Anno: 2010

"Il vuoto al potere", di Massimo Giannini

La democrazia è in pericolo, tuonano le corti berlusconiane di fronte alla bocciatura dei listini di Roberto Formigoni e di Renata Polverini decretata dalle Corti d’appello di Milano e di Roma. Certo, una tornata decisiva di consultazioni regionali dalla quale mancasse l’insegna del partito di maggioranza relativa in Lombardia e nel Lazio sarebbe un test elettorale assai incompleto e incomprensibile. Ma nell’attesa che i tribunali amministrativi dicano l’ultima parola sui ricorsi presentati dal Pdl, e al di là delle complicate valutazioni giuridiche del caso, una considerazione politica si può e si deve trarre. In base a quanto si è visto in questi mesi e in questi giorni, ad essere in pericolo non è la vita della democrazia, ma piuttosto la sopravvivenza del Pdl. Cos’altro è questa farsesca tragicommedia delle liste, taroccate o presentate fuori tempo massimo, se non la plastica dimostrazione di un partito che sta morendo in culla? Cos’altro dicono le convulsioni e i veleni interni al mistico Popolo delle libertà, se non il dilettantismo e l’avventurismo di un esperimento identitario che non ha …

"Il senato approva la legge che modifica l'articolo 18", di Felicia Masocco

Licenziare è più facile, la giusta causa non serve più. Il Senato ha approvato definitivamente una norma che, zitta zitta, aggira l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e lascia ad un arbitro la decisione di decidere se un licenziamento sia giusto o no. L’arbitro decide «secondo equità ». L’attacco all’articolo 18 questa volta è avvenuto in sordina, mentre le proteste, l’attenzione e le energie vengono spese per salvare posti del lavoro a rischio per la crisi. In pratica già nel contratto di assunzione e in deroga ai contratti collettivi, si stabilisce che in caso di contrasto, il datore di lavoro e il lavoratore si affidano ad un arbitrato. «È una scelta » dice il ministro Sacconi. Ma non occorre essere dei geni per capire che un disoccupato che voglia lavorare mette la firma e accetta l’arbitrato. L’opposizione e la Cgil parlano di controriforma. Guglielmo Epifani ha annunciato di essere pronto a rivolgersi alla Corte costituzionale, «così si rende il lavoratore più debole ». Era stata proprio al Cgil, mesi fa a dare l’allarme su quanto …

Carpi, il Pd: “Adesso il biglietto sul treno”

Interrogazione dell’on. Ghizzoni del Pd sulla chiusura domenicale della biglietteria della stazione: “Purtroppo avevamo visto giusto”. L’on. Manuela Ghizzoni ha presentato questa mattina un’interrogazione urgente al ministro dei Trasporti sulla chiusura domenicale della biglietteria nella stazione ferroviaria di Carpi. Ecco una sua dichiarazione in merito. “Purtroppo avevamo visto giusto: le Ferrovie dello Stato hanno deciso di chiudere di domenica la biglietteria della stazione di Carpi. E meno male che si tratta di una stazione di prima categoria perché se fosse stata di seconda cosa avrebbero fatto? Avrebbero tolto orologi, pensiline e toilettes? E’ sconfortante assistere allo smantellamento, pezzo per pezzo, di questo Stato. Lo stesso accade, secondo una volontà precisa del governo di centrodestra, nella scuola, nella sanità, nella protezione civile, nell’assistenza, nei corpi di polizia. Adesso è arrivato il turno delle biglietterie nelle stazioni ferroviarie. Questa mattina ho presentato un’interrogazione urgente al ministro dei Trasporti per sapere quale razionalizzazione o riduzione di costi ci sia dietro una decisione che aggrava ulteriormente i disagi dei viaggiatori costretti a utilizzare un servizio che definire scadente è …

"Che fine ha fatto il merito?", di Gianni Gandola

l’art.64 del decreto legge 112/2008 (poi convertito in legge 133/2008), prevedeva che il 30% delle risorse risparmiate dovesse essere riutilizzato nella scuola, per riconoscere la professionalità dei docenti, premiare il merito, promuovere la carriera.Che fine ha fatto tutto questo? Oggi è in primo piano l’emergenza. Non solo quella per il terremoto in Abruzzo o l’inquinamento del Po, ma anche quella connessa allo stato di sofferenza e di crisi finanziaria in cui versano gli istituti scolastici. Per non parlare delle condizioni strutturali di molti edifici scolastici. O della riduzione consistente di risorse professionali nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado.E così molte altre questioni rilevanti che riguardano la scuola italiana sono finite inevitabilmente in secondo piano. Ad esempio quella della valorizzazione della professionalità docente e del merito. Ce lo ricorda Giancarlo Cerini che, in un recente articolo, “Merito, professionalità, carriera: le proposte in campo” (1) , riapre questa questione spinosa quanto delicata e di fondamentale importanza per il nostro sistema di istruzione. I tagli degli organici, le scuole senza soldi per i supplenti, deprivate delle …

"Italia rassegnata e furba senza senso del peccato", intervista a Giuseppe De Rita di Fabio Martini

Il presidente del Censis: lo Stato ha perso autorità morale e sta saltando. Nella reazione dell’opinione pubblica ai ripetuti scandali degli ultimi mesi, c’è una sorta di rassegnazione al peggio, un atteggiamento diverso rispetto all’era Tangentopoli, eppure questo approccio non stupisce il presidente del Censis Giuseppe De Rita: «Sì, in giro c’è una rassegnazione vera, ma anche furba. Chiunque di noi può ascoltare grandi dichiarazioni indignate: “Qui sono tutti mascalzoni!”. La gente ragiona così: sento tutti parlare male di tutti e anche io faccio lo stesso. Dopodiché però non scatta la molla: e io che faccio? Non scatta per l’assenza di codici ai quali ubbidire. Non scatta perché non c’è più un vincolo collettivo. Tutto può essere fatto se io stesso ritengo giusto che sia fatto». La profondità e l’autorevolezza della sua lettura della società e del costume italiano già da tempo hanno fatto di Giuseppe De Rita un’autorità morale, una dei pochissimi intellettuali italiani che è impossibile incasellare. Si comincia a dire: siamo di nuovo a Tangentopoli. L’illegalità più recente le pare diversa da …

C’è Uno che ha capovolto il mondo (Newsletter n° 2 – marzo 2010)

Uno dice “Sono dei birbantelli!!” e subito pensi a un nonno che ha beccato i suoi nipotini con le mani nella marmellata. Uno dice che vuole contrastare la corruzione, e già questo appare sorprendente, e poi scopri che tra chi aveva le mani nella marmellata figurano amici degli amici. Uno dice che bisogna garantire la legalità e poi scopri che intende impedire l’uso delle intercettazioni. Uno dice che gli altri vogliono “l’invasione di stranieri” e poi scopri che le politiche sull’immigrazione sono regolate ormai da otto anni da una legge fallimentare che si chiama Bossi-Fini e che alla guida del governo c’è proprio quell’Uno. Uno dice che la crisi è superata e poi scopri che il Paese va a picco e che gli italiani faticano ad arrivare a fine mese. Uno dice che gli altri non hanno idee, ma nonostante i telegiornali non ne parlino, scopri che c’é un’opposizione in grado di stare al fianco di chi protesta con le proprie proposte. Uno dice “Meno tasse per tutti” e poi scopri che sono aumentate. Uno …

"Governo all´attacco dell´articolo 18", di Roberto Mania

Aggirare l´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che tutela dal licenziamento senza giusta causa, e anche altre norme della nostra legislazione sul lavoro. Ma senza dirlo, almeno direttamente. La nuova legge sul processo del lavoro presentata dal governo è ormai a un passo dall´approvazione: questa settimana dovrebbe concluderne l´esame la Commissione Lavoro di Palazzo Madama, subito dopo sarà l´Aula a dare il via libera definitivo dopo quasi due anni di navetta tra Camera e Senato. In quel testo (il disegno di legge 1167-B) c´è scritto che le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente potranno essere risolte anche da un arbitro in alternativa al giudice: o l´uno o l´altro. Un cambiamento radicale rispetto alla tradizione giuridica italiana, dove c´è sempre stata una forte diffidenza nei confronti dei lodi arbitrali di stampo anglosassone. Un affievolimento di fatto delle tutele a favore del lavoratore, la parte oggettivamente più debole in questo tipo di controversie. E anche, appunto, un superamento dell´articolo 18, come di altri vincoli legislativi. Perché di fronte a un licenziamento l´arbitro …