Anno: 2010

Registro sulle Dichiarazioni Anticipate di Volontà, il Pd dice sì

Il gruppo consiliare del Pd voterà a favore della delibera d’iniziativa popolare promossa dal Comitato Articolo 32 con due emendamenti e un ordine del giorno di accompagnamento dal titolo: Rispetto della salute e dell’autodeterminazione degli individui ovvero “no alla eutanasia e no all’accanimento terapeutico”. Nella prossima seduta del Consiglio Comunale di Modena, prevista per lunedì 8 marzo, il gruppo consiliare del Partito Democratico voterà a favore dell’istituzione del Registro Comunale delle Dichiarazioni Anticipate di Volontà (DAV) relative ai trattamenti sanitari. La delibera di iniziativa popolare era stata depositata il 22 settembre scorso, sostenuta dalle oltre 700 firme di cittadini raccolte dal “Comitato Articolo 32 per la libertà di cura”. Il primo passaggio istituzionale in Municipio è avvenuto il 24 febbraio scorso in commissione Risorse. Oltre al voto favorevole all’istituzione del registro, il gruppo consiliare del Pd presenterà due emendamenti ed un ordine del giorno, di accompagnamento alla delibera, in cui verrà illustrata nel dettaglio la propria posizione unitaria. “In vacanza di legge– dichiarano il capogruppo Paolo Trande e il segretario cittadino del Pd Giuseppe Boschini …

"Barricate contro la legge ad personam l'opposizione dà battaglia in Parlamento", di Liana Milella

Pd e Idv affilano “le armi” sul legittimo impedimento, l’ennesima legge ad personam per Berlusconi. E si preparano a uno scontro duro in aula. La legge fotocopia del lodo Alfano, ma ancora senza la necessaria copertura costituzionale, non poteva capitare nella settimana peggiore. Stretta tra la polemica sul decreto salva-liste e la manifestazione in piazza di sabato. In mezzo, al Senato, tra domani e giovedì, ci sono le 14 ore di dibattito che la maggioranza ha concesso, col parere contrario di Pd e Idv, per varare il nuovo scudo per Berlusconi. Il premier ha fretta. Incombono le udienze del processo Mediaset. “Non c’è più tempo da perdere”, ha detto ai suoi, dopo quello che è avvenuto una settimana fa, quando il tribunale di Milano ha proseguito l’udienza e non ha ammesso la richiesta di rinvio per via del consiglio dei ministri dedicato al ddl sulla corruzione. Oggi ce n’è un’altra, l’avvocato del premier Niccolò Ghedini smentisce con un secco “no” la voce insistente che gira da giorni e che ancora ieri preannunciava un possibile blitz …

«Quando restò fuori il Pd», di Toni Jop

Presto, presto: serve un volontario per spiegare a quelli del centrosinistra di Monteporzio Catone che l’Italia non ce l’ha con loro e che non sono cittadini di serie B. Auguri al volontario, ne avrà bisogno perché dovrà battersi con una realtà molto dura che lo Stato non ha provato a rimediare. Storia fantastica, meglio ascoltarla dai diretti interessati con un paio di premesse: il centrosinistra è assente dal consiglio comunale di un comune – alle porte di Roma, novemila abitanti circa – in cui era e con ogni probabilità è ancora generosa maggioranza. Nello stesso consiglio, solo rappresentanti del centrodestra, a cominciare dal sindaco che ha vinto le elezioni senza antagonisti. Cosa è successo? «Semplice – racconta l’ex sindaco di centrosinistra Roberto Buglia, leader di una coalizione rosso, verde e bianca – per un errore, abbiamo presentato le liste con un paio di timbri in meno e siamo stati esclusi dalla competizione elettorale, colpa nostra». E i ricorsi? «Aahh, in ventiquattr’ore abbiamo regolarizzato la nostra posizione – spiega – timbri e firme, rifatte tutte di …

«La nostalgia dei vecchi partiti», di Ilvo Diamanti

Rimpianto per qualcosa che non c’è più, a causa del confronto con quello che c’è. Il dopo sarà diverso da entrambi. Non sappiamo come finiranno le prossime elezioni regionali. Sappiamo, però, che sono cominciate malissimo. E, prima ancora del voto, conosciamo già il nome degli sconfitti. I partiti. Nelle democrazie occidentali, compresa l´Italia, sono gli attori politici attraverso cui si è realizzata la democrazia rappresentativa. Anche dopo che la politica si è personalizzata e mediatizzata. Perché i partiti organizzano e orientano l´azione degli eletti nelle istituzioni rappresentative. Perché, prima ancora, partecipano alle elezioni, presentano liste e selezionano i candidati. Lo stesso Berlusconi, per entrare in politica, ha dovuto fondare un partito personale. E lo ha allargato, nel 2007, annettendo An a Fi. Per inseguire il centrosinistra, dove, dopo dieci anni e oltre di esperimenti e discussioni, i Ds e la Margherita si erano alfine riuniti nel Pd. Un progetto ancora incerto, come abbiamo già scritto nelle settimane scorse. Il Pd. Un partito senza fissa dimora. Incapace di imporre e perfino proporre candidati propri in regioni …

«Scuola, si tace su uno scandalo», del Coordinamento precari di Modena

Gentile direttore, le scriviamo in relazione all’articolo in cui il dirigente scolastico provinciale Gino Malaguti “tesse le lodi” della riforma delle scuole superiori. Abbiamo sentito il dovere di replicare, perché il quadro della “scuola che verrà” da lui delineato ribalta la realtà e nasconde il drammatico futuro che attende gli studenti e i lavoratori della scuola. Non esiste alcun progetto autentico di riforma, ma solo provvedimenti esecutivi per il contenimento della spesa: il taglio dei finanziamenti alla scuola pubblica per un totale di 7 miliardi e 832 milioni di euro nel quadriennio 2009/12; l’aumento del numero di alunni per classe; pesanti tagli agli organici dei docenti e del personale Ata; il ridimensionamento, la chiusura e l’accorpamento degli istituti scolastici; tagli e accorpamenti delle classi di concorso; la riduzione dei piani di studio e dei quadri orari. Ecco perché “la riforma” in realtà altro non è che una drastica riduzione delle ore, delle discipline e delle attività di laboratorio. Non è previsto alcun investimento, ma solo risparmi… Viene taciuto l’aumento del rapporto alunni/classe: dal prossimo anno …

«Cala il consenso per il governo», di Renato Mannheimer

Prosegue la diminuzione di popolarità: 39 per cento. Crollo tra chi vota Lega Come in molti avevano previsto, le convulse vicende di questi giorni riguardo alla presentazione delle liste per le regionali, hanno finito con l’influire negativamente sul grado di popolarità del Governo. Facendolo ulteriormente calare — dopo la diminuzione già rilevata il mese scorso— di altri 4 punti. E assestando l’indice di consenso poco sotto il 39%, quando, a dicembre scorso, subito dopo l’aggressione al Cavaliere in Piazza del Duomo a Milano, esso aveva superato il 50%. Siamo giunti dunque ad uno dei livelli più bassi mai registrati per l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Il calo più consistente di popolarità non si è manifestato tra gli elettori di centrosinistra (ove, ovviamente, i giudizi positivi sul Governo sono già molto bassi e non possono decrescere più di tanto), ma, specialmente nel cuore dei segmenti che tradizionalmente sostengono la coalizione del centrodestra. In particolare, tra gli stessi elettori del Pdl la quota di chi esprime un’opinione positiva sull’ operato del Governo è scesa dal 93% di …