Anno: 2010

"Statali, donne in pensione più tardi. In 3.500 restano in servizio", di Mariolina Iossa

Scattano i nuovi requisiti: a riposo con 61 anni. Entro il 2018 il tetto a 65. Risparmi per 2,5 miliardi destinati alle politiche sociali. Sono 3.500 le dipendenti statali che non potranno andare in pensione nel 2010 e dovranno restare al lavoro per un altro anno. Sono 3.500, secondo i nuovi conti fatti dall’Inpdap, sulle 6 mila che avrebbero raggiunto i requisiti a fine dicembre 2009 secondo la vecchia normativa. Da ieri sono entrate in vigore le nuove norme, che portano l’età pensionabile delle dipendenti della pubblica amministrazione da 60 a 61 anni fino ad arrivare nel 2018 a 65 anni al pari degli uomini, con l’aumento di un anno ogni due. La legge è stata approvata prima dell’estate per adeguare l’Italia, ha sempre sostenuto il governo e in particolare il ministro Brunetta, a una direttiva europea che parifica i criteri pensionistici tra uomini e donne, e dopo il pronunciamento della Corte di giustizia europea. Ma sono state molte le polemiche che hanno preceduto quel provvedimento e durante il dibattito che ne è seguito si …

"Una tassa sul privilegio", di Tito Boeri

Nell´attesa di conoscere il progetto del Ministro, vorrei proporre un criterio molto semplice cui ispirare la riforma: bisogna tassare di più i più ricchi e meno chi lavora a bassi salari. Proviamo a crederci: il 2010 sarà “l´anno delle riforme”, come annunciato solennemente dal nostro Presidente del Consiglio. Ma quali? Uscendo dalla crisi più dura del Dopoguerra non si può che pensare prioritariamente all´economia. Sin qui le uniche misure economiche calendarizzate dall´esecutivo sono quelle rimaste fuori dalla Finanziaria, gli incentivi per i consumi e i bonus per la rottamazione di automobili, elettrodomestici e cucine. Per chiamarle riforme ci vuole, Ninetta mia, tanto, troppo coraggio. Prima della pausa natalizia, il ministro Tremonti ha tuttavia annunciato che «è arrivato il tempo di pensare alla riforma fiscale». Evviva. Vuol dire che non è più tempo di interventi estemporanei e fra di loro contraddittori sul nostro sistema tributario, è finita l´era in cui si cambiano solo i nomi delle imposte (dall´Irpef all´Ire, dall´Irpeg all´Ires) e in cui le tasse si moltiplicano, di legislatura in legislatura. Nell´attesa di conoscere il …

Class action: Codacons contro colossi bancari

Sarà il Codacons a presentare la prima class action italiana, che riguarderà il settore bancario. «Proprio oggi, data di entrata in vigore dell’azione collettiva nel nostro paese, il Codacons ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo». In una nota il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi annuncia di essere il firmatario della prima class action italiana. «L’azione poggia sulle rilevazioni dell’Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’eliminazione della commissione di massimo scoperto introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto» spiega il Codacons. Un comportamento che l’associazione definisce «illegittimo che produce un danno economico ingente ai consumatori, come dimostrato anche dall’Autorità della concorrenza e del mercato». Di qui la class action notificata al Tribunale di Torino (per Intesa SanPaolo) e a quello di Roma (per Unicredit) contro le due maggiori banche italiane. «Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell’associazione – conclude il Codacons – migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class …

"La ribellione delle acque", di Mario Tozzi

Una impetuosa ribellione dei fiumi è chiaramente in atto da qualche giorno nel nostro Paese. Sarebbe un ulteriore atto di insensata trascuratezza fare finta di niente di fronte ai segnali che l’ambiente naturale ci invia. Alluvioni e inondazioni sono il naturale decorso delle giornate di pioggia intensa, e da sempre le civiltà fluviali – come quelle padane o tiberine – convivono con l’andamento del fiume e le sue piene. Ma qualcosa è drammaticamente cambiato negli ultimi anni: intanto la pioggia, che oggi cade a cascata innescando le cosiddette «bombe d’acqua», quei flash flood difficili da prevedere che rovesciano in poche ore l’acqua che un tempo cadeva in settimane. Così la pioggia non si infiltra più nel sottosuolo, ma ruscella tutta in superficie e si precipita nei letti fluviali che però non sono commisurati a contenerla. Dunque le alluvioni sono aumentate di frequenza e di intensità, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, dal Brasile alla Cina. Questa però è solo una parte del problema, il resto lo fanno gli uomini che vivono …

"La dottrina del Quirinale", di Massimo Giannini

Come ogni Capodanno il “cuore d’Italia”, da Palermo ad Aosta, batte all’unisono con quello del presidente della Repubblica. Gli auguri di Giorgio Napolitano alla nazione rassicurano un’opinione pubblica esasperata e stimolano una classe politica esagitata. Il messaggio è vagamente ecumenico, il plauso unanimemente bipartisan. Ma senza alcuna pretesa di rovinare lo strano “presepe italiano” di fine 2009 (in cui si contempla la proditoria anomalia di una statuetta del Duomo di Milano e in cui si celebra l’assolutoria epifania del Partito dell’Amore) bisogna riconoscere che nel vigoroso “Inno alla serenità” pronunciato dal Capo dello Stato ci sono chiavi meno scontate e note più acuminate di quello che appaiono. La “Dottrina Napolitano” si incardina intorno a una premessa e a una promessa. La premessa riguarda le questioni economiche e sociali. L’Italia, dopo mesi “molto agitati”, ha un drammatico bisogno di essere governata. Di fronte alla gravità di una crisi che pagheremo a caro prezzo sul piano dei costi economici (pesante caduta della produzione e dei consumi) e dei costi sociali (crollo dell’occupazione e aumento della povertà e …

Napoleoni: «Mi candido per ripulire il Lazio», di Felicia Masocco

Mi hanno chiamato la notte di Natale, mi hanno proposto di candidarmi. Ho pensato che fosse mio dovere, sono anni che dico che bisogna tornare alla società civile e che il sistema ha bisogno di rinnovamento, non potevo tirarmi indietro, non era logico». Loretta Napoleoni è esperta di economia internazionale e di terrorismo internazionale, il suo curriculum è un lungo elenco di titoli accademici ottenuti in prestigiose università, collaborazioni con amministrazioni e testate giornalistiche (anche l’Unità). È nata è cresciuta a Roma oggi vive a Londra con frequenti viaggi su e giù per il mondo. Attraverso Facebook, un gruppo di persone la candida alle primarie del centrosinistra per la presidenza del Lazio «perché – scrivono- pensiamo che la sua candidatura possa favorire la partecipazione e quel rinnovamento della politica di cui l’elettorato, non solo di centro-sinistra, sente imprescindibile bisogno». Come ha reagito a questa proposta? «Mi ha fatto molto piacere, sono anni che dico che bisogna tornare alla società civile, che il sistema ha bisogno di un rinnovamento: e dato che dall’alto non è venuto, …

"Cittadinanza la legga va condivisa", di Giovanna Zincone

Le decisioni pubbliche dovrebbero formare un puzzle dotato di qualche logica. Abbiamo sul tavolo la riforma della cittadinanza e il problema dei rinnovi dei permessi di soggiorno: è utile ripensarli insieme. Bisogna aspettare fino a 15 mesi per ottenere il rinnovo di un permesso, e 500 mila immigrati sono ancora in attesa. A un sondaggio che consentiva di dare tre risposte alla domanda sul perché la cittadinanza fosse desiderabile, il 57% degli immigrati intervistati ha scelto «per non dovere più rinnovare il permesso di soggiorno». Se si vuole che la cittadinanza non rappresenti solo una scelta opportunistica, bisogna offrire l’alternativa di una residenza regolare meno difficile: snellire le pratiche di rinnovo, rafforzare le questure sguarnite, premiare quelle efficienti. Evitiamo che la buona conoscenza della lingua italiana costituisca una barriera per l’accesso alla carta di soggiorno. Non è ragionevole penalizzare lavoratori anziani o con bassa istruzione che hanno difficoltà a imparare una nuova lingua: rinnovi superflui costano non solo a loro, ma anche alla nostra amministrazione. È bene quindi che si stia elaborando il regolamento attuativo …