"Alta produttività e ricerca gli «asset» della Germania", di Rossella Bocciarelli
Saranno pure meri confronti congiunturali, però lasciano di stucco: gli ultimi numeri diffusi da Eurostat descrivono un paese, la Germania, che sembra avviato verso un nuovo miracolo economico e un altro, l’Italia, per descrivere il quale bisogna rispolverare la frase attribuita a Galileo Galilei: “Eppur si muove”. Nell’ultima settimana abbiamo scoperto che il Pil tedesco viaggia al +4,9% tendenziale mentre quello italiano cammina all’1%; la produzione industriale tedesca ha una crescita annua a due cifre(+10,9%) mentre quella italiana è aumentata in un anno del 3,1 per cento. Inoltre il tasso di occupazione delle persone in età compresa fra i 15 e i 64 anni in Germania è oggi del 71,1% mentre in Italia si colloca al 56,9%, cioè 14 punti in meno. Ma anche se guardiamo al reddito delle famiglie, vediamo che nell’arco di un decennio il reddito reale di quelle tedesche è salito dell’11% e quello dei nuclei italiani è sceso del 4 per cento. Ma perché l’unico confronto con la Germania che non fa rattristare gli italiani è quello calcistico? «All’origine della forza …
