"Bossi: se cade Milano Silvio si faccia da parte", di Federica Fantozzi
Se perde Milano, Berlusconi dovrà lasciare il timone. A quel punto toccherà a Maroni, o dovremo convincere Giulio a scendere in campo». È l’ultimo, lapidario fronte aperto da Umberto Bossi. Perché «a Milano corre Silvio, se si perde, è lui che perde». Stavolta parole dette in privato, con i fedelissimi. A notte fonda, dopo una bicchierata. Ma che siano parole in libertà, difficile crederlo. Poche ore prima, le bordate sulla crisi libica: «Se il premier non cambia idea, può succedere di tutto». Con l’eco di Calderoli: «In questo momento non vedo via d’uscita. Sull’intervento non ci sentiamo vincolati al programma». Sono in molti però ad essere convinti che lo scontro finale tra PdL e Carroccio non potrà essere sulla missione italiana nel Paese arabo – in mezzo c’è la posizione di Napolitano, il rapporto con il Colle troppo prezioso per il Senatùr – bensì sulle amministrative lombarde. Fatto sta che la legislatura sembra giunta a un giro di boa. E tutti i protagonisti della partita se ne rendono conto. «Giulio», cioè Tremonti, è molto nervoso. …
