"I disoccupati ci sono ma non si vedono", di Ilvo Diamanti
Esistono problemi visibili e altri invisibili. A prescindere – direbbe Totò – non solo dalla realtà ma anche dalla percezione. La disoccupazione, ad esempio, esiste: nella realtà e nella percezione. Ma parlarne è da irresponsabili e mostrarla anche peggio. Basta pensare alla reazione del Governo di fronte alle stime fornite dalla Banca d´Italia, che considera il tasso di disoccupazione «reale» superiore al 10%: 2.600.000 persone. Un calcolo scorretto e fantasioso, secondo il ministro Sacconi. Perché associa ai disoccupati anche i cassintegrati cronici e i «lavoratori scoraggiati». Quelli, cioè, che rinunciano a cercare occupazione perché ritengono la situazione sfavorevole. Un´operazione scorretta, quella praticata dalla coppia Epifani-Draghi. Entrambi disfattisti e, implicitamente, comunisti. Imprenditori delle fabbriche che producono pessimismo, come li ha definiti il premier Berlusconi. Seminano sfiducia e rischiano, in questo modo, di alimentare una crisi che ormai è alle spalle. Anche se i cittadini non sembrano accorgersene. Afflitti da una “percezione” diversa – e distorta. La disoccupazione, infatti, preoccupa il 37% degli italiani, secondo la recente indagine di Demos per Unipolis (si veda in www.demos.it) sulla …
