Anno: 2010

"Se la pagella diventa a pagamento", di Falvia Amabile

Angelo abita a Torre Annunziata, è disoccupato, soldi in tasca ne capitano pochi. Quest’anno la sua scuola, il secondo circolo didattico Giancarlo Siani, gli ha rifiutato l’iscrizione dei tre figli mandandogli i bollettini di quello che, in genere, viene definito «contributo scolastico», una cifra che gli istituti chiedono a titolo volontario alle famiglie per aiutarli a far quadrare i conti, ma che invece da un po’ di tempo si sta trasformando in un obbligo a cui non tutti vogliono sottostare. Angelo non aveva pagato lo scorso anno. E così l’istituto voleva fargli capire qual era il suo dovere. E’ bastato minacciare una denuncia per far iscrivere i bambini. Da quando il ministero ha chiuso i cordoni della borsa, sono sempre di più le scuole a chiedere aiuto alle famiglie. «Siamo di fronte a un vero e proprio abuso», denuncia Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, portale fra i più seguiti sui temi della scuola. E, quindi, ha deciso di fare un’inchiesta. In pochi mesi si sono fatte avanti almeno una sessantina di persone, sparse in tutt’Italia, …

Sì alle regole, no ai trucchi. Sabato in piazza a Roma

Il PD annuncia la manifestazione con le altre forze di centrosinistra (SCARICA IL MANIFESTO) e l’ostruzionismo in Parlamento. Bersani: “La responsabilità è del Governo, non si attacchi il Quirinale”. I commenti del PD sul decreto. Dopo le leggi ad personam per tutelare interessi privati del premier, ecco che si fanno le leggi su misura per le liste regionali del Pdl per sanare i pasticci provocati dai loro dirigenti locali. Il trucco c’è e si vede. E il Quirinale non c’entra: “Lasciamo fuori il Presidente Napolitano. Non è il suo mestiere entrare nel merito dei decreti. Il governo ha la responsabilità di questo decreto. E’ a lui che bisogna rivolgersi” ha affermato Pier Luigi Bersani, a Genova per l’apertura dalla campagna elettorale. Per questo i partiti di centrosinistra dopo le iniziative di oggi a Roma, Milano, Torino annunciano per sabato prossimo una manifestazione nazionale a Roma,(SCARICA IL MANIFESTO) mentre i capigruppo del PD al Senato e alla Camera annunciano l’ostruzionismo su tutti i provvedimenti governativi. Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, nel primo pomeriggio …

"Come la par condicio contribuisce a devastare la coscienza degli italiani", di Roberta De Monticelli

Roberta De Monticelli è docente di Filosofia della persona all’Università San Raffaele di Milano. Giovedì era ospite del programma di Radio3 Fahrenheit. Si è così imbattuta nelle regole della par condicio. E ha deciso di scrivere questa lettera – di cui pubblichiamo un ampio stralcio – al direttore generale della Rai. Oggi nel nostro Paese la differenza fra il vero e il falso è tenuta in un disprezzo tale che un telegiornale del servizio pubblico può proclamare impunemente falsità fattuali. Questo stesso fatto, di inaudita gravità, suscitava l’esigenza di un dibattito pubblico, che in effetti era cominciato. Ma nelle sedi più naturali perché questo dibattito raggiungesse la maggioranza degli italiani, cioè i canali televisivi e radiofonici, questo dibattito è stato oscurato, come tutti gli altri dibattiti di idee che abbiano attinenza con lo scontro politico in atto. Mi permetto di scrivere questa lettera aperta al Direttore Generale della Rai perché oggi, sperimentando personalmente l’effetto di questa disposizione da lui decisa, ho compreso meglio quale sia la sua ricaduta devastante sulla – già così fragile – …

Scalfari, Zagrebelsky e Spinelli riflettono sul decreto salvaliste

«Quel pasticciaccio di Palazzo Chigi», di Eugenio Scalfari Ora è chiaro che un decreto interpretativo (come è stato definito quello di ieri) non può contravvenire ad una legge vigente e sostanzialmente abrogarla senza con ciò produrre un´innovazione. Cessa pertanto la natura interpretativa che risulta essere soltanto un´appiccicatura mistificante, e riappare invece un intervento che modifica anzi contraddice norme vigenti sulla stessa materia. C´è un´altra questione assai delicata: l´intera materia elettorale riguardante le Regioni è di spettanza delle Regioni stesse. Le stesse leggi elettorali in materia di procedura differiscono in parecchi punti l´una d´altra. E´ quindi molto dubbio che il governo nazionale possa entrare con una sua interpretazione su leggi che non sono interamente di sua diretta spettanza. Interpretazioni di tal genere spetterebbero ai consigli regionali i quali tuttavia sono scaduti in attesa del rinnovo elettorale. Su tutte queste questioni saranno certamente proposti ricorsi e quesiti alla Corte. Ove questa li accogliesse mi domando quale sarebbe la validità e gli esiti degli scrutini del 29 marzo. Il Presidente della Repubblica aveva giustamente definito «un pasticcio» la …

"È un´altra legge ad personam che discrimina le regioni con norme incostituzionali", di Liana Milella

Onida: intervento indebito del governo La parte più grave è quella per il Lazio: la presenza in tribunale non dimostra che la lista è stata presentata. Legge le anticipazioni del decreto e lo boccia senza possibilità di appello. L´ex presidente della Consulta Valerio Onida, oggi al vertice dell´associazione dei costituzionalisti, ritiene «inaccettabile» la soluzione che il governo ha dato al caso Roma. Una nuova «norma ad personam», «inammissibile» in quanto privilegia uno dei contendenti elettorali. Le pare che sia costituzionale? «Se il testo è così si tratta di disposizioni in parte forse innocue, ma inutili, e in parte clamorosamente illegittime». Dov´è che il dl è possibile e dove deraglia vistosamente? «Affermare che il favore per il diritto di elettorato debba essere preminente rispetto alle formalità non essenziali è ovvio, in quanto si tratta di un principio esistente. Allo stesso modo, è un principio esistente dire che vi deve essere un termine per regolarizzare difetti di forma non essenziali. Ma non si capisce perché debba valere solo per due regioni. Se una norma è generale deve …