Anno: 2010

"Attenti ai pensionamenti", di Stefano Fassina

Caro direttore, la ringrazio per l’attenzione che ha voluto dedicare alla mia intervista su Il Foglio del 29 aprile scorso. La ringrazio anche per le parole di incoraggiamento ad andare avanti nella demolizione del principio tax and spend, abitudine dura a morire nelle nostre fila. Un’abitudine che viene, troppo facilmente, attribuita a chi si occupa per responsabilità istituzionali del tax, ma che, invece, dovrebbe estendersi, almeno in egual misura, a chi per corrispondenti, ma decisamente più gratificanti, compiti di governo, avvia lo spend. Chi è responsabile delle entrate si trova, infatti, a dover raggiungere, come è avvenuto nell’ultimo governo Prodi, obiettivi determinati dall’incapacità politica collegiale, dell’esecutivo e della maggioranza parlamentare, di controllare o ridurre la spesa pubblica. Posso testimoniare per esperienza diretta che Vincenzo Visco nel 2006-2008 avrebbe ovviamente preferito ridurre le imposte, invece che essere costretto a un brutale intervento di aumento del gettito per cogliere gli assurdi e ideologici obiettivi di indebitamento previsti nel Dpef del giugno 2006. Infine, una breve ricostruzione storica. L’editoriale di Europa ritrova nelle mie parole a Claudio Cerasa …

"Primo maggio amaro", di Alessandro De Pascale

Allarme disoccupazione e suicidi collegati a motivi economici. La fotografia dell’Istat nel giorno in cui i sindacati sono in piazza a Rosarno, nel 120esimo anniversario della nostra festa dei lavoratori. Dedicata a tutti quelli che un impiego, per fortuna, ancora ce l’hanno. Perché i dati diffusi ieri dall’Istat non sono rassicuranti. Come del resto quelli che provengono dagli altri Paesi industrializzati. In Italia negli ultimi dodici mesi, tra il marzo 2009 e quello del 2010, gli occupati sono calati di 367mila unità. Mentre cresce inesorabilmente quello delle persone che cercano lavoro: due milioni e 194mila. Oltre 236mila in più, rispetto al marzo del 2009, un aumento del 12%. La crisi morde e getta le persone nella disperazione più totale, spesso da un giorno all’altro. Il tasso di disoccupazione è ai massimi livelli dal secondo trimestre del 2002 raggiungendo l’8,8 per cento registrato nel marzo scorso. Cresce anche quello giovanile, pari al 27,7 per cento, in aumento di 2,9 punti percentuali nel giro di 12 mesi. Nel resto d’Europa le cose non vanno meglio. Nei 27 …

Accolta la richiesta della Flc Cgil sulle immissioni in ruolo dei precari. Prosegue la mobilitazione contro i tagli agli organici

La FLC CGIL al termine della settimana di mobilitazione nazionale e territoriale conferma per le prossime settimane il proprio impegno contro i tagli agli organici e alle risorse finanziarie delle scuole e per la tutela del personale precario, la qualità della scuola pubblica e il rispetto del tempo scuola richiesto dalle famiglie. Durante l’incontro con i dirigenti del Ministero dell’Istruzione, la FLC CGIL ha ribadito le proprie richieste. L’amministrazione si è impegnata per quanto riguarda il personale docente a tempo determinato a chiedere l’autorizzazione al Ministero del Tesoro per l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili (11/14 mila posti comuni e 5.000 posti sul sostegno) come richiesto dalla FLC CGIL. Riteniamo assolutamente insufficiente le 6.000 assunzioni previste per il personale ATA. Il Miur, inoltre, ha garantito: l’avvio di un monitoraggio regione per regione sugli effetti concreti e reali dei tagli agli organici; l’attivazione di un tavolo interministeriale sugli ammortizzatori sociali per il personale precario della scuola; l’attivazione di un ulteriore tavolo interistituzionale sull’edilizia scolastica. La FLC CGIL, pur ritenendo molto importante l’impegno …

Napolitano: Primo Maggio, rinnovato impegno per la dignità, la sicurezza e lo sviluppo del lavoro

“Il 1° maggio è la Festa dei lavoratori di ogni parte d’Italia, di ogni età, condizione e categoria”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione del 1° Maggio al Quirinale. “E’ certamente anche una giornata di riflessione e di impegno”. “Sappiamo – ha sottolineato il Capo dello Stato – che quella del 1° maggio è una tradizione che nasce, 120 anni orsono, in modo drammatico, che per lunghi periodi viene contrastata e repressa con metodi autoritari e perfino nel sangue, ma che nel nostro paese esce confermata e rafforzata dalla lotta antifascista e dal processo costituente. E mi auguro che le giovani generazioni sappiano raccoglierla anche nei suoi tratti festosi, in forme, s’intende, corrispondenti a nuovi costumi individuali e collettivi. Ora, che l’insorgere di situazioni economiche difficili e complesse determini stati d’animo diffusi in termini di disagio e di preoccupazione per i lavoratori e per i giovani in cerca di lavoro, non toglie che il 1° maggio costituisca l’occasione per esprimere la forte consapevolezza e fierezza del mondo e del valore …

«Primo Maggio a Portella della Ginestra: il dovere della memoria, il futuro dei diritti», di Andrea Liparoto*

A Portella della Ginestra il Primo Maggio del 2010 un popolo di buona memoria si è dato appuntamento. Un popolo della storia, quella del sogno di una grande primavera di diritti massacrato ignobilmente. Portella della Ginestra, 63 anni fa. Circa duemila persone sono in cammino festanti. Donne, uomini, vecchi, bambini, sui carretti, a dorso di mulo, a piedi. E’ il Primo maggio. La speranza corre sui visi, all’orizzonte una Sicilia nuova, libera. Normale. ll 20 aprile 1947 il Blocco del Popolo (socialisti, comunisti, indipendenti) ha vinto le elezioni regionali capovolgendo gli esiti di quelle per l’Assemblea Costituente che aveva visto il trionfo della DC. La concessione delle terre incolte ai contadini – già stabilita col decreto Gullo nell’ottobre 1944 – non sembra più un miraggio, anche se è costata appena qualche tempo prima sangue. Ancora sangue. L’11 settembre 1945 a Ficarazzi (PA) viene ucciso Agostino d’Alessandro, segretario della Camera del lavoro; il 2 novembre 1946 a Belmonte Mazzagno (PA) tredici banditi uccidono i contadini Giovanni, Vincenzo e Giuseppe Santangelo che facevano parte di una Cooperativa …

"Una scuola veramente per tutti", di Francesca Puglisi*

La scuola è la mia casa, aperta tutto il giorno e tutto l’anno», proponeva su queste colonne Luigi Berlinguer. Mi sembra un’idea meravigliosa e rivoluzionaria, da cui far partire il nostro «progetto per l’Italia», per mobilitare energie, persone, intelligenze, per farne un nuovo movimento. Immaginiamo la scuola come luogo fondante di comunità, dove oltre ai necessari insegnamenti curricolari ci si può fermare il pomeriggio per studiare, fare sport, suonare, recitare, imparare le lingue. Dove diventa un valore anche l’apprendimento non formale e informale. Immaginiamo mamme che non devono più correre per accompagnare i figli ad imparare ciò che a scuola non si può fare. «Una scuola per ricchi», la chiamerebbe la Gelmini. Io la chiamo «una scuola per tutti». Una scuola dove i ragazzi di oggi trovano davvero interessante stare e studiare. Per progettare una scuola pubblica come questa, occorre costruire insieme un nuovo sistema scolastico.Unrinnovato rapporto di attribuzione di competenze e risorse tra Stato e Regioni, nuova formazione per reclutare gli insegnanti, nuovi spazi in cui vivere e studiare. «Non ci sono le risorse! …

Dalla farsa alla tragedia

Il libretto è già stato letto, il melodramma intitolato «decreto-legge per il riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche» già visto e rivisto. Il rozzo ministro berlusconiano, il bieco baritono Bondi, che infierisce contro la Cultura. I sindacati che sparano acuti e scioperi nella difesa della Cultura oltraggiata e, già che ci siamo, di indifendibili privilegi castali e corporativi. Intorno, il coro stonato delle opposte tifoserie politiche che più strepitano quanto meno conoscono la materia: anche perché non è che, a parte le prime con i fotografi, di politici all’opera ne vediamo spesso. E non mancano le comparse: chi i teatri li dovrebbe gestire, sovrintendenti e direttori artistici che, con le dovute eccezioni (il migliore, non a caso, abbiamo dovuto importarlo dalla Francia) sono dei politicantucoli finiti in teatro perché troppo scarsi o troppo poco scaltri per assicurarsi una Asl. Il nostro è davvero uno strano Paese. Che le «fondazioni lirico-sinfoniche» (un regalo della riforma fatta da Veltroni nel ’96 e ovviamente fallita) non possano andare avanti così è del tutto evidente. Il problema è semplicissimo: se la …