Anno: 2010

Piemonte, effetto Cota: bloccherò la RU486

Il cammino perchè le donne italiane possano abortire con la pillola Ru486, in ospedale o in day hospital, potrebbe essere più lungo del previsto. Un segnale forte della nuova aria che tira nelle regioni arriva dal neo presidente del Piemonte, Roberto Cota, che ha già fatto che le confezioni arrivate nella sua regione potrebbero restare nei magazzini, spiegando di pensarla in modo «completamente diverso» dall’ex presidente Mercedes Bresso. «Sono per la difesa della vita – ha detto Cota – e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero». E sulle scatole già arrivate, la conclusione polemica è che per lui «potranno marcire nei magazzini». Parole giudicate «stupidaggini» da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. «In Italia è garantita la libertà terapeutica, un ambito che riguarda solo il medico, il paziente e il loro rapporto. Tutto il resto sono chiacchiere inutili». Tuttavia è reale la possibilità che i presidenti delle regioni possano rallentare l’arrivo della Ru486 negli ospedali. A spiegarlo è il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella: «Tecnicamente i presidenti …

"Critiche di forma e di sostanza", di Michele Ainis

Fin qui Giorgio Napolitano non ha certamente fatto scialo dei propri poteri. Li ha usati con moderazione, preferendo la moral suasion al trillo del fischietto. Oppure non li ha usati affatto, come il potere d’indirizzare messaggi solenni al Parlamento. Fino a ieri, quest’ultimo era anche il caso del potere di rinvio, mai esercitato per l’appunto dall’undicesimo Presidente della Repubblica italiana. E dunque, che significato assume il fatto nuovo? È il segno di una svolta, d’un atteggiamento indocile che marcherà gli ultimi tre anni di questo settennato? È solo un’occasione presa al balzo per rintuzzare, colpendo una legge secondaria, le critiche di chi lamenta l’eccessiva prudenza del Capo dello Stato? Tranquilli: è la normalità costituzionale. Il rifiuto di promulgazione non è un trauma, non innesca terremoti nella nostra cittadella pubblica. Nemmeno quando cade su leggi tutt’altro che insignificanti, come nel caso di specie. A patto d’intendersi però sul perimetro concettuale che ne delimita i confini. Un equivoco allevato sia a destra che a sinistra assegna al presidente un ruolo di garante circa la costituzionalità degli atti …

"In Italia non ci sono più i ricchi. Solo l’1% sopra i 100mila euro", di Marco Ventimiglia

Le dichiarazioni dei redditi per il 2008 evidenziano nuovamente i gravi squilibri del Paese p Lombardia in testa, a pagare sono soprattutto dipendenti e pensionati. Cgil: fisco da riformare. Sono le ultime dichiarazioni dei redditi disponibili, presentate nel 2009 e relative all’anno precedente, e fotografano un Paese dove la ripartizione dei guadagni fra la popolazione non può certo definirsi equa, poco importa se trattasi di una situazione comune alla maggioranza delle nazioni occidentali. In particolare, sono418 mila i «Paperoni » d’Italia, ossia coloro che dichiarano un reddito superiore ai 100 mila euro l’anno, mentre ben 20,9 milioni di persone non superano i 15 mila, un livello al di sotto del quale, specie se si ha una famiglia da mantenere, si può ben parlare di una condizione vicina alla povertà. I dati sono stati diffusi ieri dal Dipartimento delle Finanze del Tesoro, e comunque li si guardi attestano una realtà incontrovertibile, quella di uno squilibrio assai poco in sintonia con una società pienamente democratica. Dei circa 41,8 milioni dei contribuenti, due terzi dichiara non più di …

"Giovani, allarme lavoro il tasso di disoccupazione schizza al 28,2 per cento", di Luca Iezzi

Rimane alto l´allarme disoccupazione. A febbraio il tasso dei senza lavoro si conferma all´8,5%, il livello peggiore da sei anni a questa parte. Risultato particolarmente negativo per la fascia tra i 15 e i 24 anni che con il 28,2% è tra i peggiori d´Europa che invece ha una media del 20,6%. Secondo il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni: «La disoccupazione giovanile è certamente figlia della crisi internazionale, ma anche di un atteggiamento tutto italiano che penalizza le nuove generazioni». L´Istat rileva che tra i 2,1 milioni di disoccupati complessivi cresce la componente maschile (+297 mila in un anno, +4000 in un mese) anche se le donne mantengono la percentuale più alta di senza lavoro (9,7% contro il 7,7%). Regge, anche grazie all´estensione della cassa integrazione, il numero complessivo degli occupati a 22 milioni e 806 mila unità, -0,1% in un mese e -1,7% rispetto a febbraio 2009, corrispondente a 395.000 unità. Parziale consolazione arriva dal confronto europeo: Eurostat ha certificato il nuovo record della disoccupazione al 10% per Eurolandia, le doppia cifra non si …

Scuola, Pd a Gelmini, bene passo in dietro su Resistenza, ma resta figuraccia

“Prendiamo atto della resipiscenza, non è la prima volta, speriamo almeno che sia l’ultima che il governo si presti a queste figuracce. L’inchiesta lanciata ieri da Italia Oggi ha in ogni caso contribuito a mettere in risalto quanto le indicazioni nazionali per i licei non siano una banale elencazione di obiettivi di apprendimento quanto piuttosto il bagaglio culturale che i giovani cittadini devono possedere. La nostra democrazia affonda le radici nella resistenza e nell’antifascismo: è un dato storico che non può essere sottinteso”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

«Brunetta e quei 9 mila voti spariti nell'agguato (elettorale) in laguna», di Gian Antonio Stella

La misteriosa differenza del risultato leghista tra le consultazioni Regionali e Comunali In attesa del toro, hanno arrostito il torello. C’è chi dirà che no, non è vero che i leghisti abituati a festeggiare ogni promozione di Luca Zaia con uno spiedo di tori hanno infilzato apposta Renato Brunetta nella sua corsa a sindaco di Venezia. Dirà che è stato solo un dannato equivoco. Ma i numeri sono numeri. E dicono che con quei 9 mila voti bossiani misteriosamente svaniti alle Comunali rispetto alle Regionali, il ministro non sarebbe stato buttato fuori al primo turno dalla «sua» città. Lui, il rosolato, fa mostra di averla presa con filosofia. E anche se passa per avere un caratterino fumante («Sono passionale e determinato ma buono come un pezzo di pane», ha spiegato giorni fa a Manuela Pivato, della Nuova Venezia, «Magari sono un po’ incazzoso però sono un pezzo di pane») ieri pomeriggio si è astenuto dal dardeggiare fulmini e saette contro i traditori. E si è messo alla scrivania per spiegare con un piccolo dossier a …

Articolo 18, Napolitano non firma il ddl sul lavoro

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto alle Camere, a norma dell’art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: “Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonchè misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”, si legge in un comunicato del Quirinale. E’ la prima volta che l’attuale presidenza rinvia un provvedimento. «Il Capo dello Stato è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni – con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 – che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale. Ha perciò ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinchè gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito …