Anno: 2010

Mafia a Modena, i parlamentari Pd interrogano Maroni

Chiedono al ministro dell’Interno se risponde a verità quanto riportato oggi dal Corriere della Sera sul radicamento di organizzazioni criminali. Come valuta il ministro Maroni le dichiarazioni del Procuratore capo di Modena, Vito Zincani, sulla presenza delle organizzazioni criminali nel modenese? A porre la domanda sono i quattro deputati modenesi del Pd – Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli e Giulio Santagata – che, in una interrogazione, chiedono al ministro dell’Interno se risponde a verità quanto riportato oggi dal Corriere della Sera (“ormai a Modena non si parla più di infiltrazioni, ma di parziale radicamento del fenomeno criminale”). In territorio modenese si sarebbe insediata, secondo il quotidiano milanese, “una vera e propria crime company, capace di insinuarsi e infettare i gangli dell’economia, non tanto attraverso i tradizionali strumenti della minaccia e della violenza ma con grosse quantità di denaro, una potenza finanziaria infinita”. I parlamentari modenesi chiedono anche – qualora le dichiarazioni riportate dal Corriere fossero confermate da riscontri oggettivi – come e con quali mezzi il governo intenda agire per sradicare le organizzazioni …

"Bertolimpionico", di Massimo Gramellini

Meglio sorridere sul “dopobertolaso”, ma quello che c’è dietro il sorriso è molto serio, e la strada è ancora in discesa . Si può ancora vivere senza Grandi Eventi? La risposta l’ha data ieri sera al Tg5 il grandeventista Bertolaso: no. Egli intende proporre l’Abruzzo terremotato come sede delle Olimpiadi invernali 2018. Dopo il G8, i Giochi della neve. E perché non anche il Nobel, la Champions, il Giubileo, l’ostensione della Sindone e magari l’Expo? Attualmente è destinata a Milano, ma è giusto che vi rimanga solo in caso di terremoti dalle parti di Cinisello Balsamo. Altrimenti meglio spostarla all’Aquila o sul Lambro inquinato, sempre che la Protezione Civile non intenda già farvi disputare le gare di canottaggio delle Olimpiadi estive. Il Cile dovrebbe affrettarsi a chiedere i prossimi campionati del mondo di calcio e Haiti la sede permanente dell’Onu, prima che la stessa venga trasferita accanto a un inceneritore di Napoli. Nessuno mette in dubbio la bellezza delle montagne abruzzesi. A lasciare esterrefatti è l’ideologia del Grande Evento aspira-soldi come unica soluzione per risolvere …

Apprendistato: maggioranza scellerata, autolesionista e classista

Dichiarazione di Mariangela Bastico. La norma sull’apprendistato a 15 anni, e la maggioranza che approvandola se ne assume ogni responsabilità, è scellerata, autolesionista e classista. Ostinandosi a rubare un anno di istruzione ai ragazzi si condannano i giovani “alla legge del figlio di papà”, per cui chi ha genitori professionisti o dirigenti è sicuro di andare meglio a scuola e di avere una professione migliore e più remunerativa. Gli altri andranno a lavorare presto, in mansioni più basse, meno pagati. Anzi dovranno andarci il più presto possibile, un anno prima di quanto la legge vigente prevede. Ciò avviene mentre tutte le indagini (Ocse e Banca d’Italia) ci indicano un percorso esattamente contrario: investire in conoscenza. Con questa norma il Governo si appropria di un anno di diritto all’istruzione sottraendolo ai ragazzi, abbassa a 15 anni l’età di ingresso al lavoro, riduce le opportunità di futuro e blocca la mobilità sociale. Rinuncia anche ad un investimento che darebbe una resa del 7%. Bankitalia ha calcolato in una interessante indagine sul rendimento dell’istruzione che questo è l’investimento …

"L'ultima beffa agli immigrati spunta la sanatoria trappola", di Paolo Rumiz

In gran segreto il governo ordina: via chi ha chiesto la sanatoria ma ha un’espulsione alle spalle La linea dura applicata a Trieste, Riimini e Perugia. Clemenza a Milano, Venezia e Bologna. Come criminali comuni, magnaccia o spacciatori di droga. Gli immigrati che hanno fatto domanda di sanatoria ma in passato non hanno rispettato un decreto di espulsione vanno rispediti a casa.Non ovunque, ma così, come gira agli uffici stranieri delle questure. Qua e là, alla chetichella, partendo dalla provincia, che nessuno mangi la foglia in anticipo. Uno sì e l’altro no, in modo che tutti restino col fiato sospeso. Funziona così la sanatoria Maroni: inflessibile in alcune province, a maglie larghe altrove. Una dicotomia interpretativa che colora la carta d’Italia come le chiazze del morbillo. Durezza a Trieste, Rimini, Perugia. Clemenza a Milano, Venezia, Bologna e in altre province. Incertezza ovunque, di conseguenza. La voce si è sparsa e gli immigrati si scoprono a bagnomaria, con un contratto regolare in mano ma senza sapere ancora se saranno espulsi o no. In gran parte africani, …

"Quei cittadini che votano ma non pagano le tasse", di Paolo Balduzzi e Massimo Bordignon

Torna agli onori della cronaca la Circoscrizione estero. Per facilitare l’esercizio di un diritto dei connazionali che risiedono in altri paesi sarebbe bastato il voto per corrispondenza. Invece la legge sul voto degli italiani all’estero finisce per garantire una rappresentanza senza tassazione: cittadini che non pagano tasse in Italia e non usufruiscono dei servizi influenzano con il loro voto le tasse che gli italiani residenti pagano e i servizi che ricevono. Viceversa, gli immigrati regolari nel nostro paese sono soggetti a una tassazione senza rappresentanza. Le cronache sono piene in questi giorni delle mirabolanti avventure di Nicola Di Girolamo, senatore del Pdl, accusato di essere stato eletto al Parlamento italiano nella Circoscrizione estero, ripartizione Europa, grazie ai voti della ‘ndrangheta. Ma accuse di brogli e contestazioni sono state avanzate anche nei confronti di altri deputati e senatori eletti in quella Circoscrizione. Chi sono dunque gli italiani all’estero e come votano? Ed è giusto che votino? Perché le contestazioni? IL VOTO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO La legge 459 del 27 dicembre 2001 riconosce il diritto di voto …

"Quanto ci costa (davvero) il nucleare", di Tommaso Sinibaldi

Il nucleare arriva alla Corte Costituzionale, con lo scontro tra Stato e Regioni: chi decide sul territorio? Ma al dibattito manca un pezzo decisivo: i costi nascosti del nucleare, messi a carico delle future generazioni senza che nessuno lo sappia. Vi spieghiamo come, in cinque domande e risposte 1. Il problema della “morte” delle centrali nucleari si porrà nei prossimi anni in termini sempre più pressanti? Invece di parlare di “morte” usiamo un termine più appropriato. Gli anglosassoni parlano di “decommissioning” : la migliore traduzione in italiano mi sembra “smantellamento”. Ciò premesso, certamente è così: il problema si porrà già nei prossimi anni e con un “crescendo” pressante per due ragioni. La prima è che la grandissima maggioranza delle centrali nucleari oggi operanti nel mondo sono state ordinate negli anni sessanta e settanta (quelle ordinate dopo il 1979 sono pochissime) e sono entrate in servizio negli anni settanta ed ottanta. All’inizio si assegnava ad una centrale nucleare una vita produttiva di trent’anni : poi si è quasi universalmente convenuto che tale vita poteva essere estesa …

G8, talpe e società fantasma: così funziona il «sistema», di Claudia Fusani

La cricca dei lavori pubblici è intervenuta ovunque fosse necessario e a qualunque costo pur di mantenere in piedi il sistema gelatinoso che ha consentito negli ultimi anni di mettere le mani su gare e appalti milionari al di là e al di fuori di ogni regola di mercato e trasparenza. I nuovi atti depositati dalla procura di Perugia – l’aggiunto Centrone e i sostituti Sottani e Tavernese – e allegati alla richiesta di misura di custodia cautelare per i funzionari pubblici Balducci, De Santis, Della Giovampaola e il costruttore Diego Anemone raccontano soprattutto gli ultimi mesi di attività della cricca, da quando sono cominciate a filtrare notizie molto vaghe sulle inchieste della procura di Roma e poi di Firenze. Si tratta di contatti utili a monitorare e quindi neutralizzare le indagini in corso. E di accorgimenti societari per continuare ad accapparrarsi appalti senza figurare tra le ditte vincitrici. Uno dei capitoli degli allegati s’intitola: «La gravissima attività di inquinamento probatorio in atto con fuga di notizie e informazioni ricevute in tempo reale dagli indagati». …