Anno: 2011

"Nel paese di Ponzio Pilato", di Ezio Mauro

Siamo così arrivati al dunque: la Costituzione nella sua essenza, nei suoi princìpi, nel suo fondamento. Quindi la natura della Repubblica, l´equilibrio tra i poteri che si bilanciano a vicenda, il concerto istituzionale che dovrebbe dare forma repubblicana alla democrazia quotidiana del nostro Paese. Questo è il senso – più simbolico che concreto, per ora, e tuttavia oltremodo significativo – dell´ultima iniziativa della destra berlusconiana: riscrivere l´articolo 1 della Carta Costituzionale, per sovraordinare gerarchicamente il Parlamento agli altri poteri dello Stato. Come al solito, e come avviene normalmente per ogni legge ad personam, si parte con un test, perfettamente coerente con i propositi del leader, ma tecnicamente irresponsabile. In questo caso è una proposta firmata da un deputato del Pdl che si muove «a titolo personale», senza impegnare direttamente il partito, in modo che il vertice possa saggiare le reazioni e decidere poi se cavalcare fino in fondo l´iniziativa o attenuarla, o farla cadere. O più semplicemente, come ha fatto ieri Berlusconi, prendere le distanze dal modo e dal momento della proposta, non certo dalla …

"Premier obbligato a sostenere il ministro", di Stefano Folli

Dopo il lungo colloquio di ieri sera a Palazzo Grazioli, si può concludere che allo stato non esiste un «caso Tremonti» nel Governo. Il che non significa che tutti i problemi tra il presidente del Consiglio e il suo ministro dell’Economia siano stati risolti. Significa però che, se il chiarimento era necessario, un incontro di oltre due ore rappresenta senza dubbio un bel passo avanti. Tremonti ne ha ricavato il sostegno del premier al suo operato. E sarebbe stato inverosimile il contrario, considerando la cornice europea dentro la quale si collocano le scelte di politica economica. Ne ha ricavato anche una sostanziale solidarietà rispetto al malessere serpeggiante contro la «tirannia» di via XX Settembre. Si poteva immaginare che Berlusconi coprisse o persino alimentasse i revanscismi anti-Tremonti della maggioranza. In apparenza non è così. Per cui si procede con l’agenda fissata e ai primi di maggio dovrebbe vedere la luce il famoso pacchetto che comprende fra l’altro la bozza di riforma fiscale. Tutto risolto, dunque? Non proprio. Di sicuro ieri è stata una giornata importante. Si …

"Prova Invalsi. Si deve fare, ma Gelmini cambi registro", di Francesca Puglisi e Giovanni Bachelet

Valutare la scuola. Il sistema va rafforzato, ma finanziato. Il ministro fa esattamente il contrario, salvo poi denigrare chi lavora nell’istruzione. Presidi, insegnanti, bidelli…A proposito del dibattito sulla prossima somministrazione delle prove Invalsi, la situazione è questa. Alcuni sostengono che non sia obbligatoria in quanto non rientra fra le mansioni degli insegnanti, e quindi, se non è l’Invalsi a pagarli per questo lavoro extra (cosa che dovrebbe fare), vanno pagati con i fondi della scuola e, se ciò non accade, hanno diritto di rifiutarsi. Il rifiuto, dal punto di vista sindacale, potrebbe avere fondamento. Ma è certo che l’Invalsi non abbia soldi per pagare tutti gli insegnanti che dovrebbero somministrare le prove (se fossero solo centomila insegnanti a soli 10 euro a testa farebbe già piú di un milione). Il Governo “del W il merito”, con l’ultima finanziaria, ha tolto un quarto dei già magrissimi finanziamenti dell’Invalsi: avevano 4 milioni l’anno che coprivano poco piú degli stipendi dei dipendenti e collaboratori; da quest’anno ne hanno 3 e da poco sono diventati 2.7 per via di …

Il grottesco paradosso dei "manuali di Stato", di Carlo Galli

C´è qualcosa di grottesco, ma anche di terribile, nella proposta di legge che alcuni parlamentari di destra hanno firmato, sull´imparzialità dei testi scolastici. Davvero sembra che quella dell´imparzialità dei libri di storia, e dei “professori di sinistra”, sia un´ossessione non solo della maggioranza, ma anche del governo: infatti, quello dell´imparzialità è per il ministro dell´Istruzione un problema reale. Non si può rispondere nel merito agli “esempi di faziosità” che appaiono nella presentazione della proposta. Anzi, si deve rifiutare proprio questo terreno. Per alcuni motivi che alla destra sfuggono, e che vanno ricordati. In primo luogo, la storiografia non è imparziale: tale potrebbe essere solo una cronaca assolutamente puntigliosa, infinita. E, naturalmente, inutile e insensata. La storiografia è invece ricerca mirata, orientata da qualche problema e da qualche valore; è interpretazione. Il che non vuol dire che possa essere delirante, faziosa, folle; anzi, deve essere coerente, logica, revisionabile, falsificabile da nuove prove, da nuove interpretazioni di altri studiosi. In questo rischio di confutazione, in questo dialogo, anche aspro, ma aperto e pubblico, consiste il metodo scientifico, …

"Il Governo programma il calo della spesa pubblica per la scuola fino al 2040. Dal 4,5% del PIL al 3,2%", di Fabrizio Dacrema

Il Documento di Economia e Finanza 2011 presentato dal governo prevede fino al 2040 la graduale diminuzione della spesa per l’istruzione, già pesantemente inferiore alla media europea, dal 4,5% al 3,2% del PIL. Secondo il Ministro Gelmini i pesanti tagli lineari che stanno destrutturando la scuola pubblica sono necessari per “liberare” risorse dalla spesa corrente (in gran parte stipendi) agli investimenti per la qualità. Ancora una volta il Ministro Tremonti rivela la totale inconsistenza di questa versione dei fatti: gli investimenti non ci saranno, il ridimensionamento della spesa pubblica della scuola continuerà per altri 30 anni, fino a farci scendere al 3,2% del PIL. Sulla base di queste previsioni le tabelle finanziarie del DEF indicano una riduzione di spesa per i sistemi della conoscenza di 4,5 miliardi per ognuno degli anni 2012, 2013, 2014, per un totale di 13,5 miliardi nel triennio. Le previsioni del documento economico del governo, basate sui dati previsionali relativi alla popolazione scolastica, escludono investimenti strutturali per migliorare la qualità dell’offerta formativa, ridurre la dispersione scolastica, migliorare l’edilizia scolastica, aumentare gli …

"I cittadini calpestati", di Steano Rodotà

Ogni giorno ha la sua pena istituzionale. Davvero preoccupante è l’ultima trovata del governo: la fuga dai referendum. Mercoledì si è voluto cancellare quello sul nucleare. Ora si vuole fare lo stesso con i due quesiti che riguardano la privatizzazione dell´acqua. Le torsioni dell´ordinamento giuridico non finiscono mai, ed hanno sempre la stessa origine. È del tutto evidente la finalità strumentale dell´emendamento approvato dal Senato con il quale si vuole far cadere il referendum sul nucleare. Timoroso dell´”effetto Fukushima”, che avrebbe indotto al voto un numero di cittadini sufficiente per raggiungere il quorum, il governo ha fatto approvare una modifica legislativa per azzerare quel referendum nella speranza che a questo punto non vi sarebbe stato il quorum per il temutissimo referendum sul legittimo impedimento e per gli scomodi referendum sull´acqua. Una volta di più si è usata disinvoltamente la legge per mettere il presidente del Consiglio al riparo dai rischi della democrazia. Una ennesima contraddizione, un segno ulteriore dell´irrompere continuo della logica ad personam. L´uomo che ogni giorno invoca l´investitura popolare, come fonte di una …

Scuola, Pd: maggioranza e governo divisi su graduatorie precari

Ghizzoni a Pittoni (Ln): Lega improbabile paladina del Sud. “Sui precari della scuola Governo e maggioranza si dividono e la Lega si erge a improbabile paladina del Sud. Quello che non si capisce è dove erano Tremonti, Gelmini e Pittoni quando, nel 2008, il governo Berlusconi ha cancellato ben 87 mila posti di docenti dagli organici della scuola”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura, Manuela Ghizzoni dopo che il senatore leghista Mario Pittoni ha criticato la decisione del ministero dell’Istruzione sulle graduatorie che dà il via libera al cambio di provincia. “I diritti dei precari – prosegue Ghizzoni – si salvaguardano solo immettendoli in ruolo: per questo motivo le annunciate 30mila stabilizzazioni per il prossimo anno sono appena sufficienti a garantire il turn over, ma non rappresentano un intervento incisivo. Servirebbero almeno 60.000 docenti che dovrebbero essere assorbiti già nel prossimo anno per coprire le cattedre vacanti e gli spezzoni di orario, che costituirebbero la base di un organico funzionale al piano dell’offerta formativa delle scuole. A questo primo grande programma di immissione …