Anno: 2011

Bersani: «Berlusconi al Colle? Ho i brividi Ci pensi chi frena le alleanze larghe…», di Simone Collini

Cravatta rossa e Toscano perennemente tra le labbra, Pier Luigi Bersani sfila per le vie di Milano e incassa molti applausi e qualche fischio da parte dei ragazzi dei centri sociali, poi sale sul palco in piazza Duomo per stringere la mano a Letizia Moratti ma solo dopo aver sottolineato he col voto di metà maggio si potrà contribuire a dare una svolta a questa città (il sindaco se la prende e definisce l’intervento «ingeneroso»). Il leader del Pd marcia tra le bandiere del suo partito, condanna l’assenza del premier, dice che questa è una «bellissima manifestazione che richiama i valori fondamentali della Costituzione» e insiste sui rischi di uno stravolgimento a colpi di maggioranza dell’architrave istituzionale: «La nostra Carta dice cose chiare, lavoro prima di tutto, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, equilibrio dei poteri e disciplina nello svolgere le funzioni pubbliche. Se riprendiamo questi valori possiamo uscire insieme dai problemi che abbiamo, se continuiamo a picconare questi valori non riusciremo a fare un’Italia migliore». Bersani dice che «ha ragione Napolitano» e assicura …

"L'America e l'alleato riluttante", di Renzo Guolo

Berlusconi sa di non potersi permettere un rifiuto a Obama. L’Italia si allinea nel peggiore dei modi: senza una scelta autonoma o una valutazione strategica. Alla fine, l’alleato riluttante cede. L’Italia non può respingere le pressioni degli Stati Uniti che, affidata la missione agli europei, chiedono un maggiore coinvolgimento militare del nostro Paese sul fronte libico. Berlusconi non può dire “no” a Obama. Per ovvi motivi legati alle alleanze internazionali, al nostro ruolo nella Nato, alla tutela degli interessi nazionali nella prospettiva del dopo Gheddafi, ma anche per esigenze di carattere interno. Nonostante la ribadita intenzione di limitare il ruolo italiano alla concessione delle basi e alla missione navale, Berlusconi non può permettersi un rifiuto. Convinto com’è, il presidente del Consiglio, che in questa fase politica sia meglio non avere troppi nemici in riva al Potomac. O, quanto meno, una silenziosa ostilità di Washington. Se pezzi di establishment si saldassero anche con l’avallo americano, il fronte interno, già in movimento, potrebbe diventare troppo pericoloso. Così, dopo mille ambiguità e cambi di posizione, dal rammarico per …

"Istituti al gran caos dell'Invalsi. La Gelmini: i test si devono fare. Ma le scuole non lo prevedono", di Alessandra Ricciardi

Problemi anche per la struttura: dimessosi Cipollone, in arrivo un commissario straordinario. Giorni difficili, per l’Invalsi, l’istituto di valutazione è al centro di un duro braccio di ferro tra il ministero e le scuole sull’obbligatorietà delle prove da somministrare da quest’anno anche alle superiori. Ma non solo. Ci sono problemi anche interni, legati alle dimissioni del suo presidente, Piero Cipollone, e all’esiguità del personale. Una protesta dei dipendenti si è chiusa con la convocazione di un tavolo al ministero. L’ipotesi è quella di un commissariamento dell’ente, anche in vista di un suo ridisegno nell’ambito del nuovo sistema di valutazione. Intanto il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta nei giorni scorsi (circolare prot. 2792) per dire che non sono ammesse diserzioni. Gli insegnanti devono somministrare le prove alle superiori e devono correggerle. In calendario dal 10 al 13 maggio prossimi, le prove «concorrono alle rilevazioni periodiche e di sistema». Una rilevazione a cui le scuole non possono istituzionalmente sottrarsi, dice il ministero. Tanto che il piano annuale delle attività, predisposto dal dirigente scolastico e deliberato dal …

"Un futuro di tagli, ecco le cifre", di Corrado Zunino

Giovedì si inizia a votare il documento di Economia e Finanza 2011: lì dentro c’è lo “spianamento” della scuola italiana. Si arriva a 22 miliardi di “risparmi” nei 5 anni di questo governo. Mentre l’Occidente ha affrontato la crisi senza toccare tre voci: scuola, università, ricerca. Quattro miliardi e 561 milioni di tagli previsti ogni anno dal 2012 al 2014 (tabellone a pagina 37 del documento del Programma nazionale di riforme già approvato in Consiglio dei ministri). Tredici miliardi e 683 milioni succhiati via a un organismo in grave crisi di ossigeno a cui dal 2009 al 2011 ne sono stati portati via già otto miliardi e 13 milioni (con 87 mila cattedre annesse e 42 mila posti di personale amministrativo, tecnico, ausiliario). Tredici miliardi e 683 milioni più otto miliardi e 13: sono ventidue miliardi succhiati alla scuola pubblica italiana in una stagione di governo di centro-destra. Con numeri di questa entità si renderà così fragile e dissestata la nostra scuola pubblica da trasformarla in un istituto sostituibile. Con che cosa? Con la scuola …

"Pdl indebolito, Pd «convalescente», terzo polo al 14,7%", di Roberto D'Alimonte

Un centrodestra indebolito ma non sconfitto. Un centrosinistra solo apparentemente tonico ma ancora amorfo. Un terzo polo che non sfonda ma ha i numeri per essere l’ago della bilancia al Senato. Questo è il quadro sintetico degli orientamenti politici rilevati dal sondaggio Cise-Sole 24 Ore. Il Pdl non è in buone condizioni. Il suo indebolimento è evidente. La stima del 28,6% di questo sondaggio è lontana dal 37,4% dei voti ottenuti nelle politiche del 2008. Eppure, nonostante tutto quello che è successo da allora (crisi economica, scandali, scissione di Fli), è ancora il primo partito del paese. L’indebolimento c’è ma non è una frana. Oltre tutto occorre tener conto che dal punto di vista del ciclo elettorale questo è il momento peggiore per un partito al governo che si vede penalizzato dal non voto dei delusi senza poter contare sulla mobilitazione legata alla campagna elettorale. In questa fase tutti i sondaggi ci danno dei dati “freddi”, destinati a cambiare nel momento in cui si surriscalda la campagna elettorale. In assenza di alternative credibili la capacità …

"Precari, stop ai ricorsi per decreto", di Alessandra Ricciardi

In arrivo un dl per negare i risarcimenti disposti dai giudici. Ma che apre alle assunzioni. Un decreto legge sull’emergenza precariato. Per affermare che i precari della scuola non hanno diritto a nessun risarcimento per le mancate assunzioni, contrariamente a quanto affermato in questi mesi dai tribunali del lavoro. Ma al tempo stesso per predisporre un piano di assunzioni che immetta in ruolo, su tutti i posti vacanti e disponibili negli organici di diritto, i docenti e gli Ata con contratto a tempo determinato. Così da poter chiudere le pendenze con l’Unione europea che bacchetta l’Italia per l’abuso di precariato nella scuola, dando il destro alle sentenze di condanna del ministero. Il decreto legge sarà varato dal governo nei prossimi giorni. E si accompagnerà all’emanazione di un decreto ministeriale sull’aggiornamento delle graduatorie. I due atti si intrecciano nel delineare la complessa vicenda dei precari della scuola, su cui è in corso una trattativa tra il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, e il responsabile dell’economia, Giulio Tremonti. I provvedimenti dovrebbero essere ufficializzati nei prossimi giorni, certamente nel …

"Difendere la Resistenza", di Benedetta Tobagi

Che foste in piazza oppure no, tutti possiamo contribuire alla “resistenza culturale”. Il 25 aprile deve travasarsi in un lavoro quotidiano che non consente deleghe: un compito a cui siamo chiamati tutti, faticoso, ma irrinunciabile. In una Milano deserta, il corteo era affollato come sempre, colorato, tranquillo: l’invito a disertarlo per la gita di pasquetta è caduto nel vuoto. Buon segno. E per fortuna non piove.Sui volti e nei discorsi delle persone che inondano le vie di una città ancora scossa dai manifesti osceni che paragonavano i magistrati alle Br affiorano però anche i sentimenti che ho incontrato di frequente nelle ultime settimane tra amici, colleghi, sconosciuti incontrati per caso: un forte senso d´impotenza, esasperazione, stanchezza. Sentimenti che io stessa ho provato. Sprazzi di rabbia – nei ragazzi che urlano dai carri “via il Rais”, un Berlusconi dipinto con la faccia da Joker, il nemico di Batman. Nelle strade, su cartelli, magliette, spille e striscioni, si sente l´effetto di logoramento psicologico prodotto dalle violente esternazioni antisistema di Berlusconi e dell´ala più oltranzista dei suoi sostenitori, …