Anno: 2011

L’acqua è di tutti

Proposta di legge sull’acqua pubblica presentata dal Pd sul governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato. “L’acqua è un bene pubblico e sono beni pubblici anche le strutture del servizio idrico integrato”. Al centro della proposta politica l’istituzione di un’Autorità di regolazione indipendente, l’introduzione di un fondo nazionale per il riequilibrio territoriale e di una tariffa sociale a vantaggio dei nuclei familiari più numerosi e delle fasce meno abbienti. “Siamo qui perché, testardamente, vogliamo occuparci di questioni reali” così Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del Pd sull’acqua pubblica insieme a Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e Stella Bianchi. “Il tema ambientale – ha continuato il leader democratico – è tutt’ora troppo trascurato. Per noi è invece una chiave prioritaria soprattutto in relazione alla crisi economica e sociale affinché il Piano Acqua sia uno dei progetti Paese”. Bersani ha voluto ricordare come la privatizzazione non è la risposta giusta per la razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua. “L’acqua e la salute dell’acqua vanno riconsegnate a Dio così …

De Mauro, contro Mastrocola: «Smettiamo di attaccare la scuola pubblica», di Dino Messina

«Sbaglia Paola Mastrocola, nel suo pamphlet Togliamo il disturbo, a criticare pesantemente la scuola pubblica, che per la verità viene attaccata anche da autorevoli ministri della Repubblica e dal presidente del Consiglio» . All’incontro dedicato «Alle origini dell’identità italiana» che ieri mattina ha aperto la terza giornata di questo ventiquattresimo Salone del libro, Tullio De Mauro, storico della lingua e ministro della Pubblica istruzione nel governo Amato, non ha esitato a definire la scuola pubblica «primo baluardo» del nostro Paese. Un baluardo da difendere nonostante i limiti, perché il panorama generale è davvero desolante: «Il 5 per cento degli italiani adulti — ha detto De Mauro — ha difficoltà a riconoscere alcune lettere dell’alfabeto, un 33%le sa mettere assieme ma capisce a stento il senso delle parole, un altro 33%ha un livello di comprensione molto basso. Arriviamo a un 71%, secondo le stime più ottimistiche, di persone che hanno difficoltà a leggere e scrivere. «Non è un caso che noi siamo il Paese con la maggiore diffusione di telefonini pro capite, perché c’è un evidente …

"Ma al Nord evasione fiscale record in Veneto sparisce il 22,4% del reddito", di Luisa Grion

La regione più “virtuosa” è la Sardegna che sottrae all´erario solo il 13,7%. L´Associazione: nessuna etichetta al Settentrione, Italia unita dalla fuga dal Fisco. Un Paese unito nel nome dell´evasione fiscale: nascondere una parte o la totalità del reddito agli occhi dello Stato è un´attività diffusa su tutto il territorio italiano. Ma gli evasori non sono tutti uguali: c´è chi si accontenta di truffare il fisco solo in parte, e chi mette via ogni remora pur di accumulare entrate senza versare le tasse. Al Nord come al Sud, anzi al Nord un po´ di più. Contrariamente a quanto si pensa per via della maggiore diffusione dell´economia sommersa, il picco dell´evasione si raggiunge nel Settentrione. La regione che sottrae più ricchezza ai fini dell´Irpef è il Veneto, che nasconde in media il 22,4 per cento dei suoi redditi, la più virtuosa è la Sardegna dove l´evasione si contiene al 13,7%. Fra i due estremi, c´è il ritratto di un Paese che si attrezza in mille modi per ingannare il fisco quando il contribuente non versa la …

"In difesa dell'Università che amplifica il sapere", di Goffredo Fofi

Guardo con mistero e sconcerto a guerre e mafie all’interno delle facoltà. E con meraviglia alle grandi capacità che spesso si producono negli atenei. Per ovvie ragioni “di classe” non ho fatto a suo tempo l’università, un tipo di scuola riservato, allora, alle classi abbienti o alla piccola borghesia emergente. Il boom non era ancora arrivato e a Barbiana non avevano ancora scritto la “lettera a una professoressa”. Ho conosciuto, è ovvio, centinaia, forse migliaia di laureati, e anche di professori universitari, di assistenti universitari, di ricercatori universitari, sentendo a lungo (e ancora oggi) un forte sentimento di inferiorità verso coloro che l’università l’avevano fatta o la facevano. Quello di cui più soffrivo era di “non avere un metodo” nell’affrontare i miei studi e le mie letture, le mie ambizioni di inchiestatore o di critico o, un tempo, il lavoro con i bambini al di fuori delle istituzioni regolamentari. La messa in atto dei miei interessi e delle mie passioni avrebbe richiesto un’adeguata preparazione scientifica che assolutamente non avevo e non ho mai avuto. E …

Pier Luigi Bersani «Il Paese ci incoraggia Il voto può accelerare la fine di Berlusconi», di Simone Collini

Il segretario Pd: «Ovunque ho visto un partito in salute e combattivo Il premier cerca la rissa per non parlare dei problemi veri, ma questa volta il gioco non gli riuscirà. La fase iniziata col voto del 2008 è al tramonto». Pier Luigi Bersani “tira il fiato” nella sua Piacenza dopo una campagna elettorale di cui il segretario del Pd si dice pienamente soddisfatto, per quel che riguarda la sua parte. «In queste settimane si è visto chi è mosso da valori in cui crede, chi ha parlato di lavoro, di redditi, dei temi che interessano agli italiani, e chi invece cerca la rissa per eccitare gli animi, per evitare di parlare dei problemi veri e trasformare gli elettori in tifoserie contrapposte». Squadra che vince non si cambia, è il detto, e finora Berlusconi ha ottenuto belle soddisfazioni con l’accoppiata vittimismo e contrapposizione. «Finora. Ma ho l’impressione che questa volta il gioco non gli riuscirà. Girando per il Paese ho trovato un Pd in salute e molto combattivo. E sono convinto che la fase aperta …

"La sostanza di una candidatura di talento", di Giuliano Amato

I consensi da ogni parte d’Europa che hanno portato in dirittura d’arrivo la candidatura di Mario Draghi a presidente della Banca centrale europea alimentano editoriali ricolmi di orgoglio italiano. Condivido l’orgoglio, ma devo anche dire che un po’ mi mette a disagio. Ammettiamolo, è un sentimento più da Paese piccolo che grande, da tifoseria abituata a vedere lo scudetto sul petto di altre squadre, che gioisce come non mai la volta che tocca alla sua. Ma l’Italia non è uno dei Paesi fondatori, uno dei quattro grandi dell’Unione Europea? Si lo è, e tuttavia la nostra reazione a questa vicenda risponde perfettamente al modo in cui abbiamo sempre vissuto – e sempre è stato percepito dagli altri- il nostro ruolo europeo. Per ragioni storiche e perché raramente i nostri politici e i nostri funzionari hanno saputo immergersi ed integrarsi come altri nella vita comune europea, il nostro peso non è un a priori, è quello che sappiamo darci con le iniziative di cui ci rendiamo protagonisti e la qualità delle persone con cui ci facciamo …

"I moderati decidono di appoggiare l'arbitro", di Eugenio Scalfari

Nella prima delle sue «Maximes Morales» il duca di La Rochefoucauld scrive che «L´amore per se stessi quando supera il limite diventa una perversa passione sia per chi ne è invaso sia soprattutto per gli altri che egli vuole render suoi soggetti distruggendone l´indipendenza e trasformandola in amore verso di lui. Se l´uomo affetto da tale perversa passione si trova al vertice della società, gli effetti che ne derivano sono ancora più sconvolgenti poiché ogni equilibrio tra le varie istituzioni viene distrutto ed ogni libertà confiscata». Questa massima fu scritta nel 1657. L´autore era stato da giovane uno dei capi della Fronda dei Principi, poi si ritirò da congiure e battaglie, scrisse le sue memorie e dedicò gli ultimi anni della sua vita alle riflessioni sulla politica e sulla morale. Credo di non aver bisogno di spiegare ai lettori l´attualità di questa citazione, che descrive in modo che meglio non si potrebbe il fenomeno con il quale la società italiana si sta confrontando da almeno sedici anni ed anche più se si vogliono rintracciare le …