Anno: 2010

«La legge che ordina il silenzio stampa», di Stefano Rodotà

Se la legge sulle intercettazioni verrà approvata nel testo in discussione al Senato sarà fatto un passo pericoloso verso un mutamento di regime. I regimi non cambiano solo quando si è di fronte a un colpo di Stato o a una rottura frontale. Mutano pure per un’erosione lenta che cancella i principi fondativi di un sistema. Se quel testo diverrà legge della Repubblica, in un colpo solo verranno pregiudicati la libertà di manifestazione del pensiero, il diritto di sapere dei cittadini, il controllo diffuso sull’esercizio dei poteri, le possibilità di indagine della magistratura. Ci stiamo privando di essenziali anticorpi democratici. La censura come primo passo concreto verso l’annunciata riforma costituzionale, visto che si incide sulla prima parte della Costituzione, quella dei principi e dei diritti a parole dichiarata intoccabile? Se così sarà dovremo chiederci se viviamo ancora in uno Stato costituzionale di diritto. Questa operazione sostanzialmente eversiva si ammanta del virtuoso proposito di tutelare la privacy. Ma se questo fosse stato il vero o biettivo era a portata di mano una soluzione che non metteva …

«I cerotti non curano la malattia», di Mario Deaglio

Non è sufficiente mettere un «cerotto» sulle ferite aperte dell’economia greca, come si apprestano a fare i leader europei nei prossimi giorni, concedendo ad Atene un prestito troppo a lungo rinviato. Non bastano parole e documenti solenni a dare ai guai di Atene la «risposta forte» auspicata dal presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama. I responsabili delle maggiori economie del pianeta sono troppo spesso vittime della propria retorica, troppe volte hanno parlato in maniera non sufficientemente meditata di crisi superata; troppe volte hanno apposto firme solo apparentemente rassicuranti. In realtà appare più appropriato supporre che il virus all’origine di questa crisi abbia subito una nuova mutazione: sorto nel 2007 in un segmento secondario della finanza americana, quello dei mutui subprime, è mutato la prima volta nell’autunno del 2008 provocando una sensibile caduta di produzione e occupazione in tutti i Paesi ricchi dopo aver devastato la finanza internazionale e distrutto una parte non piccola del capitale finanziario mondiale. Ora sembra mutare nuovamente forma e percorso e ritornare, in maniera più aggressiva, a colpire quella che …

«Pd attento, il liberismo ha fallito», di Cesare Damiano

La crisi economica, che ha colpito duramente l’Italia e che ancora non è stata superata, impone al Pd di indicare chiare scelte di prospettiva. La ripresa lenta confermata nei giorni scorsi dall’Ue, che ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il nostro paese e la fragilità dei conti pubblici, gravati da un debito destinato a salire nei prossimi anni oltre il 115,9 per cento del 2009, richiederanno interventi di risanamento. La situazione internazionale non aiuta. La Grecia sull’orlo della bancarotta, il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda declassate, l’euro in forte discesa, le Borse in picchiata, impongono di avere bilanci pubblici maggiormente in ordine. Risanare si deve. Ma si deve anche riflettere, in Italia come nel resto d’Europa, sui rischi futuri indotti dalle scelte da compiere. Non vorrei che, sulla scorta di questa drammatica situazione, mentre servono riforme incisive per dare regole certe ai mercati e per reprimere la speculazione, si finisse col proporre le solite ricette “lacrime e sangue” che colpiscono i soliti noti: lavoratori a reddito fisso e pensionati, giovani in cerca …

Codice della strada: il PD ottiene il taglio dei privilegi per gli autisti delle auto blu e altre modifiche

Riforma buona grazie a sei proposte qualificanti del Pd ma voto di astensione del Partito democratico a causa della mancanza di risorse. Persa occasione per nuove piste ciclabili. immagine documento Nel disegno di legge di riforma del codice della strada sono state approvate norme utili per i cittadini e per la sicurezza stradale. Molte di queste norme sono state proposte dal gruppo del Pd al Senato che ha lavorato sodo sul testo e senza alcuna pregiudiziale politica. Ma l’impianto generale del provvedimento non convince totalmente: nuovi oneri, nuovi divieti, nuovi obblighi. Lo Stato non è in grado di far rispettare quelli già esistenti e con questa riforma, se ne aggiungono di altri, che però sono destinati a restare inadempiuti. Nel complesso, il Ddl che riforma il codice della strada sicuramente migliora il vecchio codice rendendolo più aderente alle necessità dei cittadini, tuttavia, il giudizio sul Ddl è condizionato dalla mancanza di risorse idonee a renderlo pienamente efficace. Queste importanti mancanze hanno impedito il voto favorevole del gruppo del Pd al Senato sul decreto . Per …

Relazione di Dario Franceschini – Area Democratica a Cortona

Pochi giorni fa Ulrich Beck ha ricordato a tutti noi la regola fondamentale della società mondiale del rischio: non lasciare mai che un rischio globale passi senza sfruttarlo, poiché si tratta sempre di un’occasione di fare qualcosa di grande. Beck parlava della Germania di fronte alla crisi europea. Ma quella regola vale più in generale. Del resto, quante volte ci siamo detti, che dopo la grande crisi globale di questo fine decennio, nulla sarebbe stato più come prima? Quante volte abbiamo ripetuto che saremmo usciti da questa tempesta profondamente cambiati. L’economia, ma anche i modelli culturali, gli stili di vita, il modo di consumare e di rapportarci all’ambiente. Le relazioni sovranazionali e quelle tra comunità. Insomma, ci siamo detti certi che quello che sarebbe uscito dalla grande crisi sarebbe stato un mondo nuovo. Abbiamo davvero pensato alla crisi come ad una straordinaria opportunità di cambiamento. Questa speranza era autorizzata e resa più concreta dall’apertura di una nuova stagione americana, con l’elezione di Obama alla Casa Bianca. Dobbiamo chiederci, due anni dopo, cosa sia rimasto di …

«Paesaggio addio: arriva l'abuso legale», di Vittorio Emiliani

Ciascuno è padrone a casa sua». È uno dei punti forti della “filosofia” politica con la quale Silvio Berlusconi ha “sedotto” milioni e milioni di italiani insofferenti di leggi, regolamenti, vincoli tesi a far prevalere, prima di lui, l’interesse generale. No, con la Casa delle Libertà devono trionfare gli interessi individuali. Meglio se cementizi. E ora arriva bel bello il ministro Sandro Bondi col decreto n.199/17.3.10, che “semplifica” (attenzione) le procedure per l’autorizzazione paesaggistica agli “interventi di lieve entità” (attenzione, due volte). Il ministro ha tenuto in vita il Codice per il paesaggio e però vara norme che lo aggirano. Il pacco plana su città in cui – basta girare l’occhio nella Roma di Alemanno – l’abuso è già la norma, con insegne, le più trucide, dovunque, anche in piena area storica, coi maxi-cartelloni tornati a vigoreggiare (contro tale giungla la Rete dei Comitati avanza domani una proposta di legge popolare), con balconi divenuti verande chiuse. Uno spettacolo da metropoli stracciona. Il decreto proposto diventa dunque la legalizzazione preventiva dello sfregio al paesaggio. E l’opposizione …

«Nuovi taglia alla cieca», di Stefano Fassina

La tragedia greca ha posto la situazione di finanza pubblica italiana in un quadro di vigile fiducia. È giusto, perché l’Italia ha fondamentali economici e sociali decisamente migliori dei PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna). È un bene per tutti, soprattutto per i pi vulnerabili, i disoccupati, i pensionati, non essere tra i Paesi a rischio. Va riconosciuto che G.T 3 è certamente la migliore versione di Giulio Tremonti sperimentata fino ad oggi a via XX Settembre. Infatti, dobbiamo ricordare a quanti oggi celebrano le performance del nostro Ministro che, nelle due versioni precedenti, non aveva avuto altrettanta sensibilità per il bilancio pubblico. Nella legislatura 2001-2006 aveva lasciato in eredità al Governo Prodi un’infrazione comunitaria per deficit eccessivo, un debito pubblico in risalita dopo 13 anni di calo e l’onere politico di un pesante aggiustamento finanziario da compiere. Dobbiamo anche ricordare che l’esecutivo Berlusconi a Maggio 2008 non si è insediato, come il povero Papandreou, ad Atena. A Palazzo Chigi ha trovato i conti pubblici in buon ordine e il debito riportato in discesa Solo …