metà tra luogo comune e realtà ineluttabile, che la nostra università rappresenta in modo davvero emblematico. Nel 2007 Salvatore Settis scriveva: «Qualità della ricerca e degli studi e ricambio generazionale nella docenza sono problemi che non stiamo affrontando, che si vanno incancrenendo a ogni giorno che passa». Il Pd, dall’assemblea di oggi, vuole metterli in testa alle proprie priorità. Un’università di qualità serve all’economia dell’Italia, e serve a far incrociare i talenti con le opportunità. Non possiamo accettare che solo il 10% dei giovani con il padre non diplomato riesca a laurearsi. Nel Regno Unito sono il 40%, in Francia il 35%. Non possiamo dirci progressisti se non promuoviamo, con le idee e con i fatti, la mobilità sociale. Ha ragione Irene Tinagli: la diminuzione delle immatricolazioni (-17.000 nell’ultimo anno) è molto preoccupante. I giovani italiani non credono più nell’università come spazio per la crescita professionale e la mobilità sociale. È la fotografia dell’Italia di oggi: una società …

"La prova del sistema", di Massimo Giannini

Al culmine dello scandalo che colpisce il governo, nel turbine di appalti truccati e case regalate, tasse evase e favori sessuali che coinvolge ministri e grand commis, Berlusconi prova a uscire dall’angolo con una mossa che ricorda il Craxi della prima Tangentopoli. Come il Mario Chiesa del ’92, “mariuolo” indipendente e solitario, anche gli Scajola e i Verdini di oggi sarebbero dunque “casi personali e isolati, che nulla hanno a che vedere con l’attività del governo e del partito”. La “dottrina Berlusconi”, affidata ancora una volta alle premurose cure di un Bruno Vespa ormai unico “biografo” accreditato dal Palazzo, non sta in piedi da nessun punto di vista. Né etico, né politico. Al di là delle retromarce e delle precisazioni successive, la tesi del Cavaliere è “tecnicamente” risibile. L’intenzione è chiara: il premier, nell’illusione di mettere in sicurezza l’esecutivo e il Pdl, non nega gli addebiti al vaglio della magistratura, ma li scarica sui singoli espungendoli dagli organismi collettivi. Ma la spiegazione non regge: qui non stiamo parlando dell’oscuro assessore di un comune dell’hinterland milanese. …

PD, Puglisi: La Sicilia boccia la Gelmini

Dopo la Provincia Autonoma di Bolzano, anche la Regione Sicilia boccia all’unanimità il riordino delle superori voluto dal Governo e rinvia di un anno la sua applicazione. Le durissime motivazioni che hanno portato il parlamento regionale alla scelta, confermano il fallimento delle politiche della Gelmini. Il drastico calo delle iscrizioni ai tecnici e professionali per il prossimo anno scolastico, vista la scelta al buio di informazioni e priva di qualsiasi orientamento a cui sono state costrette le famiglie e gli studenti, sono indice dell’errore macroscopico compiuto. I tagli alla scuola pubblica imposti dal Governo sono insostenibili, bene ha fatto l’assemblea regionale a respingerli. ****** “Scuola, riforma Gelmini l’Ars chiede lo slittamento”, di Salvo Intravaia Approvata una mozione bipartisan che chiede al governo nazionale l’applicazione della legge per le superiori a partire dal 2011. Necessari 40 milioni per coprire le spese. Roma ha accordato il rinvio alla Provincia di Bolzano. L’Ars chiede al governo regionale di rinviare di un anno la riforma della scuola superiore. Con una mozione bipartisan, sottoscritta dagli interi gruppi parlamentari di Pd …

"I bavagli e la mafia", di Rita Borsellino

Caro Direttore,sono trascorsi diciotto anni dalle stragi di Capaci e via D´Amelio. Quasi due decenni, nel corso dei quali abbiamo atteso che fosse fatta luce su ragioni e responsabili di quelle stragi in cui hanno perso la vita undici persone, uomini e donne delle istituzioni. Abbiamo saputo da sempre, per usare le parole di Giovanni Falcone, che sono morti perché lo Stato non è riuscito a proteggerli. Oggi, sappiamo anche che proprio dentro lo Stato c´è chi ha fatto di tutto perché non si scoprisse la verità. E non mi riferisco alle oscure trame che a più riprese sono emerse da indagini giudiziarie e inchieste giornalistiche, senza mai trovare conferme definitive. Parlo di fatti concreti e gravissimi, che non possono essere tacciati di mero complottismo o di faziosa mistificazione. Perché è un fatto che in tutto questo tempo, mentre la società reagiva alle stragi abbracciando e promuovendo la cultura della legalità, mentre l´ala militare di Cosa Nostra finiva in galera e la politica partecipava in pompa magna alle commemorazioni, la storia giudiziaria sulle stragi del …