Anno: 2011

"Missili in cambio di parole", di Lucia Annunziata

Non fosse stato per i soliti spiriti animali del mercato, l’atmosfera sarebbe stata decisamente euforica. Ma anche così, anche con l’Opa di Lactalis lanciata su Parmalat proprio nel giorno della pace franco-italiana, a Palazzo Madama si è ascoltato ieri mattina un grande respiro di sollievo. Testimoni gli imperturbabili amorini degli affreschi e le eterne edere del giardino italiano, Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno riportato la serenità nelle relazioni fa i loro Paesi, intorno a un accordo dopo tutto semplice: bombe italiane sulla Libia in cambio di una mano francese con gli immigrati. Naturalmente, l’equazione non è stata esposta esattamente in questi termini, ma, occorre dire, non fa una piega. La maggiore difficoltà che il premier italiano ha incontrato è stata quella di spiegare il nostro lato del patto, cioè far capire come si può contemporaneamente bombardare ma negare di farlo. La frase che ha usato è la seguente: «Ho detto e ripeto che non bombarderemo, nel senso che non useremo le bombe cluster, a grappolo, quelle cioè che colpiscono anche i civili. Faremo solo …

"Sull'imbroglio decida la consulta", di Stefano Rodotà

Sia lode al presidente del Consiglio. Con la disinvoltura istituzionale che lo contraddistingue ha svelato le vere carte del governo sul nucleare, carte peraltro niente affatto coperte. La frode legislativa, già evidente, diviene ora conclamata. Berlusconi è stato chiaro. Un tema tanto importante come il nucleare non può essere affidato a cittadini “spaventati” da quanto è avvenuto in Giappone, che debbono “tranquillizzarsi”. Meglio, dunque, non far votare un popolo emotivo, disinformato. Gli abbiamo scippato con uno stratagemma un referendum che avrebbe reso impossibile per anni il nucleare, e ora abbiamo le mani libere per tornare in pista già tra dodici mesi. Gabbati i cittadini, ma rassicurati gli imprenditori, poiché il presidente del Consiglio si è premurato di dire che i rapporti tra Enel e Electricité de France andranno comunque avanti. Un governo e una maggioranza senza dignità accantonano uno dopo l´altro gli strumenti della democrazia, non hanno neppure il pudore della reticenza, teorizzano il silenzio dei cittadini. Ma si può davvero restare passivi davanti a questo gioco delle tre carte istituzionali? Il famigerato emendamento approvato …

Nucleare: smascherato il bluff di Berlusconi. Bersani: "Governo a tappetino con i francesi"

Il premier ammette che la moratoria sul ritorno all’atomo è solo uno stratagemma per evitare la sconfitta al referendum dopo il disastro di Fukushima. Bianchi: “Dopo parole Berlusconi referendum resta valido”. Cari italiani, vi abbiamo bluffato. La moratoria sul nucleare è solo un gioco per permetterci di mandare in aria il referendum del 12/13 giugno e per poter ripresentare il progetto di ritorno all’atomo quando il disastro giapponese sarà un lontano ricordo. Questa è la sintesi delle parole di Berlusconi con cui, senza nessun giro di parole, ha ammesso le intenzioni del suo governo durante la conferenza italo-francese a Villa Madama: “La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare”. L’ammissione del raggiro pubblico continua nella spiegazione del premier: “L’accadimento giapponese (le esplosioni dei reattori della centrale di Fukushima) ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra …

Bombardamenti in Libia: il governo delle giravolte. Bossi dice no, poi sì e dopo l'attacco del PD fa retromarcia

Ora Berlusconi ammette la partecipazione italiana ai bombardamenti in Libia. La Lega prima sbraita urlando no, poi, dice sì e a sera di nuovo no. Napolitano: “L’impegno dell’Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di Difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento”. Franceschini: “In politica estera non c’è più maggioranza, non bastano le comunicazioni dei ministri al parlamento” pubblicato il 26 aprile 2011 , 554 letture Berlusconi balla Sempre uguale. Stesso copione, stesse parole. In uno solo mese, Berlusconi è riuscito a dichiarare la non belligeranza italiana contro la Libia, a perdere il controllo su tutte le operazioni logistiche nel mediterraneo e a fare un clamoroso dietro front per confermare a Obama che anche l’Italia parteciperà ai bombardamenti contro le milizie di Gheddafi. la lega in un solo girono ha detto no ai bombardamenti, sì e dopo gli attacchi del PD è tornata di nuovo sul no. Almeno fino a giovedì quando si vedranno Bossi e …

Carpi (mo) – Proclamato per il 27 aprile il lutto cittadino

In ricordo delle vittime dell’incidente di ieri in Piazza Martiri. Il Sindaco di Carpi Enrico Campedelli ha deciso di proclamare subito dopo l’incidente di ieri in piazza Martiri il lutto cittadino. Nella mattinata di oggi l’amministrazione locale ha scelto la giornata di domani, 27 aprile, per ricordare le tre vittime del tragico evento del giorno della Liberazione. Alle ore 10.30 si terrà un momento di raccoglimento sul luogo della tragedia, a cui parteciperà anche il Sindaco e a cui è invitata tutta la città. Gli esercenti del centro sono stati invitati a partire dalle ore 10.30 ad abbassare per quindici minuti le saracinesche dei negozi. Le sedi comunali esporranno le bandiere a mezz’asta e i dipendenti municipali osserveranno un minuto di silenzio. Anche il Consiglio comunale di giovedì 28 aprile avrà solo un punto all’ordine del giorno, non rimandabile, rispetto a quelli indicati in precedenza.

"Chi mette le bandiere sul testamento biologico", di Michela Marzano

Ci sono dei temi che nessuno dovrebbe poter strumentalizzare. Eppure succede. Fin troppo spesso. Come se, in Italia, tutto fosse lecito. Soprattutto in periodo elettorale. Anche quando sono direttamente in gioco la sofferenza, la fine della vita, il senso della morte, come nel caso del disegno di legge sul testamento biologico. Perché morire è una della caratteristiche della condizione umana. La vita è mortale proprio “perché” è la vita, come scriveva il filosofo Hans Jonas. Ma ognuno di noi dovrebbe poter essere riconosciuto come soggetto della propria vita fino alla fine, anche in punto di morte. Si può allora anche soltanto osare utilizzare il tema della fine della vita a scopi politici? Si può pensare di imporre, a chi ha chiaramente espresso la volontà di interrompere inutili terapie, l´alimentazione e l´idratazione forzata? Di cosa si parla quando si sventola la bandiera del “valore inalienabile della vita”? La frattura tipicamente italiana tra coloro che assimilano l´interruzione dell´accanimento terapeutico all´omicidio e coloro che difendono l´esistenza di un diritto di morire si riapre in un clima teso, che …