Anno: 2011

"Lettera aperta su una legge sbagliata", di Umberto Veronesi

Caro presidente Berlusconi, mi permetto di scriverle pubblicamente, attraverso questo giornale, come uomo che ha dedicato la propria vita al progresso scientifico e civile del Paese, e che, cinque anni fa, ha avviato una campagna di sensibilizzazione a favore del Testamento biologico, per allineare l’Italia agli altri Paesi culturalmente e civilmente avanzati, come è ed è sempre stato il nostro. Ci sono temi fondamentali, come lei sa, che non sono né di destra né di sinistra e neppure di questa o quella religione, e che io credo bisogna avere il coraggio di difendere, se vi si crede, a prescindere dalle logiche dei consensi. Fra questi c’è il tema della libertà e il diritto di ogni uomo di accettare o rifiutare le cure in ogni circostanza, sulla base delle proprie convinzioni e del proprio progetto di vita. Questo è il significato del Testamento biologico ovunque nel mondo. So, per esperienza diretta, che gli scienziati sono spesso lontani dai politici, perché sono liberi pensatori e non seguono le linee guida di nessun partito. Tuttavia il mio mondo …

"L'Europa smarrita e l'immigrazione", di Nadia Urbinati

Nel suo mezzo secolo di vita l´Europa ha cercato di diventare un modello di nuova cittadinanza. Teorici e giuristi hanno parlato addirittura di un nuovo paradigma di libertà politica capace di dissociare la cittadinanza dall´appartenza nazionale, una rivoluzione non meno radicale di quella del 1789. Ma messo alla prova del flusso di migranti, il mito europeo si appanna. Gli Stati nazionali tornano protagonisti, le diplomazie bilaterali prendono il sopravvento, le frontiere tornano a chiudersi, le scaramucce di certificati e rimpatri si susseguono. Di fronte agli sbarchi dei profughi del mondo, l´Europa non sembra più certa di voler essere il laboratorio di una nuova cittadinanza. E forse, la recentissima decisione della Corte di Giustizia della Ue di bocciare la norma italiana che prevede il reato di clandestinità va letta come un invito dell´Europa dei diritti all´Europa della politica di rivedere la sua strategia sull´immigrazione. Ma a dispetto di ciò che l´Europa vuole o non vuole, in un modo o nell´altro i migranti sono ormai parte della sua identità, di quello che è e sarà. Sono il …

"Il Primo Maggio al lavoro? La deriva finale", intervista a Luciano Gallino

Il primo maggio al lavoro? È davvero questo un segno di rinnovamento o piuttosto una resa – l’ennesima, e particolarmente simbolica – alle pretese di un sistema economico e culturale che riduce sempre di più l’uomo al rango di consumatore da una parte e di docile ingranaggio della macchina produttiva dall’altra? E, in ultima analisi, una resa a quel sistema assolutizzante che il sociologo Luciano Gallino chiama – nel suo omonimo, e straordinario, libro (Einaudi, 19 euro) – Finanzcapitalismo? Un primo maggio al lavoro, dunque, perché è l’intera vita, oggi, messa al lavoro, entro una civiltà al cui centro vuoto è stato posto il denaro, e tutto il resto non è che una variabile dipendente. L’alternanza tra fasi espansive e produttive e fasi speculative è stata una costante del capitalismo. Ma lei ci mostra che oggi siamo in presenza di una sorta di salto quantico: non siamo più nel classico capitalismo industriale,ma nel finanzcapitalismo. E ci mostra che questo salto quantico ha esiti potenzialmente tragici. «Vi è stato in questi ultimi trent’anni un enorme sviluppo …

Il difetto dell’Italia (Newsletter n° 4 – aprile 2011)

La newsletter di questo mese esce alla vigilia della festa del Primo maggio. Una festa del lavoro purtroppo segnata da una crisi ancora molto pesante. In Italia non vediamo ripartire l’occupazione, come ha documentato Bankitalia, e la Cassa integrazione è di nuovo in crescita, mentre i consumi sono sempre fermi al palo. Per quanto riguarda la crescita, restiamo il fanalino di coda dei Paesi del G7, come ha certificato l’Ocse. Attraversiamo un momento molto delicato dal punto di vista sociale, economico e politico. Da un lato, l’impatto della crisi economica e sociale e le sue pesanti ricadute su imprese, lavoratori, famiglie e una condizione giovanile che ha superato da tempo la soglia dell’allarme sociale, con il 30% di disoccupazione e un primato europeo davvero drammatico che vede due milioni di giovani che non sono né a scuola né al lavoro. Dall’altro, i processi rapidi di trasformazione che riguardano i Paesi del Mediterraneo, la cosiddetta primavera araba, che genera molte speranze, ma anche comprensibili inquietudini, e il conflitto libico che ci coinvolge direttamente. La gestione ondivaga …

Intervento del Presidente Napolitano in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro

Ringrazio vivamente anch’io il Presidente Giuliano Amato per la sua disponibilità e per il contributo che ci ha offerto ripercorrendo da par suo il lungo tracciato dell’evoluzione sociale che da un primo maggio all’altro l’Italia ha conosciuto. In sintesi, egli ci ha detto – avete ascoltato le sue parole – che cosa sia, “nel passato che la precede, nella sua stessa storia e nel suo presente, la Repubblica fondata sul lavoro”, e ha concluso : “Il suo problema di oggi non è esserlo di meno, è, caso mai, esserlo di più”. E’ così, lo sentiamo tutti : lo sviluppo economico e la sua qualità sociale, la stessa tenuta civile e democratica del nostro paese, passano attraverso un deciso elevamento dei tassi di attività e di occupazione, un accresciuto impegno per la formazione e la salvaguardia del capitale umano, un’ulteriore valorizzazione del lavoro, in tutti i sensi. Questo discorso riguarda in special modo i giovani, fa tutt’uno con le risposte da noi tutti dovute alle aspettative per il futuro delle giovani generazioni. Il quadro generale dell’andamento …

"Rifare gli italiani" investendo sulla scuola pubblica, di Sofia Toselli – Presidente CIDI

Quest’anno in Italia si stanno celebrando i 150 anni di Unità. Va allora ricordata l’importanza del ruolo svolto dalla scuola pubblica, nel processo unitario, nello sviluppo e nel progresso del Paese. Nel 1859 Casati affidava ai Comuni l’istituzione obbligatoria e la gestione dei primi due anni di scuola elementare. Da allora e fino ad oggi, pur tra enormi ostacoli e contraddizioni, l’istruzione diventava un settore di responsabilità pubblica. Anche se passeranno molti decenni prima che venga affidato allo Stato l’istituzione e la gestione di tutti gli ordini di scuola e molti altri prima che l’istruzione venga garantita dalla Costituzione come un diritto fondamentale. Di questo secolo e mezzo traiamo certamente un bilancio positivo, tanto più se si tiene conto delle condizioni di generale grave arretratezza culturale e sociale in cui versava la popolazione. Il 78%degli italiani era analfabeta, con punte di oltre il novanta per cento al Sud. Nel processo di unità e di comune identità linguistica e culturale la scuola ha dunque avuto una funzione decisiva, garantendo progressivamente agli italiani le competenze alfabetiche necessarie …

Bersani:Dopo il vertice Italia-Francia Berlusconi e Tremonti si contendono la palma del perdente

Intervista esclusiva di YouDem al segretario del PD sui temi di attualità: i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento, il grande pasticcio su nucleare e incentivi alle rinnovabili, la presentazione della mozione del Pd sulla Libia che mostra le contraddizioni del governo e nella maggioranza tra Pdl e Lega Nord. E ancora lo scontro nel governo tra Berlusconi e Tremonti e le prossime elezioni amministrative. Bersani ha toccato l’economia, la politica estera, gli attriti tra Lega e PDL i refendum e le amministrative.Ecco la trascrizione dell’intervista: Cominciamo dalla foto del Parlamento oggi: si discuteva del Documento di economia e finanza, di piano nazionale delle riforme: c’era un sottosegretario sui banchi del Governo, Tremonti non s’è fatto vedere, quando invece era stato presente sul processo breve, come tutto il governo. Quindi sui temi che interessano gli italiani – perché di questo si sta parlando – evidentemente il governo è del tutto disinteressato. Dopodiché in questa diatriba Tremonti-Berlusconi che è in campo da tempo credo ci sia stato un passaggio critico in questo dialogo coi colleghi …