"Edilizia al palo. Nel 2009 persi 210mila posti e 2mila imprese", di Luigi Venturelli
Per l’economia è l’ultimo campanello d’allarme. Quando crolla il mattone, si prepara a crollare buona parte del sistema produttivo. Così è stato nel corso del 2009, come gli Stati generali delle costruzioni avevano predetto, e come certificano gli ultimi dati presentati ieri al Cnel: nell’arco di dodici mesi sono stati persi 210mila posti di lavoro, 137mila diretti e 73mila nell’indotto, sono fallite oltre 2mila imprese, il30%in più rispetto al 2008, senza contare un ulteriore aumento del 30% di aziende che hanno chiuso i battenti nel primo trimestre del 2010. Un quadro «drammatico», di fronte al quale le associazioni datoriali e i sindacati di categoria chiedono di essere convocati con urgenza a Palazzo Chigi. Lo scorso anno sono nate 9mila imprese di costruzioni in meno rispetto all’anno precedente, in tre anni gli investimenti si sono ridotti del 18%, mentre le compravendite di abitazioni sono diminuite del 30%, e negli ultimi sei anni il numero dei bandi di gara per i lavori pubblici è calato del 55%. LE PROPOSTE ANTICRISI «Il terremoto economico-finanziario ha determinato una situazione …
