Anno: 2011

"Bossi: se cade Milano Silvio si faccia da parte", di Federica Fantozzi

Se perde Milano, Berlusconi dovrà lasciare il timone. A quel punto toccherà a Maroni, o dovremo convincere Giulio a scendere in campo». È l’ultimo, lapidario fronte aperto da Umberto Bossi. Perché «a Milano corre Silvio, se si perde, è lui che perde». Stavolta parole dette in privato, con i fedelissimi. A notte fonda, dopo una bicchierata. Ma che siano parole in libertà, difficile crederlo. Poche ore prima, le bordate sulla crisi libica: «Se il premier non cambia idea, può succedere di tutto». Con l’eco di Calderoli: «In questo momento non vedo via d’uscita. Sull’intervento non ci sentiamo vincolati al programma». Sono in molti però ad essere convinti che lo scontro finale tra PdL e Carroccio non potrà essere sulla missione italiana nel Paese arabo – in mezzo c’è la posizione di Napolitano, il rapporto con il Colle troppo prezioso per il Senatùr – bensì sulle amministrative lombarde. Fatto sta che la legislatura sembra giunta a un giro di boa. E tutti i protagonisti della partita se ne rendono conto. «Giulio», cioè Tremonti, è molto nervoso. …

"Due "impresentabili" riammessi in Regione l´ok è di Berlusconi", di Conchita Sannino

Condannati, ma portano consensi. Pd e Fli accusano: “Caldoro disse che non voleva gente così, ma ora se li deve tenere”. Gli impresentabili, eletti nelle istituzioni malgrado le condanne per peculato o per associazione mafiosa, son tornati. E a dargli il via libera per sedere nel consiglio regionale della Campania, guarda caso a ridosso delle elezioni amministrative di Napoli, è stato un decreto del presidente del Consiglio. Il premier Berlusconi con i decreti 824 e 825, firmati tre giorni fa, ha preso atto dei ricorsi vinti dai due consiglieri Alberico Gambino e Roberto Conte, che erano stati eletti ma immediatamente sollevati dal consiglio. E, modificando il proprio precedente decreto – senza attendere l´esito di ulteriori reclami in corso, né valutare le incompatibilità pre-esistenti – ha disposto il reintegro in aula di Gambino e Conte. Politici dai profili molto controversi, e oggi tutti e due macchine porta-voti del Pdl. Gambino, appena tornato anche sindaco di Pagani, vicinissimo al senatore e presidente di quella Provincia Edmondo Cirielli, è stato condannato in primo e secondo grado per peculato; …

"Energia, il governo senza progetti", di Raffaella Mariani

Tanto risoluti nel sostenere l’energia nucleare, quanto veloci nel tornare sui propri passi appena è stato chiaro che la risposta degli italiani sarebbe stato un secco “no”. L’atteggiamento del governo è una perfetta sintesi della mancanza di un progetto complessivo per far ripartire il nostro paese. Il ministro Romani ha cercato di motivare la retromarcia repentina sul piano nucleare con la necessità di individuare «nuove misure necessarie a garantire la sicurezza e la diversificazione dell’approvvigionamento energetico». Già la moratoria di un anno sul decreto per l’individuazione dei siti, decisa sull’onda della tragedia giapponese, era una scappatoia per togliersi dall’imbarazzo in vista del referendum. Poi questa nuova mossa. Il decreto che abroga le disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari e, con precisione chirurgica, sopprime ogni riferimento alla costruzione e all’esercizio di impianti. Un rosario di norme introdotte, in sei diversi provvedimenti. Da sottolineare proprio l’assoluta mancanza di chiarezza legislativa, in una materia strategica per il paese, con il succedersi di leggi, decreti legge, decreti legislativi, sei provvedimenti che in tre anni hanno reintrodotto con …

"Quando la volontà non è più popolare", di Giovanni Valentini

Per una maggioranza parlamentare fondata sul populismo mediatico, assuefatta alla ricerca e alla raccolta del consenso attraverso il controllo pressoché esclusivo della televisione, pubblica e privata, il subdolo tentativo di sottrarsi ai tre referendum in calendario a metà giugno è un paradosso imbarazzante che ha tutte le caratteristiche di una nemesi storica. Ovvero, di una pena del contrappasso di dantesca memoria. Tanto è avvezzo il centrodestra a invocare come un´ordalia la volontà o la sovranità popolare, al riparo del conflitto di interessi che fa capo al presidente del Consiglio e in forza di questo o quel sondaggio d´opinione, quanto il governo appare adesso preoccupato e smarrito di fronte alla verifica di una consultazione diretta. Che cosa c´è di più “popolare” di un referendum? In quale altra occasione o con quale altro strumento si può esprimere più efficacemente la volontà del popolo? E in quale istituto della democrazia, appunto, si manifesta meglio la sua sovranità? Innescata dalla catastrofe atomica giapponese, la paura di una sconfitta politica nel referendum sul nucleare ha indotto il centrodestra a ricorrere …

"Vuole vincere facile, Silvio", di Jolanda Bufalini

La presa di posizione della Agcom risponde a due esposti presentati da tutte le opposizioni nelle scorse settimane, sulla base dei monitoraggi nelle prime tre settimane di campagna elettorale. Vi è un’obiettiva sovraesposizione del presidente del Consiglio, il quale, oltre tutto, è direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano». L’invadenza televisiva del premier, leader di partito, capolista a Milano è, da ieri, certificata dalla Agenzia per le comunicazioni che, a due settimane dal voto, si è pronunciata sugli squilibri nella informazione politica in regime di par condicio. Il monito riguarda soprattutto il Tg1 e il Tg5, in particolare per quanto riguarda la sfida elettorale a Milano. La presa di posizione della Agcom risponde a due esposti presentati da tutte le opposizioni nelle scorse settimane, sulla base dei monitoraggi nelle prime tre settimane di campagna elettorale, dal 31 marzo al 23 aprile. Soprattutto le giornate dell’11 e del 17 aprile aveva spinto i deputati del Pd Roberto Zaccaria e Vinicio Peluffo a denunciare «lo stritolamento della par condicio». Il 17 aprile, Silvio Berlusconi …

La Spezia – Iniziativa "Università e riforme"

Come incidono le direttive nazionali sulle realtà locali,proposte e possibilità degli Atenei italiani Sala CAMEC (Piazza C. Battisti 1 – La Spezia) Coordina: GIULIA MERCADANTE – Responsabile Università Giovani Democratici La Spezia Intervengono: ALESSANDRO POLLIO – Assessore Università Comune della Spezia GIACOMO DEFERRARI – Rettore Università di Genova PAOLO ROSSI – Membro Consiglio Universitario Nazionale FEDERICO NASTASI – Coordinatore nazionale RUN MATTEO BIANCHI – Membro Consiglio Nazionale Studenti Universitari Conclude: ON. MANUELA GHIZZONI Capogruppo PD Commissione Cultura Camera dei Deputati