"Nessuno può dirsi soddisfatto", di Franco Garelli
E’ stato senza dubbio un incontro dal valore storico, ma che non poteva sorvolare sulle spine che da tempo ostacolano i rapporti tra la chiesa cattolica e gli Ebrei. La visita del Papa alla Sinagoga di Roma è stata abbellita dalla inedita presenza di una delegazione della grande moschea della capitale, che però non ha spostato l’asse di fondo della riflessione e del confronto. Tra i protagonisti dell’evento vi sono state molte attenzioni reciproche, importanti accenni al ruolo essenziale (sui temi della spiritualità, della pace, dell’ecologia, della solidarietà umana) che le grandi religioni storiche devono avere nel mondo; ma soprattutto gli esponenti della comunità ebraica, e in parte anche il Papa, non hanno mancato a più riprese di richiamare i problemi che oggi condizionano il reciproco riconoscimento tra le due fedi religiose. Così Benedetto XVI, accennando ieri all’Angelus che nel pomeriggio si sarebbe recato al Tempio Maggiore, ha ricordato il clima di dialogo che oggi intercorre tra cattolici e ebrei «malgrado i problemi e le difficoltà»; mentre ancora più espliciti sono stati gli accenni ai …
